Spezia-Casale 1-1

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Play-off atto secondo: l'ultima volta ed in piemonte fu un 5-2 per noi...penso meglio loro che la Sarzanese...per il resto...ne parliamo qui. Leggi ancora...
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Denaro di Caio Licinio Macro

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Questo denaro, emesso da Caio Licinio Macro tra il 90 e l’85 a.C., in piena guerra civile tra la “factio popularis” di Caio Mario e Cornelio Cinna e la fazione conservatrice del Senato, capeggiata da L. Cornelio Silla, è tutt’ora oggetto di accanite discussioni fra gli esperti della materia. L’oggetto del contendere è l’oggetto impugnato dal personaggio raffigurato sul “recto” della moneta. Scusandomi ancora una volta dell’ignobile qualità delle foto, dietro la nuca della testa rappresentata sul recto è possibile distinguerne la mano stretta a pugno che stringe un fascio di “qualcosa”. Qualora in questo “qualcosa” vedessimo un fascio di frecce, vi si potrebbe identificare Veiove, una divinità minore del Pantheon romano, di cui si sa solamente che esisteva un modesto tempietto sull’Isola Tiberina. Se invece vi si vedesse un fascio di fulmini, l’effigie dovrebbe più verosimilmente essere riferita ad Apollo.
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Sandro Pareti: Parlare per sentirsi buoni

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Arrivati all’agriturismo mi sentii il maggiordomo di una coppia facoltosa. Mentre i due
salivano le scale che portavano alla porta sul retro avevo una postura mogia ma rispettosa
e le mani sembravano pronte a reggere qualcosa. Entrai dopo di loro e li vidi nel mio letto
già sdraiati.
“Ragazzi scusate ma quello è il mio letto. Non vorrei rompere i coglioni ma...”
Ale disse qualcosa a Margherita che rise. Poi si rivolse a me.
“Dai Sandro, vai nel mio. Che differenza ti fa?”
“Appunto per questo non capisco che differenza possa fare a voi. Dato che quello è il mio
letto.”
“Vorrei sapere chi ha deciso che questo è il tuo letto.”
Decisi di smetterla e andai verso il bagno.
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Preziosa distanza

2008
Le vesti dei mercanti trasudano di ori, tesori immani portano le stive;
si affacciano alle rive le colorate vele, fragranti di garofano e di pepe.
(Francesco Guccini, Asia)



Nelle antiche miniature, sullo sfondo di quei magnifici disegni, in quei capilettera così elaborati, lo sfondo blu era ottenuto con il lapislazzuli. Era un blu costosissimo, causa la lavorazione complessa per l'estrazione e le successive fasi della macinatura. Proveniva dal lontano Afghanistan. Il bellissimo effetto cromatico s'accompagnava però ad uno scarso potere coprente; ma l'uso su superfici ridotte era soprattutto conseguenza del costo elevatissimo.
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Portraits de trois femmes /1 Alison Statton

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Personalmente credo che uno dei tanti meriti che il fenomeno punk ha avuto all’interno della scena musicale inglese ed americana, sia stato quello di mettere sotto una differente luce la figura femminile quale musicista al centro del palco, ed in particolare come interprete e portatrice di messaggi concorrenti alla parità di opportunità tra i sessi.
E’ storia nota che già prima del fatidico anno 1977, la scena pop-rock internazionale, avesse già elevato le donne tra i suoi personaggi più popolari; gli esempi sono molteplici, solo per restringere la ricerca agli anni più significativi, dal 1968, anno zero della rivolta giovanile e anno della consacrazione di Janis Joplin, che è “la donna rock” per antonomasia, alle grandissime cantautrici americane come Joan Baez, Joni Mitchell, Carole King oppure l’inglese Marianne Faithfull, o le splendide voci femminili dei gruppi folk e su tutte la inarrivabile Sandy Denny, lead vocal dei Fairport Convention.
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Spezia-Albese 2-1

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Play-off...ce la giochiamo in casa...se ne parla qui Leggi ancora...
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La sfida Coppi-Bartali/la raccolta

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Si conclude qui la serie di puntate dedicate ad una delle più grandi sfide della storia dello sport. La raccolta, in formato e-book, per praticità, è disponibile cliccando sull’immagine o nella sezione download del sito (barra in alto a sinistra)

Essendo nato nel 1944, l’unico mio ricordo dal vivo di Coppi e di Bartali, risale al Giro del 1953, quando la corsa transitò proprio sotto le finestre di casa mia. Era la 12^ tappa Modena-Genova e il rifornimento era posto proprio in viale Italia, dove abitavo. A quei tempi durante il rifornimento la corsa veniva neutralizzata per almeno un quarto d’ora. Ogni squadra allestiva un proprio tavolo dove i corridori, scesi di bicicletta, potevano rifocillarsi, rinfrescarsi e sgranchirsi le gambe prima di affrontare la seconda parte della tappa. Considerato che, in assenza di televisione, il ciclismo era uno sport pressocchè “invisibile”, dove solo per un fugace attimo l’appassionato poteva cogliere al volo la sagoma del suo campione preferito mentre gli transitava davanti, quale occasione migliore per poterli ricercare e ammirare con tutta calma?
Preceduti dalla lunga carovana pubblicitaria e dalle staffette, i corridori arrivarono tutti in gruppo, accompagnati dal tipico fruscio che producono decine e decine di ruote sull’asfalto. Si fermarono e vociando come una scolaresca durante l’intervallo delle lezioni, diedero l’assalto alle tavolate imbandite
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La sfida Coppi-Bartali, il Tour del 49

Coppi nella tappa di St.Malo Tour '49
Credo che mai nessun altro Giro sia stato preceduto da una attesa talmente nervosa, spasmodica e vibrante come quello del 1949. L’annata nera di Coppi dell’anno precedente, il trionfo di Bartali al Tour e le odiose schermaglie di Valkenburg avevano fatto salire alle stelle la febbre dei tifosi. L’Italia era spaccata: nelle scuole i bimbetti di sei anni si menavano a colpi di astuccio di legno o a cartellate in nome dell’uno o dell’altro. Nei bar, nelle trattorie, sui campi da bocce, o nei saloni dei barbieri i “grandi” litigavano e minacciavano di prendersi a pugni. Le famiglie erano “spaccate” dal tifo: fratello contro fratello, figli contro padri. L’attesa era isterica: il Giro di quell’anno avrebbe dovuto dire una volta per tutte chi dei due era il più grande, il più forte.
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Denaro di Lucio Flaminio Chilo

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Questo denario è datato dai cataloghi al 109-108 a.C. ed è quindi posteriore di circa 26/27 anni rispetto al precedente. E’ veramente in pessime condizioni (la moneta presenta persino una rottura), tuttavia vale la pena di parlarne per mettere in risalto alcuni particolari.
Il “recto” della moneta, seguendo l’iconografia tradizionale, rappresenta la consueta cosidetta “Testa di Roma” (o di Bellona?) con elmo corinzio. Il numerale X (valore espresso in assi) è presente, anche se appena distinguibile in questo malandato esemplare, sotto il mento, mentre dietro la nuca vi è la scritta ROMA.
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Sandro Pareti, il bombolonaio e i vestiti colorati

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Marino il bombolonaio. Una bella insegna gialla macchiata dallo smog. Ale fermò la macchina
in una stradina buia stretta tra un muro di cemento e un fosso profondo che dava su campi disperati di un erba viva prossima a morire.
Dal parcheggio si vedeva il lato d’angolo del locale. Qualche ragazzo a fumare.
“Rimani in macchina Sandro?”
“Va bene.”
Quella di Ale era una domanda ordine. Margherita scese dalla macchina senza rivolgermi
parola.

“Che paste vuoi?”
“Prendimene una alla crema.”
“Millefoglie?”
Stava facendo il premuroso. Aveva abbassato la guardia.
“Dici?”
“Qui fanno bene anche le brioche.”
“Ok, vada per la brioche.”
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Bello, ma non per tutti

red_flagQuando avevo circa 7, 8 anni, tutta l'estate la mamma mi portava a Levanto per fare i bagni. A lei piaceva il mare, come a tutte le giovani donne, a me piaceva sguazzare nella spumeggiante acqua salata. Quando il treno si fermava, e la processione dei bagnanti scendeva alla spiaggia, già sbirciavo la bandiera. Un'autorità potentissima, indiscutibile, fatale, issava il drappo: se era rosso il mare era ufficialmente pericoloso. Oltre alla disciplina digestiva (prima di quell'ora, no!) noi bambini rischiavamo anche di dover stare sul sabbione ad abbrostolire senza fare il bagno.  Odiavo il rosso, per questo fondato motivo. Ma il rosso, è sempre stato un pò sfigato. Oggi lo amo, proprio perchè non è un colore ruffiano. Ma andiamo con ordine.
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Novese-Spezia

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Finale di campionato sui generis, in attesa dei play off. Dopo la buona prestazione di domenica si va a Novi. All'andata fu un 2-1 per le aquile Leggi ancora...
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Il Denario di Lucio Trebanio

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Come mi è nata la passione per le monete romane? Molto semplice: un giorno, una quindicina di anni fa, sono entrato in un negozio di numismatica alla ricerca di una moneta del Granducato da regalare a mio fratello, che ne fa collezione, per il suo compleanno. Mentre ero lì dentro mi è caduto l’occhio su una piccola esposizione di monete romane antiche e ne sono rimasto subito affascinato.
Da allora, nei limiti delle mie risorse finanziarie e nei limiti dei modesti negozietti di numismatica esistenti a Livorno, ho messo insieme una piccola collezione della quale desidero presentare i pezzi più significativi, nella speranza che qualcuno dei lettori sia interessato all’argomento e voglia passare nella lettura un pò di tempo.
Siccome non mi sono mai interessato di fotografia e quindi non possiedo una decente macchina fotografica, voglio precisare che le foto via via presentate sono state scattate dalla camera del mio cellulare, e quindi mi scuso per la loro mediocre qualità.

Altra importante precisazione. Lo studio delle monete romane antiche è una branca molto particolare e specialistica della numismatica, che non ha molto in comune con la numismatica “normale”. Anzi, forse ha più a che fare con l’archeologia che con la numismatica vera e propria. Per datare più esattamente possibile una moneta romana è essenziale una approfondita conoscienza della storia dell’antica Roma ed è anche necessaria una certa competenza in altre branche del sapere, quali ad esempio vita, usi, costumi, miti, riti, tradizioni e istituzioni romane. E a volte non basta neppure quello. Forse è proprio questo che queste antiche monete appassionano ancora di più chi le colleziona.
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Sandro Pareti, Margherita e i cocci di bottiglia

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Ale e Margherita si stavano abbracciando in mezzo alla pista. Fissando Ale dritto dentro
gli occhi si capiva che stava bene. Restai alla larga per lasciargli lo sguardo libero.
“Mi hai toccato?”
“Io?”
“Problemi?”
“Come?”
Un quarantenne con i capelli neri attaccati alla fronte fece per alzare un braccio. Aveva la
faccia larga e le guance sformate dall’alcol. Neanche un filo di barba. Il collo largo come le
cosce da sciatore che lo tenevano in piedi.
“Cosa sei scemo? Non ti ho nemmeno sfiorato.”
Vide il luccicare della paura nei miei occhi. Riportò il braccio a posto.
“Fallo un’altra volta e ti faccio male.”
Si girò e se ne andò tra la folla partendo a ballare di scatto. Il film americano era finito.
Qualche battito accelerato dalla sensazione di prendere uno schiaffo alla cocaina da staccarmi la testa.
Andai al bancone.
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I Mondiali di Valkenburg 1948/2

Bartali vince Tour 48
Quello di Bartali fu un vero e proprio trionfo. Sette tappe vinte, di cui quattro per distacco. Distacchi abissali inflitti in classifica a tutti i principali avversari (e a parte Coppi, i più forti dell’epoca c’erano tutti). Nessuno era mai riuscito a rivincere un Tour a 10 anni di distanza dalla prima volta, e il record è a tutt’oggi imbattuto. Dopo il trionfo, Gino andò a Roma, in Vaticano, e donò la maglia gialla a Pio XII, e venne anche ricevuto al Quirinale dal Presidente Einaudi. De Gasperi gli fece una nuova telefonata: “Chiedi quello che vuoi e noi te lo daremo”. Gino lo prese in parola : “La guerra mi ha rovinato. Permettetemi di non pagare le tasse per un paio d’anni!”. Toccò al giovane Giulio Andreotti spiegargli che neppure De Gasperi poteva infrangere gli obblighi fiscali.
E poi c’è da considerare anche l’aspetto economico e commerciale del trionfo di Bartali al Tour. Come oggi accade nella F1, i ciclisti correvano nelle squadre allestite e supportate dalle case costruttrici di biciclette e la bicicletta era indiscutibilmente il mezzo di locomozione principale non solo in Italia ma in tutta l’Europa occidentale. Leggi ancora...
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Oikofobia da progresso

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E' del tutto evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione.
(Woody Allen)

Il filobus sibila sull’asfalto bagnato. Alla fermata sotto i portici c’è un supermercato. Tempo fa c’era un bel cinema teatro. Ampio, le belle poltroncine rosse, gli arredi eleganti. Anche banale il pensiero: colpa della televisione. Ma è un processo più ampio, che abbraccia secoli, che riguarda l'uso stesso dell'abitazione. Tutto pian piano si fa a casa, dentro casa. Le modeste magioni di tante generazioni passate erano un focolare, giusto un focolare per calore e il cibo, quel cibo così difficile da procacciare. Giusto un riparo per la notte, e poco più. Leggi ancora...
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Sandro Pareti e i vestiti, la signora dietro di me spinge ma non è una signora.

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Mi aveva vestito di tutto punto. Avevo una camicia marrone elasticizzata. Sotto una maglia
solito marrone della Levis per potermi svestire durante il ballo senza dovermi vergognare
dei buchi delle mie maglie della salute. I pantaloni erano jeans normalissimi ma CK.
Le scarpe, le mie, basse, da ginnastica, completamente nere. Potevo andare.
Avevamo preso la macchina, lasciato Prato e Paola a fare quello che volevano senza salutarli.
Avevamo le chiavi della nostra stanza raggiungibile da una scala esterna sul retro.
Avevo messo le chiavi nel cruscotto. Durante il viaggio mi toccavo la camicia godendo della
qualità del tessuto.
“Bella ‘sta camicia Ale.”
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I Mondiali di Valkenburg 1948/1

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Non è possibile comprendere lo squallido episodio dei Mondiali di Valkenburg, che costituì una vera e propria vergogna per il ciclismo italiano, se prima non si analizzano, sia pure per sommi capi, altri due momenti fondamentali di quella stagione 1948: il Giro d’Italia e il Tour de France. Nè al Giro nè al Tour si assistette ad un vero e proprio duello fra i due campioni, ma entrambi questi episodi, con il loro esito, contribuirono a formare l’atmosfera propizia, il “brodo di coltura” di quanto accadrà poi a Valkemburg a fine agosto.

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Spezia-Rivarolese 5-2

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All'andata una bagnata colossale, uno dei tre-quattro passi falsi che ci sono costati il campionato. Se ne parla qui Leggi ancora...
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Amazzoni

11TurchiaEfesoCibeleArtemide
A te rispondono le rocce
a te ritornano le stagioni,
di te gioiscono gli dei,
al tuo servizio sono gli elementi
(antica preghiera alla dea Iside)


Pina è una donna austera, di oltre ottant'anni, e si stupisce un pò quando le domando, le pare strano un uomo che fa domande sulla vita. Me la ricordo da sempre vestita di scuro, non c'entra l'esser vedova. Nel borgo di mare le donne son donne di marinai. Sua nonna, sua madre, e lei, sempre hanno visto gli uomini partire, e loro a governare la casa, la famiglia. Donne a tenere a freno i figli, a mantenere salda l'esistenza. Gli uomini, poche settimane all'anno, giusto perchè i figli si fanno in due, ma figure comunque di sfondo, cartoline, foto infilate nella vetrina del tinello; Leggi ancora...
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Un anno di blog

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E' passato un anno dalla nascita di questo blog: la compagnia è cresciuta e gli oltre 130 post, 200 commenti, le 19000 pagine viste da più di 8000 visitatori provenienti da 40 paesi (statistiche Histat alla mano) fanno dire "non è malaccio". La forma grafica "a la magazine", sicuramente faticosa da gestire dove il vecchio incontra una nuova interfaccia, nasce per ottimizzare alcune necessità dell'internet attuale per la visibilità, i commenti. Da questo presupposto nasce pevemag, che rimane sempre, comunque, un blog.


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Pevemag 3.1



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