29/01/10 20:09 archiviato in:
• peve
La mia vita è scritta giorno dopo giorno con la piuma leggera di un gabbiano che si muove tra il vento, per poi tuffarsi nelle acque agitate dell’oceano e pescare un po’ di cibo, assaporando la libertà.
Sono una donna da Romanzo cinquecentesco: silenziosa eppure lacerante nello sguardo nascosto dall’educata inclinazione all’umiltà in ogni circostanza. Leggi ancora...Tag: Magnolia
29/01/10 20:07 archiviato in:
• diego
Ho fra le mani l’edizione Einaudi Tascabili, del 1998, del Diario di Anne Frank. In realtà la prima volta che lo lessi fu intorno alla fine degli anni sessanta, avevo all’incirca l’età della giovanissima scrittrice. Secondo me, un libro, cambia di sapore in relazione all’epoca in cui il lettore si sente immerso. Allora mi parve sostanzialmente un libro ottimista, nonostante tutto, in linea con il carattere personale della giovane Anne. “Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa, e voglio vedere tutti felici e assieme”, così c’è scritto anche nel retro copertina. In quegli anni, nel leggere il libro la sensazione che provavo era sostanzialmente di sollievo. L’atmosfera tragica del destino che incombeva sulla ragazza e gli altri nascosti, ingrediente fondamentale nella lettura, era però ampiamente bilanciata dal piacere di esserne fuori, da quel tempo tragico. Ero persuaso dell’idea che l’umanità avesse messo definitivamente nella pattumiera della storia un evento così inconcepibile come l’olocausto. Leggi ancora...Tag: diego, Anna frank
29/01/10 20:04 archiviato in:
• sport
Si va il piemonte, in una settimana che vede Varini impegnato al calciomercato, e Carrara che saluta.
Dimenticavo...siamo la capolista...parliamone, se garba, qui.... Leggi ancora...Tag: Spezia calcio, canavese, Lega pro 2
25/01/10 14:13 archiviato in:
• alfredo
(Mario Tommaseo riceve la maglia dello scudetto...foto archivio Cds)
In assenza di campionati regolari, la Federazione autorizzò le sue sezioni regionali ad organizzare tornei locali. Al centro sud ebbero infatti luogo tornei in Puglia (vinto dal Bari) e nel Lazio (vinto dalla Roma). Al centro nord si diedero da fare la sezione lombarda e quella emiliana.
Vista la situazione che al momento sembrava abbastanza tranquilla, la Figc, nella primavera del 1944, decise di dare il via ad un torneo a più largo respiro, detto Campionato di Guerra dell’Alta Italia (C.A.I.) che fosse aperto alla partecipazione di tutte quelle squadre, a prescindere dalla categoria di appartenenza, che disponessero ancora di un organico sufficiente e di un terreno di gioco agibile. In vista di questo torneo Giacomo Semorile, unico dirigente rimasto dello Spezia (il resto della società si era disperso in attesa della ripresa ufficiale dell’attività, prese contatti con l’ing. Gandino, comandante dei Vigili del Fuoco, che aveva recentemente messo in attività il G.S. 42° Gruppo Vigili del Fuoco, raggiungendo con lui un accordo: lo Spezia avrebbe ceduto ai Vigili il patrimonio atletico ancora disponibile (molti giocatori si erano intanto dispersi al di quà e al di là della Linea Gotica), i quali si impegnavano a restituirlo al termine del torneo, compresi i giocatori nel frattempo ingaggiati da Gandino. Barbieri rimane allenatore e suggerisce subito l’ingaggio di Gramaglia del Napoli, Angelini e Tori del Livorno, Viani e Tavoletti del Genoa e Medicina del Liguria. Leggi ancora...Tag: Spezia calcio, Storia del calcio, vigili del fuoco, La spezia, scudetto 1944
24/01/10 08:03 archiviato in:
• diego
QUI la breve recensione dell’articolo sulla rivista limes, della studiosa Enrica Garzilli –
http://orientalia4all.net/ Leggi ancora...23/01/10 18:20 archiviato in:
• alfredoQuello 1941/42 era stato un ottimo campionato, anche se lo Spezia non si era mai trovato in condizione di lottare seriamente per la promozione, ma il presidente Perioli si apprestava a fare ancora meglio. Riconfermò subito Ottavio Barbieri, tecnico che non solo a Spezia fece benissimo, ma assurse anche ad una certa notorietà in ambito nazionale per il suo schema di gioco detto “mezzosistema alla Barbieri”. Purtroppo, e qui apro una parentesi, devo confessare la mia totale ignoranza su questo punto. So benissimo cos’era il Sistema (o WM), e so altrettanto bene cos’era il Metodo, ma in cosa consistesse il “mezzosistema” non ho la più pallida idea. Trovo scritto che il suo Spezia giocava con quattro mediani e che ciò fu ottenuto retrocedendo a mediano Scarpato, che in origine era nato come mezzala, ma cosa ciò significasse all’atto pratico non lo saprei assolutamente spiegare, anzi se qualche lettore di queste povere righe ne sapesse di più, sarei lieto di imparare. Barbieri aveva già sperimentato, senza molto successo, il suo mezzosistema nel Genoa, alla fine degli anni ’30, ma a Spezia finalmente le sue idee attecchirono, tant’è vero che, oltre ad un paio di ottimi campionati di B, riuscì anche a mettere a segno la vittoria nel cosidetto Campionato di Guerra nel 1944.
Leggi ancora... 23/01/10 18:19 archiviato in:
• alfredoAl termine del campionato, siccome il Consiglio Direttivo era diviso sulla sua rielezione, l’armatore/senatore Bibolini preferì dimettersi per seguire più da vicino i suoi impegni. Una retrocessione, una promozione e un campionato “così così” erano il suo bilancio alla guida dello Spezia. Considerato che tre anni dopo, quando ero appena nato, mi tenne fra le braccia e ospitò la mia famiglia, che aveva perso casa e averi a Lerici, nella sua villa tra S.Terenzo e la Venere Azzurra, non credo di poter essere giudice imparziale sulla sua attività di presidente dello Spezia, e passo oltre.
Gli succedette il Cav. Uff. Coriolano Perioli, notissima figura di operatore economico nell’ambito del porto mercantile, grande tifoso che godeva in quel momento di vasta popolarità. Confermò Cassanelli alla guida tecnica e si gettò immediatamente nel mercato estivo per rafforzare la squadra. Leggi ancora...Tag: Annali bianconeri, Alfredo Liberi, Spezia calcio, Storia del calcio
23/01/10 18:16 archiviato in:
• alfredoErano arrivate le tessere annonarie, senza le quali non era possibile procurarsi generi alimentari di prima necessità; qualche parente fu richiamato sotto le armi e partì per la Libia o per l’Africa Orientale. C’era il coprifuoco e l’obbligo di oscurare le luci dopo il tramonto, e sui muri cominciavano a vedersi manifesti di propaganda bellica, tipo: “Vinceremo!!” oppure: “Taci, il nemico ti ascolta”. L’OTO Melara sfornava cannoni e cingolati a tutto vapore. Ma nel complesso la vita degli spezzini non era cambiata ancora di molto. I tifosi si pregustavano il ritorno in serie B e l’attenzione, oltre che alle notizie belliche, era tutta concentrata sulla loro squadra di calcio.
Dopo l’abbastanza fortunoso ritorno in categoria, Bibolini non volle correre rischi. Alla guida tecnica confermò Janos Nekadoma e poi mise mano al portafogli. In cambio di un assegno di 22mila lire la Lazio cedette una sua punta promettente, Giovanni Costa, che ho fatto ancora a tempo, da bambino, a veder caracollare sul campo di gioco a fine anni ’40 e primi ’50. Per 25mila lire dal Livorno arrivò il il più forte centravanti di tutta la nostra storia, Giovanni Costanzo. Se andiamo oggi a consultare la classifica dei maggiori marcatori di tutti i tempi in maglia bianca, in cima alla lista troviamo proprio loro due: al primo posto Giovanni Costa con 76 goal in 8 campionati (e 223 presenze) e al secondo posto Costanzo, 63 goal in soli 3 campionati e 89 presenze. Dietro di loro vengono i vari Guidetti, Bermone, Rossetti II, Vallongo, Barbuti.....
Leggi ancora...Tag: Annali bianconeri, Spezia calcio, Storia del calcio
23/01/10 18:09 archiviato in:
• diego23/01/10 18:03 archiviato in:
• peve
Signor Qualcuno, recepisco,
accetto con serietà l'intensa risposta che mi ha dato,
so che la mia missiva è veicolata in modi, toni inopportuni, ingiusti, se rapportati
alle maniere normali, civili, costruttive le quali sono generalmente
condivise dalla maggioranza delle persone, e quando uno viola queste
maniere è scorretto. Leggi ancora...Tag: andrea imparato
23/01/10 13:13 archiviato in:
• sport
Torniamo tra le mura amiche dopo la "beffa" di Legnano:
Arriva Cesarini, e qualcun'altro pare arriverà per la fascia sinistra. Nonostante il pari, manteniamo il passo da capolista. Ora, legge del Picco, please! Leggi ancora...Tag: Lega pro 2, Spezia calcio, Sanbonifacese
17/01/10 10:25 archiviato in:
• alfredoQuella che lo Spezia ritrovò dopo quattro anni era una serie C molto diversa da quella del ’35. I gironi non erano più solo quattro, ma ben otto. Questo significava che, fermo restando le quattro promozioni in B, non sarebbe più stato sufficiente vincere il proprio girone per accedere all’agognata meta, ma si sarebbe dovuto affrontare un ulteriore girone di qualificazione (leggasi: spareggio). Tutto ciò rendeva più duro e difficile il cammino per il ritorno in B. Rossetti abbandonò l’attività, come aveva già fatto capire da tempo. Non si può dire che la sua annata fosse stata deficitaria (come giocatore, non certo come tecnico....): 26 partite giocate e 9 reti segnate erano un bottino più che soddisfacente per il vecchio bomber. Solo il giovane Diotallevi, con le sue 24 marcature (che gli avevano fatto guadagnare una chiamata nella Nazionale Cadetti), aveva fatto meglio. Da parte sua Giulio Cappelli (22 presenze con 3 goal) andò a finire la carriera nelle fila della Massese. Successivamente, negli anni ’50 e ’60, intraprese una brillante carriera di allenatore, in B e sopratutto in A, e dopo ancora quella di procuratore.
Intanto il Consiglio Direttivo aveva riconfermato alla presidenza Giobatta Bibolini, coadiuvato da Spartaco Sassano in qualità di vice. Bibolini, conscio degli errori dell’anno precedente, questa volta mise la testa a partito e ingaggiò subito come allenatore il biondo ungherese Janos Nekadoma, ex giocatore della Fiorentina, uomo di vasta competenza e di poche, anzi pochissime parole. Il pubblico, inferocito dall’esito del campionato precedente, lo avrebbe voluto già “far fuori” dopo sei giornate di campionato, ma lui resterà, impassibile alle critiche. Anzi, per dirla tutta, Nekadoma del pubblico e delle sue nevrastenie se ne infischiò bellamente, conscio che l’unico suo referente era il presidente Bibolini, e alla fine dimostrerà a tutti di aver avuto ragione, regalando agli spezzini il più grande dei regali: la promozione.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, Annali bianconeri, Spezia calcio, Storia del calcio
17/01/10 10:23 archiviato in:
• alfredoDopo i deludenti risultati dell’anno precedente e, sopratutto, dopo le severe contestazioni del pubblico, le dimissioni di Bertagna e di Gianfardoni erano pressocchè scontate. Triste fu l’addio di Gianfardoni: i suoi due primi spendidi campionati erano stati subito dimenticati dalla gente, che, come sempre accade, si ricordava solo delle ultime delusioni patite. La memoria del tifoso è sempre molto corta.
Il 17 luglio 1938, mentre il caldo e l’afa scioglievano l’asfalto di via Chiodo (ma chi l’ha detto che il riscaldamento globale è roba dei giorni nostri?), al numero 10 di via Roma (sede dell’ A.C. Spezia), si tenne una convulsa riunione dei soci e dopo ore e ore di telefonate, discorsi, recriminazioni e quaqquaraqquà di vario tipo, si arrivò finalmente alla soluzione della crisi: l’armatore (e anche Senatore del Regno) Gio Batta Bibolini accettò la carica di presidente. Erano anni che il Consiglio Direttivo tentava di far entrare in società Bibolini (persona facoltosa e anche gradita al regime, il chè non guastava....) ma sempre inutilmente, in quanto lui aveva sempre opposto gli impegni di lavoro che gli lasciavano pochissimo tempo libero. Leggi ancora...Tag: Annali bianconeri, Alfredo Liberi, Storia del calcio, Spezia calcio
17/01/10 10:21 archiviato in:
• alfredoAccade talvolta che i presidenti di società perdano il senso delle proporzioni e della realtà. Di solito accade per eccesso di entusiasmo e di ottimismo. Può anche accadere che lo facciano per “contagiare” i tifosi e invogliarli a sottoscrivere un maggior numero di abbonamenti. Ma non era questo il caso di Bertagna. Egli credeva sinceramente che bastassero un paio di acquisti ben azzeccati in attacco per poter puntare alla promozione, ma appena dopo aver pronunziato quella frase infelice (“La serie A è vicina”) dovette immediatamente ricredersi dopo aver preso visione del bilancio in profondo rosso di quella stagione (42mila lire). Intendiamoci, 42mila lire del 1937 erano si una bella somma, ma nel mondo del calcio dell’epoca non erano poi granchè. Ma per una piccola società come lo Spezia erano tanta, tantissima roba. E allora l’unica soluzione percorribile era quella della cessione dei pezzi più pregiati, richiesti da squadre di categoria superiore. Altro che rinforzi....
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16/01/10 11:12 archiviato in:
• alfredoEra evidente che un campionato equilibrato come quello di B, se ridotto a 16 squadre con due promozioni e ben quattro retrocessioni sarebbe stato difficilissimo per una neopromossa. Dopo la partenza di Scarabello, lo Spezia perse, di fatto, anche il giovane e promettente Spella, afflitto da gravi problemi personali: giocherà solo due partite e sarà poi costretto ad abbandonare l’attività. Il riconfermato Gianfardoni reclamò quindi rinforzi al presidente Bertagna, persona che di calcio ci capiva, e questi fece di tutto per accontentarlo, portando a Spezia alcuni buoni giocatori. Nell’ambito dell’operazione che aveva portato Scarabello al Genoa arrivarono in maglia bianca due elementi con ottima esperienza in serie A: il centrocampista Michelini e la punta Scategni (lo stesso che nel derby di due anni prima al Picco aveva ribaltato con una doppietta il risultato a favore del Genoa). Dal Livorno fu acquisita la punta Petrocchi, anch’egli con buona esperienza di A, sul quale la società faveva inizialmente molto affidamento. Ma sarà una grossa delusione: solo14 partite giocate e 1 solo goal segnato.
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15/01/10 21:45 archiviato in:
• peve
Nasce da qui, da peve.it, ed ha come "vettore" il più grande social network del mondo: Facebook.
Il 16 luglio 1944 la squadra dei Vigili del Fuoco della Spezia vince il campionato di calcio dell'Alta Italia. Solo sessant'anni dopo quel titolo verrà riconosciuto dalla federazione e lo Spezia Calcio può da allora fregiarsi di uno scudetto "a vita" sulla maglia. La richiesta è, in un momento in cui in Italia, per più o meno legittimi motivi, si dibatte sull'intitolare strade a questo o a quest'altro, di ricordare quei campioni, magari dedicando loro quel pezzo di strada tra viale Amendola e via dei Pioppi. E' il primo tratto di via Fieschi. E' quel tratto di strada che migliaia di persone ogni domenica, nonni, nipoti, mamme e nonne hanno percorso per arrivare allo stadio Alberto Picco. L'augusta anima di Nicolò fieschi potrà consolarsi dalla curva dei Buggi in poi...per le poste e la logistica, penso vi siano solo tre numeri civici.... Perchè farlo? rispondo "perchè non farlo?" e poi: diamo ai nostri sportivi, ai nostri campioni, un posto fisso nella nostra memoria. Oltre ai Bani, ai Persia, ai Tommaseo, a Ottavio Barbieri, a Rostagno e tutti gli altri Vigili del Fuoco ai grandi Battistini, Oldoini, Secchi, Grisoni, Grillo, Visintin, agli olimpionici, ai campioni del mondo e d'europa, c'è una persona che pochi conoscono. Orlando Loè Lorenzelli, il padre dello sport spezzino. Per lui un monumento sarebbe poco. Spero su queste pagine almeno di rendergli un minimo di giustizia.
peve.
il gruppo facebook, per chi vuole aderire, è:
http://www.facebook.com/group.php?gid=444244200296 Leggi ancora...Tag: Spezia calcio, vigili del fuoco, Intitoliamo una strada
13/01/10 21:24 archiviato in:
• sport
Come dissi nel post dell'andata, ricordo molto bene quel lunedi pomeriggio. gelateria Cavallotti, a vedere la differita di quella gara...commento dell'amico Fulvio Andreoni
Legnano-Spezia...ragazzi concentrati! se ne parla...come al solito, qui! Leggi ancora...11/01/10 21:02 archiviato in:
• peve
Pensi tu o no che, in verità la Preghiera per una pace possa, on te contrary, consistere
in quel di buono qual gesù il cristo potè utilmente (!) insegnar, ovvero la grinta autentica d'andar al tempio scellerato
ribaltando con vigore, financo sfracellando i banchetti dei mercanti nefandi, capitalisti ante litteram, autentici
nemici ingiuriosi del cuore umano? in tempo di a.d. 2010 ritengo sia vivo altrochè il Messaggio: orsù abbandoniamo le fasi perbeniste, da pavidi chierichetti d'una chiesa che più tale non è (e ciò da 1978 anni terrestri pressappoco o giù di lì) ti propongo una pregunta por la paz que consista in todo mas diferiente: vamos adelante a matar los bravosinfingardi fedifraghi financo siano essi dotati di vesti talari, ammantate candide per inganno, avvilite con gemme strappateai bambini, profumate con il tanfo schietto della menzogna, vergognarsi non possono costoro, poichè vergogna è sentimento d'uomini, lor signori sono al massimo dei caporali (cfr. Totò detto principe de curtis), smettiamola di fingerci cristiani, ammettiamo piuttosto con dignità la condizione di autentici paraculi, vogliosi di andar a lettino dopo simpatica manifestazione innocua, apparentemente altruista, financo reazionaria. Leggi ancora...Tag: Andrea Armando, victor Jara
11/01/10 20:52 archiviato in:
• alfredoDopo la retrocessione ovviamente l’ambiente era depresso e immalinconito e nessuno si aspettava un pronto riscatto. Buona parte dei dirigenti presentò le dimissioni, ma il tenace Bertagna rimase al suo posto, affiancato da Spartaco Cassano, Giuseppe Torre e Luigi Fregoso. In qualità di D.T. fu chiamato Francesco Caiti, bandiera aquilotta degli anni ’20, e come allenatore un’altra vechia gloria: Guido Gianfardoni, in forza all’Ambrosiana sino all’anno precedente. Poi il vulcanico Bertagna si impegna nelle operazioni di mercato. L’anno prima si era speso molto e ricavato poco: era ora di far volare gli stracci vecchi e inutili che in riva al Golfo non si erano ambientati. Degli arrivi dell’anno prima il solo ex cagliaritano Cattaneo, che aveva ben figurato, venne confermato. Il portiere Rotondo tornò al Legnano per fine prestito, Comar al Monfalcone, Marchina all’Alessandria e Bozzo venne dirottato al Savona. Il vecchio Strati, insieme a Stella e Langella, venne lasciato libero. Gerbini era sempre in Etiopia a combattere, mentre Andrei che era piaciuto all’Atalanta se ne andò a Bergamo, così come Sabatini che venne ceduto ad una avversaria del girone, la Sestrese. Gli arrivi furono pochi e tutti rigorosamente provenienti del vivaio o da squadre dei dintorni: il mediano Curotto dall’Entella Chiavari, i mediani Fusco e Bani e la punta Spella dalle giovanili, la punta Schilian e la mezzala Zuliani dall’Ausonia oltre a Calzolai dalla Carrarese. Bermone, grazie alle sue doti balistiche, venne quell’anno schierato da Gianfardoni addiritura centravanti, con tanto di numero 9 sulle spalle. Segnerà ben 31 goal, record tutt’ora imbattuto (e penso imbattibile) nella storia dello Spezia.
Leggi ancora...Tag: Annali bianconeri
07/01/10 19:30 archiviato in:
• diego
Si parla di Andrea Imparato e del suo quartetto, su Peve.it. Personalmente orgoglioso di aver suonato con lui ai tempi dei Lancelot.
Ce ne parla l'ottimo Diego QUI.
per approfondire e ascolto: QUA Leggi ancora...Tag: Andrea imparato, Jazz
07/01/10 19:25 archiviato in:
• alfredo
Il vangelo di Luca è quello che, apparentemente, fornisce la maggiore quantità di dati “storici” sulla nascita di Gesù.
Nel capitolo 2 si legge:
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perchè non c’era posto per loro nell’albergo.” (Luca 2.1 – 7)
Per comprendere i problemi di carattere storico che questo brano pone, bisogna premettere un sintetico riassunto di quella che era la situazione politica della Palestina a quei tempi. Come lo stesso Luca aveva precedentemente affermato nel capitolo 1 del suo vangelo (cosa confermata anche dagli altri tre vangeli), il concepimento e la nascita di Gesù avvengono “al tempo di Erode il Grande”, ossia mentre quel re è ancora in vita.
Leggi ancora...Tag: presepe, natale, Alfredo Liberi, vangeli, messia, gesù, Giovanni paolo II
02/01/10 08:59 archiviato in:
• sport
Passate le feste, gabbato lo santo, incontriamo la Villacidrese che all'andata impartì una bella lezione agli allora ragazzi di Lombardo. Il vento, poi, è cambiato. ne parliamo come al solito qui Leggi ancora...