Spezia: E ora?

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Un altra estate di passione? lo scopriremo solo vivendo Leggi ancora...
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Vico Equense-Spezia

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Sulla strada dei play off si va in campania.... Leggi ancora...
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Nient’altro da dire.

Ero entrato in casa da venti minuti. L’ansia mi teneva compagnia. Marisa non c’era. Molto probabilmente i suoi l’avevano trattenuta con qualche scusa o con un dolce fatto in casa. Meglio così. Avevo del tempo per prepararmi. Dovevo riuscire a farle capire che cosa avevo capito fuori dall’agriturismo. Poi pensai che non c’era poi molto da capire. Come si può spiegare la fine. Dovevo solo trovare il coraggio, essere sincero. In un certo qual modo era il mio ultimo atto d’amore. Decisi di farmi una doccia. Mi misi in mutande ed entrai in bagno ma a un passo dalla vasca cambiai idea. Andai in camera mi infilai i pantaloni di tuta nera che tenevo ai piedi del letto e una maglia bianca. Leggi ancora...
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Portraits de trois femmes/3 Linder Sterling

Linder Sterling
Cantante, musicista, artista sul palco e fuori, visual artist prima ancora e sino ai nostri giorni, Linda Mulvay in arte semplicemente Linder è un personaggio femminile che difficilmente può essere associato ad altri se non ad alcuni miti del suo tempo quali Arto Lindsay, Genesis P. Orridge e Jean Michel Basquiat. Le sue creazioni sottilmente drammatiche nei primi anni ‘80 superarono le frontiere inglesi e giunsero in tutta Europa, arrivando sino al nostro paese; forse qualcosa delle sue visioni lo possiamo ritrovare nei lavori di alcuni geni che trovarono spazio su riviste quali Frigidaire, come ad esempio Massimo Giacon o forse è solo per la condivisione del medesimo amore per la grafica e per la lettura di un mondo iperrealista, dove l’eccesso riesce sempre ad essere messo lì in bella vista, ma in verità non è mai il padrone della scena.
Il messaggio è invece proprio la messinscena stessa; così nei fotomontaggi dei suoi primi lavori con John Savage pubblicati sulla art-fanzine Secret Public è la somma delle cose che costituisce il significato; questo è il mondo dove i giornali per uomini sono zeppi di automobili e del nudo di corpi femminili e le donne passano il loro tempo a leggere riviste che parlano di moda e propagandano elettrodomestici; basta prendere la forma femminile dai due tipi di giornale ed utilizzarla per questi incroci di varie mostruosità culturali presenti nel nostro tempo. Il punto comune di tutto ciò è una donna rappresentata nella sua nudità e sempre disponibile con un ferro da stiro al posto della testa e bocche digrignate al posto dei capezzoli.
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Nascondigli, sesterzi e potere d’acquisto

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Prima di esaminare e commentare alcune monete di epoca imperiale, approfitto per soddisfare alcune curiosità che possono essersi create in chi legge questi affrettati appunti. In altre parole: Tutto quello che avreste voluto sapere in più e che non avete avuto il coraggio di chiedere. Scherzo, ovviamente........:
Come mai è molto facile procurarsi, anche in piccoli negozi di provincia, monete così antiche? Non dovrebbero essere molto rare?
Come mai non si è mai parlato dei sesterzi, che sono indiscutibilmente le monete romane più note e universalmente conosciute?
Che potere di acquisto avevano queste monete, in paragone a quelle moderne? In altre parole: a quanti euro corrispondeva un denario, un asse o un sesterzio?
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Libertà

scuola72h
Libertà come sei invecchiata,
quando passi non ti riconosco più.
Libertà come sei cambiata,
quasi quasi penso che non eri tu.

(Stefano Rosso)

Nel 1962 o giù di lì ero ai primi anni della scuola elementare. Ricordo i bambini di quinta, quelli grandi, dall'aria vissuta. Uno di loro mi raccontava, con orgoglio, che aveva sempre preso le bacchettate nelle dita, dal maestro, senza piangere, un vero duro della banda di Piazza Brin. Proprio allora, in quei primissimi anni sessanta, nella scuola arrivò, grande novità, la proibizione delle punizioni corporali. Ci controllavano le unghie sporche, c'era la preghiera appena entrati, si finiva ancora dietro la lavagna. Ma la bacchetta del maestro, entrava nel museo degli antichi strumenti della disciplina. Cosa è accaduto in italia e nel mondo negli anni sessanta lo sappiamo bene, ed è stato anche bellissimo essere cresciuti proprio in quegli anni, gli anni in cui il confine della libertà individuale avanzava, e i territori della proibizione, arretravano. Le ragazze potevano portare le calze da donna e i jeans a scuola, noi ragazzi potevamo farci crescere i capelli, i genitori cominciavano a farci uscire la sera, prima le undici, poi mezzanotte, poi non c'era più orari sacrali, invalicabili.
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Play off: Spezia-Fano

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Quando il gioco si fa duro....recitava un adagio: Momento topico. Non molliamo.... Leggi ancora...
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Denario di D. Postumio Albino

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Sebbene ne possieda alcuni altri (in buone condizioni), terminero' il commento di questi denari di eta' repubblicana, con quest’ultimo esemplare datato al 48 a.C. e “firmato” da D. Postumius Albinus Bruti f., ossia: Decimo Postumio Albino figlio di Bruto.
L’anno è quello della battaglia di Farsalo in cui Giulio Cesare sconfisse definitivamente l’esercito di Gneo Pompeo, il quale, fuggito in Egitto, vi trovò la morte per opera del giovanissimo Faraone (il fratellino di Cleopatra), ansioso di assicurarsi così l’appoggio politico del vincitore.
Peraltro va notato che il funzionario che ha curato questa emissione (D. Postumio Albino), è un personaggio di notevole rilievo nella storia di Roma. Trattasi infatti in realtà di Decimo Giunio Bruto, cugino del più famoso “tirannicida” Marco Bruto. Decimo Bruto, nato nell’81 a.C., e quindi di 4 anni più giovane del cugino, fu anche lui, come Marco, Cesariano della prima ora e partecipò al fianco di Cesare a quasi tutta la campagna di Gallia. In seguito fu adottato da un Postumio Albino, e ne assunse quindi il nome. La pratica dell’adozione era frequentissima tra le famiglie romane, in quanto permetteva, a chi non aveva figli maschi, di trasmettere il proprio nome (oltre che i propri averi), evitando di far estinguere il nome della famiglia.
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Una meta per Cosimo

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Portraits de trois femmes/2 Jayne Casey

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In una recente intervista per un testata on-line, il giornalista tra il serio ed il faceto, enumerando tutti i capitoli di una intensissima vita pubblica, raccontava che solo una donna aveva avuto una carriera ed una immagine più poliedrica di Madonna e quella persona era per l’appunto Jayne Casey.

L’associazione può apparire assai azzardata, ma calza a pennello per rappresentare il profilo della Jayne immagine pubblica della Liverpool a cavallo degli anni ’80 ed ancora, in maniera differente, al giorno d’oggi.
Già, perché il suo personaggio é di quelli che non ammettono mezze misure; o lo si ama alla follia o lo si respinge completamente perché comunque ed inevitabilmente la sua conoscenza provoca una reazione decisa che può essere disagio e disorientamento oppure all’opposto può diventare ammirazione ed attrazione.
La sua storia è legata saldamente alla storia del locale più in voga durante gli anni del punk e di cui se ne è parlato approfonditamente sul blog: l’Eric’s Club.

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Sandro Pareti: Il giorno prima di una fine

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Margherita e Ale si svegliarono dal freddo, scesero le scale maledicendomi, fecero colazione
e preparano le poche cose che avevano in camera. Io intrattenni Paola e Prato con una
sicurezza rinnovata dalla mia scoperta di solitudine. Parlai di bellezze naturali, di sport, di quanto fosse bizzarra la vita. Poi ci congedammo con un sorriso e salimmo in macchina. Ale si stava infilando la cintura di sicurezza al secondo chilometro di viaggio quando Margherita ruppe il silenzio con una frase che mi infastidì.
“Mi fanno schifo quei due.”
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Due vite

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Gli uomini nella veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna al suo proprio mondo particolare.
(Eraclito)

Pindaro era un poeta, e questo lo sanno tutti. La sua specialità erano delle poesie in lode degli atleti, in occasione delle vittorie, in quel clima sacro che avvolgeva lo sport dell'antica grecia. Certamente niente a che vedere con le astiose e anche noiose discussioni televisive dei nostri giorni. Sport e poesia, parola alata. Ma cambiamo argomento, sullo sport ci torneremo. Il grande Pindaro, in alcuni enigmatici versi, accenna all'anima, che chiama "éidolon", immagine della vita.
"Dorme, quando le membra sono sveglie, ma spesso è durante i sogni che rivela di gioie e di pene l'imminente destino" (più o meno, cito a memoria). Questo “èidolon" insomma dorme quando siamo svegli, e sta attivo mentre si dorme.
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Pevemag 3.1



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