Silenzio

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Quando oggi parliamo dell’udito, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio

(da "Il pane di Ieri” di Enzo Bianchi )

Se ci si dimentica delle virtù taumaturgiche del silenzio, ci si dimentica anche il potere della musica

(da "Il buio, il fuoco, il desiderio”Gino Castaldo)
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Spezia-Rivoli 1-0

speziaglossd634_2Spezia-Rivoli 1-0. Che ne pensate? (foto da Cds) Leggi ancora...
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die Brücke über die enge

gitta
diegoprodHo letto "In lotta con la verità" di Gitta Sereny. Il corposo volume tratta la vicenda di Albert Speer, il famoso architetto di Hitler. Attraverso i colloqui con Speer e altri testimoni della cerchia del führer, si indaga sulla fascinazione personale e di un'intera nazione per un uomo così malvagio. I meccanismi sono complessi e semplici nel contempo, perchè non sfugge a nessuno come sia facile in epoca di crisi la voglia d'avere un capo, un rassicurante tutore, qualcuno che "ci pensa lui".

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My favourite bass player/5 Pino Palladino

pinopalladino
Tanto per cominciare guardate la mano sinistra. L’ho sentito la prima volta con Paul Young. Anzi, per meglio dire, è lui che mi ha fatto ascoltare Paul Young...
Ricordo che il pezzo era Come back and stay. La cosa che mi incuriosiva era il basso fretless suonato in slap. Corposo, tonellate di chorus, un modo di suonare come lo definiva il mio maestro Alberto Santarelli “per pattern”. E poi la sua strumentazione: all’epoca Music Man, oggi Fender. Di antenati napoletani, Nato a Cardiff (Galles) iniziò a suonare il basso elettrico nel 1973, dopo aver fatto pratica per qualche tempo con la chitarra elettrica. Nel 1978 suonò in una emittente televisiva locale. Nel 1980 entrò nel gruppo di Jools Holland e comparve nell'album Jools Holland and the Millionaires.


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Cover band

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L'uomo ha una facoltà che per gli intenti collettivi è utilissima, e dannosissima per l'individuazione: quella di imitare.
(C.G. Jung)
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Vado quasi sempre una settimana in montagna, l'estate. La sera, nelle località di montagna, la gente ha tempo, e accetta quel che passa la pro loco. Due anni fa nella piazza centrale, fra le vetrine delle giacche a vento a saldo (fine agosto), una cover band. Nel manifesto, una bella chitarra blu, la scritta dire straits e poi, piccolo in basso, il nome della volenterosa cover band. Una serata piacevole, perchè non erano braccia sottratte alla miniera riallocate alla musica, era gente che sapeva suonare in modo dignitoso.

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Quando i sogni vengono distrutti

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L’intervento di Vittorio su Peve.it: Oggi entrando sul sito CDS ho appreso che il “campetto”
(così l’ho sempre chiamato io) di Stradone Doria a Migliarina è stato smantellato. Sono iniziati infatti i lavori per la costruzione di un palazzo residenziale.
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Novità su peve.it

lotus
Anno nuovo e vita nuova anche per il blog del Peve. Oltre alla piacevole novità di Blog77 curato da Shijokingo adesso c’è una nuova interfaccia per i commenti: si può accedere liberamente ma anche con il proprio account facebook, aggiungere immagini o video youtube al commento, personalizzare con il proprio avatar il post. Una maniera più accattivante per collaborare ed implementare il blog. Ancora benvenuti! Leggi ancora...
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ERIC’S CLUB, 9 MATHEW STREET, LIVERPOOL /
the essential

Damned
Ma quali erano i suoni, i volti dell'Eric's? Molti di loro li ritroveremo nel pop degli anni ottanta e novanta. Altri, stoicamente, continueranno sul solco tracciato in Mathew street. Tutti, comunque, hanno lasciato un segno nella storia della musica di un decennio abbondante. Qui la discografia essenziale ed alcuni video. Per chi c'era o per chi ignora del tutto il fenomeno. Enjoy it!
(nella foto, i Damned all’Eric’s) Leggi ancora...
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ERIC’S CLUB, 9 MATHEW STREET, LIVERPOOL / part2

Erics
(Segue) Dalle loro singole esperienze nasceranno quattro bands assolutamente fantastiche: Ian crea nel 1979 gli Echo & the Bunnymen, all’inizio un trio, prima che Echo, la drum-machine utilizzata nel primo concerto venga sostituita con un batterista in carne ed ossa (Pete De Freitas), Julian crea in contemporanea e per non essere da meno di Ian i Teardrop Explodes, una band che raccoglie musicisti provenienti dai vari gruppi della città, Pete crea il suo Wah!Heat! (Uh! che caldo!) nome assolutamente idiota per una band che, specie nei primi singoli, suona con forza ed energia ballate dense di suoni, ed infine Pete forma prima i Nightmares in wax, che fanno i tempo ad incidere un 7” per diventare definitivamente i Dead or Alive (sì proprio quelli di You spin me round and round) che almeno sino al 1982 sono creatori di canzoni assolutamente bellissime e cupissime, trasportate dalla inimitabile voce di Pete (Piero Pelù ha sicuramente ascoltato mooolte volte queste canzoni, confrontare per credere!).

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ERIC’S CLUB, 9 MATHEW STREET, LIVERPOOL / part1

burl1977
Avete presente quella fotografia in bianco e nero di dickensiana memoria che rappresenta un qualsiasi quartiere operaio di una città inglese, in cui si coglie una prospettiva del profilo dei tetti degli edifici, tutti rigorosamente identici con l’alzato dei camini proiettati verso un cielo carico di nuvole e smog del carbone bruciato da centomila cucine economiche? Manchester, Liverpool, Sheffield, Birmingham, ..…potrebbe essere qualsiasi slum dell’Isola di Albione in un qualsiasi anno del XX secolo. Ma per potere spiegare la breve storia di un piccolo club nel Merseyside e quella dei personaggi e delle bands che di lì passarono e iniziarono la loro esperienza musicale, immagine migliore non è possibile associare.
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Amici di Cosimo

primopiano
Cosimo è un giovane di 22 anni, abita a La Spezia e da quando è stato costretto ad abbandonare gli studi per andare a lavorare fa l’operaio edile. La passione per il gioco del Rugby ha segnato la vita di Cosimo, sia nel bene che nel male.  Ha giocato nei vari ruoli del giocatore di prima linea per dieci anni. Dopo  aver militato nei settori giovanili dello Spezia Rugby da tre stagioni insieme ai suoi compagni di squadra giocava nel campionato nazionale di serie C. Partito da “panchinaro”, grazie alla perseveranza che ha sempre delineato il suo carattere, si è trasformato partita dopo partita in combattente leale e coraggioso, di quelli che, come si dice nel mondo del Rugby, “ci mettono la faccia" e che, nonostante le consuete “batoste” riservate alle squadre matricola, riescono a non perdere mai il sorriso.  In breve tempo si è meritato un ruolo da titolare. Leggi ancora...
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