Consiglio di lettura, da Graziano: Antonio Tabucchi “Il tempo invecchia in fretta„

tabucchi

L'ottimo Graziano e "il tempo invecchia in fretta" di Tabucchi, QUI

Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Il tempo invecchia in fretta” di Antonio Tabucchi, edito da Feltrinelli. Nove racconti, nove storie sono qui raccolte dallo scrittore pisano, vicende intime che hanno per sfondo gli eventi più rappresentativi della Storia europea degli ultimi decenni. Troviamo infatti gli scenari in cui si muovono i personaggi che partono da una Berlino post-comunista all’Ungheria durante l’ invasione sovietica, da Bucarest al più recente conflitto in Kosovo.

Personaggio dominante che lega i nove racconti è il Tempo che si muove circolarmente nelle piccole vite degli uomini e nella grande Storia dell’ Uomo, un Tempo coniugato al passato, al presente e al futuro, conservato nella memoria attraverso il ricordo oppure amalgamato in un presente fatto di bilanci esistenziali e rimpianti, un Tempo che sempre emerge dalla coscienza per essere interrogato sul senso dell’ agire umano, sul significato dei gesti e dei sentimenti degli uomini. Come nei precedenti “Piccoli equivoci senza importanza”, oppure ne “Il filo dell’ orizzonte”, Tabucchi gioca sulle narrazioni simmetriche e sui parallelismi enigmatici, scanditi da parole cesellate e rarefatte, immagini metaforiche che distillano la realtà in una dimensione fantastica, visionaria. Ricordo a questo proposito il finale del primo racconto intitolato “Il cerchio” dove la scena dei cavalli e della donna che si trova al centro come di una danza equestre viene dipinta con sapiente forza evocativa. Nel racconto “Nuvole” assistiamo ad un delicato discorrere tra un ex militare ed una bambina, dove la grigia stanchezza del primo trova calore e conforto nell’ ingenua curiosità della ragazzina, tanto precoce in certe considerazioni, che odia la guerra e che si mette ad ascoltare come incantata le interpretazioni di quel singolare signore che le parla da sotto l’ ombrellone di una spiaggia, lontano dal sole e dall’ acqua del mare, che ingerisce rassegnatamente pasticche per dei disturbi causati dalle radiazioni belliche. Ne “I morti a tavola” un pensionato benestante e annoiato si aggira per le strade di Berlino rievocando il Tempo in cui per conto del regime comunista pedinava il poeta-drammaturgo Bertold Brecht. Perseguitato dall’ insonnia riuscirà a confessare a se stesso dei tradimenti della moglie soltanto in visita alla tomba di colui che seguì per tutta la vita. Tabucchi come i suoi grandi maestri Pirandello e Pessoa anche con quest’ ultimo libro ci dimostra la sua straordinaria capacità di narrare nella forma breve e folgorante del racconto il fascino ammaliante e affabulatorio del mistero dell’ uomo e del suo Tempo. Buona lettura.