Sandro Pareti, la calderina e il freddo fuori

11656_6509La fiamma della calderina con un colpo secco scandì le sei del mattino. Aprii gli occhi. Accanto a me la luce bluastra che filtrava dalla persiana illuminava la metà del letto vuota. Diedi un’occhiata al soffitto. Poi dimenai la testa al ritmo del pentolame spostato con cura nella stanza accanto. Mi girai con la pancia sul materasso affondando la faccia nel cuscino. Ci respirai dentro fino a scaldarmi le guance. Si era svegliata prima della partenza per prepararmi la colazione. Ed io? Mi tirai in piedi di botto. In mutande contro il freddo di una stanza alle sei del mattino di dicembre. Piedi scalzi sopra mattonelle del centro anni ’50. Piccoli quadrati freddi e taglienti dalla fantasia rigurgito pasta e fagioli.

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Mirko Caldino: Il caviale!

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Cos’e’il caviale e da dove proviene?
Quello che noi chiamiamo caviale, sono uova non fecondate delle femmine di storione, un pesce preistorico che vive a tutt’oggi nelle acque del Mar Caspio. Per mantenerne la compattezza, le uova vengono estratte dal pesce ancora vivo e immediatamente lavorate e inscatolate con l'aggiunta di solo sale. Nel Mar Caspio vivono cinque delle venti specie di storione conosciute, ma soltanto da tre di esse si ottiene il famoso caviale. Il caviale prende il nome di Beluga, Sevruga od Ocietre a seconda della specie di storione da cui è estratto. Il Caviale Beluga e di colore grigio chiaro fino a grigio scuro,è molto stimato a causa dei suoi grandi grani, sua tenera pelle e per l’inconfondibile sapore deciso.
ico mirco
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Lo Stick

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Il Sogno? Quello di possederne uno...chiaro. Ma cos’è lo stick? La prima volta che mi capitò di vederne uno era suonato da Nick Beggs, bassista e cantante dei Kajagoogoo dopo la dipartita di Limahl...rimasi impressionato dall’attacco delle linee di basso e da come...si suonava. Infatti lo stick, inventato da Emmet Chapman, chitarrista americano, è uno strumento che non si pizzica, ma si “tappa” (tapping), come si dice in gergo, ovvero si agisce in maniera percussiva con i polpastrelli sulla tastiera, potendo disporre quindi di otto dita su di essa. Una tecnica quasi pianistica, che però si muove in orizzontale e verticale. Così facendo la mano sinistra si può muovere sulle corde dei bassi (ah...esiste a 8 corde, lo stick bass, e poi a 10 e 12...stick e grand stick) e la destra sugli alti per le melodie e gli accordi...ma non c’è una regola fissa...una genialata! Lunga vita a “geppetto” Emmet.
peveprod

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La molla

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(photo: Valerio Lo Bello)

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
(F. De Andrè - Il Sogno di Maria)
diegoprod


Una sera d'inverno, la nonnina che abita la porta accanto aveva smarrito le chiavi, stava sconsolata sul pianerottolo. Con sè due bei nipotini, due frugoletti sempre in movimento, in continuo contagio reciproco nel riso, nel pianto, nel gioco imprevedibile, nel caos. Li accolsi in casa, nell'attesa tornasse la mamma, con le chiavi. Non usa più, come un tempo, lasciar le chiavi ai vicini.
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La sfida Coppi-Bartali 3/Il giro del 1946

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Come nel ’45 era stato un miracolo far ripartire in qualche modo il campionato di
alfrevatar
calcio, così fu un vero miracolo se fu possibile l’anno dopo organizzare il Giro d’Italia (detto per l’occasione “Il Giro della Rinascita” ). L’Italia era semidistrutta dalla guerra, le strade, trascurate e non più manutenute da anni, portavano ancora i segni dei cingoli dei carri armati e si snodavano attraverso città e paesi diroccati, in cui si accalcavano adulti e bambini vestiti di stracci la maggior parte dei quali non riusciva a mettere insieme due pasti al giorno. Eppure la passione popolare verso questo sport era rimasta immutata.
La guerra non era stata clemente con Coppi. Prima di essere chiamato sotto le armi, nel 1941 aveva fatto a tempo a vincere il Giro di Toscana (soffiandolo sotto il naso a Bartali), il Giro d’Emilia e le Tre Valli Varesine, aggiudicandosi la maglia tricolore di campione d’Italia che all’epoca veniva assegnata a punteggio, in base ai piazzamenti riportati nelle principali gare nazionali. Una volta arruolato fu spedito in Africa dove fu poi preso prigioniero dagli Alleati. Leggi ancora...
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Spezia-Cuneo 1-0

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Dopo la rotonda vittoria di Casale....come tradizionalmente dico...se ne parla qui. Leggi ancora...
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Mirko Caldino: Il barbercue

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Arriva la primavera, e chi di noi non ha una bella voglia di una
ico mirco
bella “grigliata” con amici…o meglio…un Barbecue!
Il Barbecue: Il più grande contributo americano alla cucina globale. E dato che forse è pure l'unico, i puristi yankee fanno i difficili.
Grigliare = cuocere rapidamente sul fuoco alto.
Fare barbecue = cuocere la carne lentamente sul fuoco basso (80 gradi) affumicandola.
Grigliare è una sveltina sul tavolo di cucina, fare barbecue è puro tantra.
Una delle prime cose che un vero ‘griller’ deve sapere è l’elementare differenza tra grigliata e barbecue vero e proprio: la prima è un tipo di cottura ‘fast and hot’, alte temperature e pochissimo tempo; il secondo, al contrario, sposa la filosofia dello ‘slow and low’, per cui la carne viene fatta arrivare a cottura lontano dalle braci e possono volerci anche diverse ore. Leggi ancora...
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Sandro Pareti e il preludio al viaggio

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samprod

Venerdì sera, fine della settimana lavorativa. Stavo in sala davanti al computer fisso a guardare la pagina iniziale di Google senza sapere bene che cosa cercare. Forse niente. Cercai niente.

BOOM!!! niente per niente
Enigmi per arrovellare il cervello e barzellette per svagare la mente.
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non è niente
Questo e' il mio blog su Splinder. Blog: un web log. Un Sito web a meta strada tra un diario e un personal magazine. Crea il tuo blog gratis su Splinder.
24574.splinder.com/ - 50k - Copia cache - Pagine simili

Nientescuse
Niente scuse. Mettiamo fine alla poverta'. Foto di Roberto Marino - da www. :: Oltre un miliardo di persone condannate alla poverta' estrema. ...
www.nientescuse.it/ - 10k - Copia cache - Pagine simili

Come diventare il mio cane
Quella che deriva dalle persone, dai doveri, dalle conversazioni che non portano a niente, dalle malattie. Mi rendo conto, in questo modo, che dieci anni fa ...
www.chinaski77.splinder.com/ - 171k - Copia cache - Pagine simili

Mi fissai qualche secondo sopra la quarta voce poi Marisa in bagno mentre si truccava per una serata che avremmo passato a casa decise di deviare la mia dotta ricerca sul niente.

“Vai a prendere un film Sandro?”
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Casale-Spezia 2-5

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La Biellese non perde un colpo, e questa difficile trasferta è un guado essenziale: turno decisamente favorevole alla capolista. se ne parla qua. Leggi ancora...
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La sfida Coppi-Bartali 2/Il giro del 1940

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Bartali si era completamente ripreso dalla caduta e stava bene. Il suo
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distacco dalla maglia rosa Mollo (un pratese suo acerrimo avversario) non era abissale e con un pò di fortuna, tenendo conto che le salite “vere” dovevano ancora venire, era ancora convinto (e con lui Pavesi) di poter vincere il Giro sulle Dolomiti. Come erano andate effettivamente le cose sull’Abetone lasciamolo raccontare allo stesso Bartali, che nelle sue “memorie”, scritte nel 1980, così descrive i momenti cruciali di quella tappa:
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Stazione centrale

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Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi
(De Andrè - La città vecchia)

Questo piccolo racconto, che scrissi tempo fa, non è una descrizione fedele o puntuale, ma cerca di cogliere un'atmosfera, un mondo che da tanto tempo non c'è più. (photo: Mateusz Stachowski)
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Davanti alla stazione si ergeva una fila di palazzi tristi e grigi. Alcuni portavano ancora i segni della guerra, i buchi delle mitragliatrici. La via sta più in basso rispetto alla ferrovia (in Liguria le città sono in salita) ma dall’ultimo piano si vedeva il piazzale, i vetturini con i cavalli.
I cavalli erano pazienti, mansueti, con il sacco appeso al muso, per mangiare.

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Sandro Pareti e la visita

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“Hai mangiato?”
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“Non ancora.”
“Ti arrangi non c’è niente in casa.”
“Non mi aspettavo di meglio tranquilla.”
“Che c’è?”
“Come?”
“Che sei venuto a fare? Quando tutto va bene non ti si vede per mesi.”
“Sono venuto a trovarti.”
“Sono due mesi che cerchiamo di avervi domenica a pranzo Sandro. Mai una volta che vi siete per lo meno degnati di farci una chiamata.”
“Lo so è che alla fine ci incasiniamo, o facciamo tardi sabato e siamo cotti domenica, o andiamo dai suoi. Ci tengono.”
“Fate un po’ come cazzo vi pare. A volte vedervi piacerebbe anche a noi. Non spesso che poi venite a noia, ma qualche volta. Comunque. Che hai?”
“Niente di particolare.”
“Hai la faccia di uno stupido.”
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Metti una sera al Noà

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E’ di qualche tempo fa la festa strettamente privata per il
ico mirco
compleanno del ristorante Noà, dove il nostro chef guida la brigata di cucina: Una festa con 1500 invitati scelti accuratamente tra le personalità di spicco della finanza e del jet set moscovita.
“Io, come al solito - dice Mirko - mi occupavo della preparazione di cucina, un buffet Italiano, dove in bellavista c’erano salumi e formaggi, pani e focacce…piccoli fingerfood davano colore e modernita’ al buffet, prosecchi Millesimati Italiani e grandi vini rossi.....
La serata si e’ articolata sui 3 piani del locale, c’era musica dal vivo che intratteneva gli invitati che passeggiavano in perfetto relax.
C’erano ospiti appartenenti a tutte le categorie, politica (vari ministri con seguito di teste di cuoio degne di un derby SPEZIA-PISA …ahhhhhhh bei tempi!) spettacolo, cinema tra i quali il famoso regista russo Timur Bekmambetov, che ha diretto Wanted (Angelina Jolie e Morgan Freeman) personaggi dello sport come
Yelena Isinbayeva, (record del mondo salto con ast)a  e Eugeny  Plushenko (pattinatore su ghiaccio pluricampione del mondo) dell’alta finanza come Roustam Tariko produttore di Vodka Russian Standar e proprietario della omonima Russian Standar Bank, arrivato a bordo della sua Bugatti Veyron (la Maybach e la MB SLR Mclaren le tiene x serate meno importanti) senza dimenticare un sacco di belle ragazze!!!”
E' stata una giornata molto ricca di emozioni e molto concentrata, organizzare il tutto x circa 1000 persone ha richiesto molto tempo e una buona organizzazione.
Si e’ conclusa con i ringraziamenti dei titolari, l’immancabile soffio sulle candeline del 5° compleanno e  Mirko che tagliava la torta… 
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La Stagione dello Spezia/Il sondaggio

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Un sondaggio per capire come la pensate sull’attuale situazione dello Spezia calcio. Ho messo delle risposte semplici, banali, che potrete implementare nei commenti magari con un “ho votato così perchè....” oppure mettendo la vostra versione dei fatti. Un grazie anticipato a tutti.


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Spezia-Entella 2-1

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Dopo la deludente trasferta a Biella, dove la capolista ha mantenuto il suo distacco senza essere mai stata impensierita dai ragazzi di Rossi, arriva l’Entella. L’ultima volta al Picco ci costò la squalifica del campo e tra le fila chiavaresi giocavano Guerra, Stabile, Spalletti e l’allenatore era Ventura...Nomi d’altri tempi. All’andata invece ci facemmo beffare nel finale, una delle tante occasioni sprecate per poter recitare il ruolo di protagonista assoluta del campionato. Ne parliamo qui...ma date un occhiata anche al sondaggio!

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La sfida Coppi-Bartali 1/il giro del 1940

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Quando i due si incontrarono per la prima volta, Bartali, professionista da soli 5 anni, era già considerato il più forte ciclista in attività, avendo vinto in breve tempo ben due Giri (1936 e 1937) e un Tour (1938).
In quell’inverno 1939/40 il 26enne Bartali stava facendosi la gamba in vista della prima gara stagionale, la Milano-Sanremo, quando trovò sulla strada, dalle parti di Arezzo, un altro giovane ciclista dalla pedalata potente, e cadde subito in equivoco scambiandolo per un altro:
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Leggere a rovescio

False-Teeth
Qui si parla soltanto un'esistenza rigogliosa,
diegoprod
anzi trionfante, nella quale tutto l'esistente è reso divino, non importa se sia buono o cattivo
(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)
E' ben noto che il grande filosofo, nell'affrontare il concetto classico di bellezza, quello stracelebrato degli antichi greci, compì un rovesciamento di prospettiva: lo spirito apollineo, armonico, la serena grandezza non era l'interpretazione giusta, perchè la vera spinta era lo spirito dionisiaco, l'irrazionalità, il caos delle pulsioni vitali e primordiali. Leggi ancora...
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La leggenda del tesoro della Campana di Oleastra

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Segnalato da Angelo Drovandi. Fonte: http://digilander.libero.it/amicidivolastra/leggenda.html
- photo: William Domenichini

La leggenda narra di un fatto accaduto presumibilmente più di 700 o forse più di 1.000 anni fa, in un villaggio della Liguria prospero e attivo conosciuto con il nome di Oleastra.

Ancora oggi, in quel villaggio i più anziani narrano ai più giovani di un paese prosperoso, dove la gente era dedita al lavoro nei campi, alla cura della vite e delle olive, oltre che alla produzione di vino ed olio. Ma le attività non si fermavano a questo, la gente di Oleastra commerciava direttamente i propri prodotti sui mercati, così come avevano sempre fatto i loro antenati. Il vino e l'olio, che si ricavavano dai vigneti e dai pregiati uliveti, venivano trasportati sino a Corniglia o alla Piccola Marina (dove oggi è Manarola) e da lì con l'ausilio dei Leudi, (barche per il cabotaggio costiero) nei porti di Genova, da dove con navi di maggiore cabotaggio partivano per la destinazione finale (loro, quel mestiere, lo sapevano fare bene già dal tempo dei romani e forse degli etruschi).
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Sandro Pareti, la moquette e la palla gialla

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Stavo bene sul serio. Davanti allo specchio un volto convinto: opinionista, politico, atleta, latin lover,
samprod
imprenditore, operaio, artista, marito, figlio e amante. La doccia calda mentre Marisa versava i cerali nel latte addolcito con il miele. Non che la crisi fosse passata ma me ne fregava poco: stavo troppo bene. Uscii dal bagno in un accappatoio riscaldato dal sole.

"E' pronta la colazione amore."
"Arrivo."

Ingurgitammo i cerali all'unisono tra qualche occhiata che rimandava al sesso di poche ore prima. Dopo cinque giorni di astinenza forzata a causa delle tensioni tra noi decisi di prendere le redini del gioco svegliandola nel cuore della notte. Sembrò felicemente meravigliata.

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Biellese-Spezia 0-0

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Eccoci giunti (!) alla gara che vale un campionato: La trasferta di Biella la affrontiamo con una squadra priva di importanti pezzi, una difesa praticamente decimata e senza mai aver dato impressione nella stagione di essere squadra tosta e preparata a compiere l’impresa. La vedo dura...ma parliamone qua...
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Le ricette di Mirko Caldino: Tataky di tonno rosso e salmone selvaggio, piccola tartara di ananas e cetrioli con caramello di soia 

IMG_8772Tataki è un modo di preparare pesce o carne nella cucina giapponese. Vengono passati molto brevemente su una fiamma calda o in padella, brevemente marinati in aceto e serviti in fette sottili condite con zenzero.
ico mirco


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Fuori dal blog, dal rigagnolo al fiume

358478_2819...cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì... (da Franz Kafka - Il messaggio dell’imperatore)
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Ciclismo anni '40-'50 4/Il doping

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Parliamo di ciclismo che è meglio, visto che l'orizzonte calcistico è malinconico come un mare in burrasca.......
Il termine doping deriva dal verbo inglese to dope originariamente usato in ambito ippico per indicare la somministrazione di sostanze farmacologiche ai cavalli al fine di migliorarne le prestazioni in corsa.
Temo che un ciclismo senza doping non sia mai esistito e non riesco a immaginare a che tipo di corse si potrebbe assistere se, per magia, come desidererebbero le alte sfere di questo sport, tutti gli atleti decidessero di rispettare integralmente gli attuali regolamenti. Infatti se la tentazione di doparsi è antichissima, la discussione su
cosa considerare doping e cosa invece considerarsi legittimo ricorso all'ausilio della medicina, della chimica e della farmacologia, è molto più recente.
Se ci atteniamo al quanto dichiarato solennemente a Losanna il 4 febbraio 1999 dalla Conferenza Mondiale sul doping sportivo, è da considerarsi doping
l'assunzione di sostanze e l'adozione di metodologie atte ad accrescere artificiosamente le prestazioni in gara dell'atleta. Ma fino al principio degli anni '60, quando venne istituita la prima commissione medica nell'ambito del CIO, non solo non esistevano controlli seri, ma l'assunzione di "stimolanti" di vario genere era assolutamente generalizzata anche se vagamente disapprovata.
alfrevatar
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My favourite bass player/6 Tony Levin

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E qui parlo del mio preferito. L’ho ascoltato la prima volta in Shock the monkey di Peter Gabriel, dove suonava lo stick, per apprezzarlo in Plays Live, il primo album dal vivo dell’ex Genesis (che buffo chiamarlo così...Peter Gabriel è Peter Gabriel....punto!) Solo più tardi ho scoperto che ha suonato (e tutt’ora suona) con chiunque (lo vidi con Claudio Baglioni al concerto human right now! di Torino nel 1988, dove si esibì insieme a Jerry Marotta con il cantante romano, lasciando ad una accoppiata al fulmicotone (Katchè-Jones) la locomotiva ritmica di Gabriel). Passa con estrema disinvoltura da un tour con Robert Fripp e i King Crimson a un turno in sala d’incisione con Gigi D’Alessio. Di lui mi piace il suono pieno, potente. l’uso indiscriminato (e non è facile trovarlo) di plettro, dita, slap, addirittura Funk Fingers (un suo brevetto, bacchette della batteria tagliate e fissate sulle dita per perquotere le corde ed ottenere un suono percussivo e, sfruttando i rimbalzi, terzine e quartine stupefacenti) e poi vederlo al contrabbasso e, come detto sopra, allo stick, mia antica passione della quale parlerò presto su queste pagine. Leggi ancora...
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La Debbia/22 marzo 2009

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Tourist Service Pucci
turismo e cultura per conoscere la tradizione
Gite alla scoperta della Lunigiana Storica
Domenica 22 Marzo 2009
"Tradizione preistorica tra Arte e Gastronomia"
Accompagnati dal prof. Paolo De Nevi, amante ed esperto conoscitore di storia locale, in particolar modo della cultura preistorica, ci avvicineremo ad un mondo che apparentemente sembra non esistere più, la tradizione precristiana dei nostri antenati, i Liguri Apuani.
Tra Statue Stele, Castellari, luoghi energetici e direttrici astrali rivivremo le emozioni degli antichi popoli che si fondevano profondamente con Madre Natura.

Programma:

Ore 9,00 ritrovo presso il parcheggio della GranCasa di Sarzana.
Ore 10,15 arrivo a Zignago, luogo in cui venne ritrovata agli inizi dell'800 la prima Statua Stele.
Visita del luogo e del suo contesto sotto la guida di Paolo.
Ore 13,00 Pranzo presso l'agriturismo la Debbia, con menù tipico
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Sandro Pareti e lo specchio di mogano

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Non era facile trovare le parole. Come dire che non ce la fai più e non c'è un motivo
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ben preciso? Eravamo passati e basta. Sdraiata accanto a me nel letto puntava i suoi piedi gelidi sopra i miei. Marisa non l'aveva ancora capito? Era in grado di far finta di niente? Ero stato via per un bel pezzo e la distanza in un certo qual modo mi aveva aiutato a distaccarmi dall'abitudine di averla accanto di sentirmi in un certo qual modo protetto dalla solitudine.

"Marisa ti devo parlare"
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Spezia-V.Aosta 3-0

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Hem...dopo la scoppola di Settimo Torinese impegno casalingo per gli aquilotti...Clima pesante, tifoseria irrequieta, i conti non tornano... Se ne parla qua.

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Massimo Armenio/Ecosistema urbano

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In mostra presso gli archivi multimediali Sergio Fregoso della Spezia dal 10 al 28 marzo 2009 le immagini di Massimo Armenio Leggi ancora...
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Ciclismo anni '40-'50 3/Il tramonto e la morte di Coppi

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Qualche giorno dopo questa trasmissione tv, Coppi ricevette una telefonata dal suo amico, il vecchio campione francese Raphael Gemignani, che lo invitava a partecipare ad una breve corsa a tappe in Camerun, alla quale avrebbe preso parte anche Anquetil e altri corridori di spicco francesi. La corsa (di soli 3 giorni) si riproponeva lo scopo di pubblicizzare il ciclismo in quel paese che all'epoca era ancora un protettorato francese. Leggi ancora...
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L'imbuto, ovvero dal vasto all'angusto.

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Esistono luoghi che hanno il dono di lasciar
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scrutare il futuro. Per lo più sono posti abbandonati,  vicoli ciechi o giardini davanti alla casa, dove non si trattiene mai nessuno. In luoghi simili è come se tutto ciò che propriamente deve ancora accaderci fosse già  passato. (da Walter Benjamin - Infanzia Berlinese)

Tutti abbiamo dei luoghi che riposano fra i ricordi intimi. Un cortile dove giocavi a biglie, uno spiazzo dietro casa. Ricordo un atrio quadrato, cinto su due lati da cancellate in ferro, il pavimento in ceramica rossa. Era l'atrio dell'asilo, dove un pulmino azzurro ci scaricava ogni mattina. Lo ricordo ampio, quasi un cortile di Versailles; quando, adulto, lo rividi era piccolissimo, poco più di un terrazzo. Da bimbi ogni cosa è mitica e soprattutto sterminata: sterminato il tempo, lo spazio, i pomeriggi a giocare sotto una magnolia.

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Postcard Records: the sound of young Scotland/3

è il momento ora dei contributi filmati e della discografia consigliata da Shijokingo: Un tuffo nel passato capace di emozionare ancora chi ha vissuto musicalmente quel periodo e a "svelare" che certe sonorità attuali non sono proprio così "originali"....











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Mirko Caldino, in arte Chef

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Si unisce al gruppo di peve.it lo chef Mirko Caldino. Ma prima le presentazioni: Mirko è nato a La Spezia e si è diplomato all’Istituto Alberghiero di Lerici nel ’90. Dopo i primi anni di stage, dove ha incontrato Mauro Oliassi, chef stellato, con cui ha approfondito nuove tecniche di cucina e nuove tendenze culinarie ha iniziato la sua brillante carriera come titolare cuoco nel ristorante spezzino l’Incontro, esperienza che l’ha visto protagonista su diverse guide turistiche. Nel ‘99 è entrato a far parte della brigata dello chef Alain Ducasse nel prestigioso ristorante Luis XV a Montecarlo, scelta che lo ha portato successivamente ad approdare nella capitale russa dove è chef executive presso il ristorante Noa, attualmente il migliore ristorante italiano a Mosca. Nella pratica, gestisce 2 cucine, una pasticceria e 40 cuochi. La notizia stuzzicante, la proposta del Noa prevederà presto un menù “made in Spezia”...
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Sandro Pareti, avercene di fango.

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Il sole era lì da almeno sette ore. La croce sopra il letto. Gesù messo
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sopra, adagiato come un cappotto su una sedia. Disteso sulla croce, tagliato a metà da una barra di luce che la finestra lasciava entrare nella stanza buia. Sembrava dormire, non dava l’impressione  di essere morto. Dalla porta mi arrivò come un pizzicotto la voce della zia che borbottava. Borbottava per farsi sentire.
“Arriva alle sette del mattino. Ma per l’amor di Dio è l’ultima volta. L’ultima volta lo giuro mi cascassero tutti i denti dentro un pozzo. Arriva ubriaco e scemo più del giorno prima. L’ultima volta, mi cascasse il culo in terra.”

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Pro Settimo-Spezia 3-1

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Dopo la netta vittoria interna con il Sestri Levante e chiusa la parentesi Circo Medrano l’impegnativa trasferta di Settimo Torinese per continuare la rincorsa alla Biellese. Se ne parla qua
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Postcard Records: The sound of the young Scotland/2

josef002Ma la banda che insieme agli Orange Juice sarà il simbolo dell’etichetta con il gatto che suona il tamburo, è un gruppo di quattro ragazzi creato da Paul Haig che, a differenza degli O.J. amano i Velvet, ma il loro lato più intimo e riflessivo e al tempo stesso, come ogni giovane musicista nell’anno 1979, non sono indenni dall’influsso che un'altra band di Manchester sta esercitando sulla nuova musica; ovviamente sto parlando dei Joy Division.

La loro predisposizione all’introspezione si legge già dal loro nome rubato ad uno dei più famosi racconti di Kafka, Il Processo. Si chiamano Josef K e le loro canzoni raccontano di relazioni umane difficili ma anche di sentimenti semplici e sinceri.
It’s kinda funny dall’incedere ipnotico, le ballate più tradizionali Sorry for laughing e Chance meeting sono i singoli più venduti del gruppo, che arriverà per primo ad incidere un album, dopo un primo tentativo abortito più che da loro per la volontà del loro manager.

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Ciclismo anni '40-'50 2/Il tramonto e la morte di Coppi

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Se quello di Bartali fu un tramonto lento e "dorato", quello di Coppi fu brusco e improvviso. Insomma, il Campionissimo non seppe assolutamente invecchiare bene come il suo eterno amico/nemico. Raggiunse l'apice della carriera a 33 anni, vincendo i Mondiali su strada di Lugano, ma poi, anche a seguito dello scandalo della "Dama Bianca" scoppiato subito dopo, fu come se il morale gli si fosse disintegrato e proseguì a pedalare ancora per circa 6 anni fornendo prestazioni sempre più scialbe. I più maligni insinuarono che fosse una conseguenza delle troppe anfetamine ingerite negli anni precedenti. Nel 1954, con la sua fiammante maglia iridata adosso, corse un Giro d'Italia a dir poco inverecondo, facendo andare su tutte le furie i suoi sostenitori. Quel Giro partiva da Palermo e iniziava con una crono a squadre vinta dalla Bianchi. Coppi, vincitore dei due Giri precedenti, manteneva ancora la maglia rosa. Ma già alla terza tappa sorse un durissimo contenzioso fra corridori (Coppi in testa) e la direzione di gara, per questioni regolamentari introdotte quell'anno.
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Vecchi bucanieri analogici e giovani pirati

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Io credo di poter capire la nostalgia dell’analogico (...) la scarsità dell’oggetto fisico, che devi ordinare, che devi aspettare, l’eccitazione di quando finalmente te lo ritrovi a portata di mano, quell’esplosione di informazioni nuove, tutte assieme... Oggi quel tipo di esperienza non è più possibile. Con il digitale, con il file sharing il tempo di attesa si è azzerato. Per la mia generazione il flusso di dati è continuo (Magnus Eriksson, veterano di Piratbyrån)
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Pevemag 3.1



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