29/12/09 21:57 archiviato in:
• diego
L'ottimo Graziano e "il tempo invecchia in fretta" di Tabucchi, QUI
Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Il tempo invecchia in fretta” di Antonio Tabucchi, edito da Feltrinelli.
Nove racconti, nove storie sono qui raccolte dallo scrittore pisano, vicende intime che hanno per sfondo gli eventi più rappresentativi della Storia europea degli ultimi decenni. Troviamo infatti gli scenari in cui si muovono i personaggi che partono da una Berlino post-comunista all’Ungheria durante l’ invasione sovietica, da Bucarest al più recente conflitto in Kosovo.
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26/12/09 19:08 archiviato in:
• peve
L'uomo che uccise Libero Valle è un romanzo scritto da un autore esordiente: Federico Conti.
E' possibile scaricarlo in download dal sito in modo gratuito.
http://www.luomocheucciseliberovalle.com
Federico Conti è un quarantenne. Ha tre figli, un buon lavoro, una bella casa e una moglie molto ricca. Conduce quella che sembra un’esistenza modello. In realtà questa normalità borghese legata all’effimero nasconde un profondo malessere sociale, un’inquietante doppia vita fatta di amanti, notti brave, droga, puttane e vita sregolata. Una sera, però, un programma televisivo lo spinge a riflettere sulla vita che sta conducendo e sull’Italia dei mille misteri e delle mille ipocrisie.
Leggi ancora...Tag: Federico Conti, L'uomo che uccise Libero Valle
22/12/09 22:05 archiviato in:
• alfredoDopo due eccellenti campionati e uno così così era quasi evidente che sarebbe arrivata “l’annata no”.
La Federcalcio continuava a stupire e a sfornare novità una dietro l’altra. Si decise (ma la cosa era già nell’aria da tempo) di formare una nuova categoria intermedia fra la B e la 1^ Divisione, denominata serie C, che avrebbe avuto vita “a far data” (tanto per usare il linguaggio burocratico dell’epoca) dalla stagione 1935/36. Altra (pesantissima) novità fu quella di far tornare a girone unico a 18 squadre la serie B. Pertanto solo le prime otto classificate di ogni girone della serie B 1934/35 sarebbero rimaste in categoria. Le rimanenti, insieme alle migliori classificate dei vari gironi di 1^ Divisione, sarebbero andate a formare la nuova serie C (dapprima su quattro gironi, successivamente aumentati a cinque).
Intanto, dopo un solo anno, si dimise Natale Toracca e alla guida della società ritornò Giulio Bertagna, il vulcanico “conducator” di alcuni anni prima. Intanto lo Spezia lascia la storica sede di Piazza Brin per trasferirsi in Via Roma, nello stesso stabile che ospitava il cinema-teatro Moderno. Mister Wilhelm venne ancora una volta confermato, ma sarà questa l’ultima sua annata alla guida degli aquilotti. Fu una annata strana. Ancora una volta non si registrarono arrivi dal fronte della Regia Marina e, per giunta, non vi furono neppure immissioni di giovani dal vivaio societario. Dopo Scarabello, a quanto pare, anche il rubinetto delle giovanili locali sembrava essersi essiccato. Bertagna vi sopperì tramite costosi acquisti sul mercato, dei quali solo pochi risulteranno azzeccati. Umer e Blecich avevano ultimato la loro ferma in Marina e non era possibile trattenerli; rientreranno quindi rispettivamente alla Triestina e alla Fiumana. Tacchinardi, Papini, Lena e Poggi vennero lasciati liberi di accasarsi dove volevano. Gli arrivi consistettero nel difensore Cattaneo (dal Cagliari), la punta Marchina dall’Alessandria, il centrocampista Calcagno (in prestito dal Savona), i portieri Baratti (dal Vigevano) e Rotondi (prestito dalla Roma tramite Legnano) e infine la mezzala Benatti dal Napoli (2 sole presenze in tutto il campionato). Per il resto la squadra rimase invariata. In porta si alternarono Rotondi e Baratti, ma anche l’anziano Strati ebbe occasione di giocare qualche partita.
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20/12/09 08:54 archiviato in:
• diego
In questi giorni dalla breve luce solare e dalle lunghe sere bardate di luci a festa, sto leggendo con interesse un bel saggio divulgativo, di Edoardo Boncinelli, dal titolo “Come nascono le idee”.
Fra i numerosi ed interessanti argomenti ho trovato alcune pagine che trattano della “coscienza di sè”, cioè il problema di fondo, il nodo più pregnante di tutti gli studi attorno al cervello, prodigiosa macchina per molti versi ancora sconosciuta. L’autore affronta la questione anzitutto con una classificazione per gradi, distingue infatti una “semplice consapevolezza”, poi una “autocoscienza esplicitabile” a parole, e infine una “coscienza fenomenica”. Per farla breve: la semplice consapevolezza la possiedono anche gli animali, che sanno ad esempio d’essere in pericolo e fuggono, che hanno consapevolezza della situazione in cui si trovano ed agiscono di conseguenza; invece l’autocoscienza esplicitabile è quella di chi racconta di sè stesso, con una descrizione, e questo avviene solo negli esseri umani, dotati del linguaggio.
Ma quella che mi interessa adesso è la “coscienza fenomenica”. Si tratta di quella esperienza di se stessi piuttosto profonda, che ci prende in certi momenti particolari, quel “senso del vivere” intimo, risvegliato spesso da oggetti importanti solo per noi: una foto, una musica, un odore. La cosa paradossale è che questa coscienza, la più profondamente “umana”, è anche quella che difficilmente possiamo esprimere. Leggi ancora...Tag: Edoardo Boncinelli, diego, Come nascono le idee
17/12/09 13:19 archiviato in:
• sport
Prima della sosta, trasferta senza tifosi al seguito... Bah! mi fa sorridere ancora di più al pensiero di un Macalli che vuole solo stadi da 7000 posti...
Comunque dopo il doppio Vargas di domenica, speriamo di proseguire la striscia positiva. Da gennaio con Ferrarese, i nuovi acquisti ed il recupero degli infortunati... Leggi ancora...13/12/09 10:02 archiviato in:
• alfredoLa prima notizia che giunse alle orecchie degli sportivi spezzini in quella estate 1933 fu la cessione dell’ex aquilotto Gino Rossetti dal Torino al Napoli per la cifra di 120mila lire. L’ex aquilotto avrebbe percepito dal club partenopeo un appannaggio mensile di 3mila lire. Buon per lui. Le successive notizie furono invece molto deprimenti. Wando Persia e Giulio Cappelli eran piaciuti al Livorno, fresco vincitore del campionato, e, posti in lista di trasferimento, avrebbero giocato in A con la maglia amaranto. Se ne andò pure Ghidoni al Genoa, mentre il centravanti Mian, capocannoniere della squadra con 12 goal, si accasò alla Triestina dopo l’ottimo campionato appena concluso.
Sul versante degli arrivi, molto poco da segnalare. La sorgente apparentemente inestinguibile costituita dalle reclute della Regia Marina, cui lo Spezia si era ormai abituato a dissetarsi, sembrava improvvisamente inaridita e gli arrivi furono quindi necessariamente di secondo piano. Dall’ Andrea Doria arrivò il giovane difensore Martinelli (che in campionato giocherà solo 2 partite). Dal prestito di due anni prima alla Salernitana, ritornò alla base il centrocampista Tacchinardi, mentre dalle giovanili aquilotte (oggi diremmo: “dalla Primavera&rdquo
venne promossa in prima squadra una numerosa nidiata di giovani: i centrocampisti Bazzani, Poggi, Lena e, sopratutto, la giovane promessa Luigi Scarabello, destinato ad un’ottima carriera. In porta il triestino Umer sostituì per tutto il campionato il vecchio Strati.
Natale Toracca salì alla presidenza al posto di Balzi che rimase tuttavia in qualità di suo vice. Mister Wilhelm è confermatissimo a furor di popolo. L’ungherese non si cura troppo delle partenze più o meno eccellenti e, come sua abitudine, senza fare proclami, si prepara ad affrontare il nuovo campionato con una squadra di giovani e giovanissimi. Intanto la società lancia una nuova campagna soci, della quale ci sono arrivate le cifre. Sostanzialmente i soci eran divisi in due categorie, ordinari e sostenitori, ciascuna delle quali differenziata in due livelli.
Leggi ancora...Tag: Annali bianconeri, Alfredo Liberi, Spezia calcio
12/12/09 22:23 archiviato in:
• diego08/12/09 19:21 archiviato in:
• sport
Dunque: serie positiva, balzo in classifica, aria di cambiamento. Un bel passo in avanti.
Match che vede le compagini di due città famose nella seconda guerra mondiale per vari motivi.
Commenti, pensieri in ordine sparso nel consueto contenitore....qui! Leggi ancora...Tag: Spezia calcio, Lega pro 2, salò, Feralpi
07/12/09 22:09 archiviato in:
• alfredo
Da quando è nata l’etruscologia, ossia la branca di studi che si interessa agli Etruschi, questo popolo è subito apparso come un “intruso” nel panorama delle culture italiche del suo tempo, a causa delle profonde differenze che presentava rispetto alle popolazioni circostanti. Ed è per questo motivo che gli Etruschi sono stati sempre presentati come il popolo “misterioso” per eccellenza. Lunghe e interminabili sono state le discussioni sul mistero della loro lingua, sul mistero della loro origine (ossia della loro provenienza, quasi fossero marziani sbarcati sulla terra), e persino sul mistero della loro scomparsa.
In realtà il progredire degli studi e l’inevitabile continuo accrescersi delle scoperte hanno dimostrato che gli Etruschi erano un popolo “normalissimo” e che l’alone di mistero che circondava la loro civiltà era dovuto unicamente alle lacune di conoscienza che sono ora in via di risoluzione.
Innanzitutto va precisato che per civiltà (ma qualcuno preferisce parlare di “cultura&rdquo
etrusca si intende quella fiorita tra il 700 e il 200 a.C. circa nell’area compresa fra il Tevere e l’Arno, dapprima sulla costa e poi nell’entroterra. Esaminerò ora separatamente i tre problemi sopra accennati, iniziando dall’ultimo, che è anche il più semplice.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, Etruschi, Storia
07/12/09 21:50 archiviato in:
• diego
Diego, la fede, la vita quotidiana: in due parti: QUI e QUI Leggi ancora...Tag: diego, monoteismo
06/12/09 09:04 archiviato in:
• alfredoQualche mese fa, insieme ad alcuni amici, mi capitò di discutere con loro dei nostri campionati in B degli anni trenta, e di confrontare il settimo posto conquistato nel ’32, con il desolante campionato 2007/08. Uno di loro se ne uscì dicendo: “Mah..... quelli erano altri tempi. Ora le cose sono diverse e la serie B è più difficile”, opinione su cui ovviamente non ero d’accordo. Certo, il calcio anni ’30 era molto diverso dall’attuale, nel senso che era diversa la velocità di gioco, gli schemi e anche alcune regole. Non si potevano effettuare sostituzioni. La palla poteva tranquillamente essere passata al portiere con un retropassaggio, senza che questo dovesse per forza respingerla di piede. Non esistevano i cartellini e non esistevano automatismi del tipo: 2 ammonizioni = espulsione, oppure espulsione diretta per fallo sull’ultimo uomo. L’arbitro, per la gioia e il dolore del pubblico, aveva una discrezionalità di giudizio oggi inimmaginabile, quasi dittatoriale. Però le squadre forti erano forti anche allora e la serie B, anche negli anni ’30, era un campionato difficilissimo, e un settimo posto nel 1932, equivaleva, quanto a prestigio, esattamente a un settimo posto nel 2008.
Tornando alle cose spezzine, dopo le contestazioni di fine campionato, il cav. Canese si dimise dalla carica, ma solo dopo aver ingaggiato, in sostituzione di Maggiani, anche lui dimissionario, l’ennesimo allenatore straniero, anch’egli ungherese come molti dei suoi predecessori: Vilmos Wilhelm. In Consiglio Direttivo nessuno avanzò la propria candidatura alla sua successione: evidentemente, conoscendo bene la situazione delle finanze sociali, nessun socio voleva metterci la faccia, visto il malumore serpeggiante tra il pubblico. A quel punto, in base allo statuto sociale, fu giocoforza ricorrere al commissariamento della gestione (il primo dalla fondazione del club), ad opera del Prefetto Uccelli, la cui scelta cadde sul cav. Lodovico Muratori.
Leggi ancora... 03/12/09 19:39 archiviato in:
• sport
Andremo ad Alghero in compagnia di uno straniero (Vargas) ?
Chissà. Sta di fatto che affronteremo una partita delicata, dopo un trittico di partite dove si è vista crescita, senza Aprea tra i pali, tra i più positivi della stagione.
Invidio un po chi va...anche se a dicembre...
Angolo del mugugno, come sempre, qua. P.s. come considerate la svolta societaria avvenuta in settimana? Leggi ancora...