3.“La noia regna sugli spalti”

gol cea finale uruguay 1930
Nell’estate 1930 si disputò in Uruguay la prima edizione della Coppa Rimet, dal nome del presidente della neonata Fifa, che l’aveva ideata e fortemente voluta. Non aveva ancora la pretesa di essere un “campionato del mondo”; era una competizione che voleva solo mettere a confronto, ogni quattro anni, le nazionali più forti, ed infatti era una manifestazione “a termine” in quanto la coppa sarebbe stata definitivamente appannaggio della nazionale che l’avesse vinta per la terza volta, cosa poi avvenuta quarant’anni dopo, nel 1970. Vi parteciparono, su invito, quattordici paesi, quasi tutti del continente americano. Furono solo quattro le nazionali europee che, a causa della lunghezza della trasferta e delle relative difficoltà logistiche, accettarono di partecipare: la Francia, il Belgio, la Jugoslavia e la Romania. In finale arrivarono Uruguay e Argentina, e i padroni di casa si aggiudicarono la prima edizione di quella manifestazione.
Tornando alle “cose nostre”, va detto che stranamente, per qualche oscuro motivo, il campionato 1930/31 è quello meno documentato e meno “raccontato” dagli aedi del calcio spezzino miei predecessori. Anzi, per dirla tutta, è talmente trascurato dalla storiografia che è molto difficile, al di là dei tabellini ufficiali, riuscire a ricavare episodi “raccontabili”, visto che spesso sono attribuiti a questo campionato avvenimenti occorsi nel successivo o nel precedente e viceversa. Visto che all’epoca ero ancora ben lungi dal venire al mondo e non posso di conseguenza avvalermi di ricordi personali, mi si vorrà scusare se per questo torneo procederò in modo molto sintetico, limitandomi ai (pochi) fatti accertati.
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Animali complicati

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“Molte sono le cose terribili, ma nulla è più terribile dell’uomo” (Sofocle)

Questa citazione di Sofocle è molto usata, direi abusata. Ma a me interessa, in questo caso, pensare all’essere umano come concetto che nasce dalla separazione dalle altre creature viventi, appunto non umane.
L’etologo Mainardi, in una recente intervista, spiega che la “coscienza di sè” appartiene con certezza alle grandi scimmie, ai delfini, agli elefanti. Inoltre anche cani, gatti ed altri mammiferi probabilmente ne sono dotati, anche se il dato non è assodato con la stessa sicurezza.

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Questa è l'acqua - le recensioni della libreria Contrappunto

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La recensione di "Questa è l'acqua", di David Foster Wallace. Ce ne parla Graziano, della Libreria Contrappunto della Spezia.
Qui sopra il video. per la recensione scritta...
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Spezia-SüdTirol

speziasudtirol copia
No...non giochiamo col Bayern...
D'Adderio l'ha descritta come squadra tosta. Nel frattempo è arrivato anche Vargas....
Angolo apposito, come sempre....qua....
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“Noi”, breve dissertazione sull’uso di una parola e le sue implicazioni

diego_molo

Diego, come di consueto, QUI Leggi ancora...
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Crociati Noceto-Spezia

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Altra trasferta, dove quest'estate rimediammo la prima magra stagionale, se non ricordo male.
Mogogno e pensiero sparso, come al solito, qui...
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2.Il campionato 1929/30

Come previsto il trio delle meraviglie Zanollo-De Manzano-Malatesta, detto anche il trio dei “marò”, ultimato il servizio di leva rientrò alle società di origine, e lo Spezia si ritrovò privo del suo formidabile potenziale offensivo. Anche il vulcanico presidente Giulio Bertagna si ritirò e fu sostituito dal cav. Giuseppe Canese, che chiamò ad allenare la squadra l’inglese James Board, in passato allenatore anche del Barcellona. C.T. fu nominato Attilio Maggiani, che nel frattempo aveva concluso la sua carriera nel Casale. Il presidente Bertagna tuttavia, prima di rassegnare le dimissioni, riuscì a mettere a segno un ottimo colpo, assicurando allo Spezia le prestazioni del terzino Farina, in forza alla Terni (la squadra dell’attuale OTO Melara), giovane elemento di sicuro avvenire.
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Il rogo

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Arnaldo da Brescia, Giovanna d’Arco, Giordano Bruno, tanto per citare tre personaggi che col fuoco hanno avuto a che fare. Il fuoco, dell’antica ripartizione di Empedocle, rimane da sempre il più affascinante degli elementi, per la sua natura così fortemente simbolica (anche se parole come aria, terra, acqua hanno anch’esse tante e profonde implicazioni). Il canonico agostiniano Arnaldo, ebbe come maestro Pietro Abelardo e studiò con passione le opere dei Padri della Chiesa. Accusò il clero di interessarsi di vicende politiche, predicava il ritorno alla povertà evangelica, all’elemosina, alla solidarietà. Quel che gli costò caro fu il rifiuto assoluto del potere temporale del Papa e della Chiesa (nel secolo successivo, Francesco d’Assisi, predicò lo stesso ritorno alla povertà evangelica e alla solidarietà, ma non si pose in urto “frontale” con il potere della Chiesa).

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Diego: Il futuro che non c'è, almeno sembra

futuro
Diego sul saggio di Marc Augé “Che fine ha fatto il futuro....QUI Leggi ancora...
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Valenzana-Spezia

valenzanaspezia

Una boccata d'ossigeno e nulla più, la vittoria con la Pro Belvedere. Subito una trasferta per misurare la condizione, se è stata vera reazione o....
Nel frattempo pacciugo nel tesseramento di Ferrarese e, come al solito, ne mugugnamo qui...
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Annali Bianconeri Parte Seconda: L'epoca della serie B e lo scudetto di guerra (1929-1944)
1.La città di Spezia nel 1930 e la serie B

Nel 1930 Spezia era una città in pieno sviluppo. Diventata provincia nel 1923, con oltre 100mila abitanti e con una popolazione in continuo aumento, cercava nuovi spazi per espandersi urbanisticamente; nuovi spazi che furono fin da subito individuati nella piana di Migliarina, al di là del colle dei Cappuccini le cui propaggini estese fino al mare separavano la città dal suo contado. Proprio nel 1932 inizierà lo sbancamento di quella parte del colle che si estendeva sull’attuale piazza Europa sino a quasi viale Italia, che all’epoca presentava, per il traffico diretto verso la zona nord, una vera e propria strozzatura tra il colle e il mare, più o meno all’altezza dell’attuale Capitaneria di porto, presso la barriera daziaria di Porta Rocca. Ciò, anche se comportò il doloroso abbattimento del bellissimo teatro Politeama Duca di Genova (che chiudeva Piazza Verdi verso Migliarina), finito di costruire nel 1880 in sostituzione dell’ormai inadeguato Teatro Civico, permetterà di aprire due nuove direttrici viarie e di espansione abitativa lungo le attuali via Veneto e via XXIV Maggio.
Sui terreni donati all’inizio del secolo dal sindaco Giulio Beverini, sulla collina di S.Cipriano era sorto nell’immediato dopoguerra il nuovo e moderno ospedale S.Andrea ed il porto mercantile, fortemente voluto da G.B. Paita, stava ingrandendosi sempre di più, così come i giardini pubblici, vero fiore all’occhiello della città, curati da una squadra di 70 giardinieri (oggi sono 6.... ), che inizialmente erano limitati alla zona fiancheggiante via Chiodo.
Si progettava una nuova e più grande stazione ferroviaria nella zona di Valdellora (opera mai realizzata) mentre era ormai da tempo entrata in funzione una moderna tranvia, articolata su due linee (1 e 2), celebrata anche dai versi del poeta spezzino Ubaldo Mazzini:
Anca a Spèza aoàmai
Come tűte e capitali
L’ha zűà morte ai cavàli
E l’ha misso sű o trambài;
O trambài de quei che va
Pròpio co’ a letricità.
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In campagna non fa freddo

campagna
un'altra recensione del nostro Diego. come al solito, QUI. Leggi ancora...
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Il guscio

trasloco
Qualcuno ha osservato, e sono d’accordo, che uno dei motivi del successo dei mobili del famoso marchio svedese, è proprio che sono “mobili”, nel senso di facilmente “smontabili, spostabili, trasportabili”; può sembrare solo un ovvio pregio di praticità tecnica, ma non è questo il punto. In vasta parte della popolazione giovane attuale, una fascia di giovani fra i 30 e i 45 anni (che in altre epoche non avremmo definito giovani) si riscontra una certa labilità dei legami matrimoniali. Leggi ancora...
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Spezia-Pro Belvedere

speziaBelvedereVercelli.JPG

Rieccoci...delusi, amareggiati, chi più ne ha più ne metta. E' arrivato nel frattempo Ferrarese...
Inutile dire che non si può sbagliare...
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