Alfio Antognetti

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Alfio Antognetti nasce gemini, nel mezzo del 1965.

Infanzia in campagna tra fieno, mucche e maiali.
Maturità scientifica e diverse traversie tra ingegneria e filosofia.
Sin da giovane è sfortunatamente attratto dai colori, così per andarci un po’ più a fondo prende infine il diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Inizia anche una chiaramente sofferta attività espositiva.
Nonostante questo nel 1987 viene selezionato a partecipare all’Expo Internazionale di Arte di Bari, nel 1988 riceve il primo premio al concorso Giovani Linguaggi dell’immagine e il Comune della Spezia acquista l’opera vincitrice che è esposta nella Biblioteca Civica della città. Sempre alla Spezia espone in spazi pubblici e privati. Interessante, sempre in quel periodo, l’esposizione svolta a Livorno presso la galleria Passo Carraio dove si evidenzia lo scostamento dalla pittura e il coinvolgimento dello spazio con opere multidimensionali.

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Volley canaletto dot it

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Un sito “gemello” nella grafica....virata in rosa, di peve.it...
volleycanaletto.it: una società di pallavolo femminile dove militano le mie ragazze, per la quale curo l’immagine ed il sito web. i commenti e le critiche sono ben accettate.... Leggi ancora...
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Lo strano caso di Federico II di Svevia: il commento di Diego

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Ce lo commenta, live, Diego...QUI Leggi ancora...
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6. Il campionato 1923/24

Il campionato che iniziò nel 1923, se vogliamo per un momento astrarci dal piccolo provincialismo del calcio nostrano, fu caratterizzato dal primo vero scandalo del calcio italiano, il “caso Rosetta”, indice che qualcosa stava cambiando e all’originario dilettantismo si stava sostituendo una sorta di professionismo strisciante. Virgilio Rosetta, terzino destro della Pro Vercelli e della Nazionale, era l’incarnazione del perfetto difensore, lucido, freddo, preciso e razionale. Al termine del campionato ‘22/’23 cominciarono a spargersi le prime voci, in seguito confermate, della sua defezione per approdare alla corte Juventina di Giovanni Agnelli, che gli aveva assicurato uno stipendio fisso e continuativo di adeguato “spessore” (a quel tempo ai giocatori era pagato solo un generico “rimborso spese” e una saltuaria “indennità di mancato lavoro&rdquoWinking.
Visto che Rosetta era una sorta di “bandiera” del calcio locale, a Vercelli scoppiò la rivoluzione che il sindaco e il presidente della società Bonzino riuscirono a stento a sedare. Della cosa, su denunzia della Pro Vercelli, fu investito il Consiglio Federale che, a campionato ormai iniziato, deliberò di annullare il trasferimento e di dare perse alla Juventus tutte le partite in cui Rosetta era stato schierato.
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Follis di Massimiliano

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E ora facciamo un salto di quasi 2 secoli, per illustrare il pezzo più “recente” della mia piccola collezione. I tempi sono cambiati profondamente da quelli di Traiano. Alla morte dell’imperatore Alessandro Severo nel 235, Roma sprofondò in un caos totale per quasi mezzo secolo. Ogni esercito acclamò imperatore il proprio comandante, iniziando una serie di guerre civili praticamente ininterrotta. Pochi imperatori riuscirono a governare o a reggersi per più di qualche mese, o al massimo un paio di anni. I regni di Gallieno (253-258) e di Aureliano (270-275) che riuscirono a mantenersi per cinque anni sono da considerarsi delle vere e proprie eccezioni. Leggi ancora...
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Denaro di Traiano

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Nel 97 moriva senza eredi o successori, l’imperatore Domiziano, l’ultimo figlio di Vespasiano, e per un attimo si ripresentò al Senato l’occasione di riappropiarsi delle prerogative che gli erano appartenute per secoli ai tempi della repubblica. Nessuno pensava più a un ritorno alle vecchie istituzioni, però quella sarebbe stata l’occasione giusta per riaffermare il diritto del Senato a scegliere il successore del sovrano defunto. Purtroppo anche quella occasione fu sciupata e non se ne sarebbero presentate altre. Dopo lunga discussione la scelta dei senatori cadde su uno di loro: il “princeps Senatus” ossia il presidente del Senato, Marco Cocceio Nerva. Ottima persona, per carità, che però aveva un solo difetto: quello di essere molto anziano e in precarie condizioni di salute, il chè non prometteva certo un consolidamento delle istituzioni. Leggi ancora...
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Denaro di Vespasiano

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Purtroppo non possiedo monete di Nerone e ciò mi impedisce di fare alcune considerazioni su questo imperatore ancora oggi molto controverso, che pure sarebbe stato interessantissimo fare. Dopo la sua tragica morte, avvenuta nel 68, successe il finimondo, nel senso che ogni esercito elesse a imperatore il proprio comandante (abitudine che poi si ripeterà diverse altre volte) e si arrivò così ad un anno di continue guerre civili per la successione al trono. Le truppe spagnole acclamarono imperatore Galba che si precipitò a Roma, ma venne fatto secco dal governatore della Lusitania Otone (in combutta con i soliti pretoriani), il quale fu a sua volta fatto secco dal comandante delle armate del Reno, Vitellio. Ma intanto, in oriente, gli eserciti avevano proclamato imperatore Tito Flavio Vespasiano, proconsole di Siria, al momento impegnato a combattere l’insurrezione degli Ebrei in Palestina.
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Spezia-Pro Vercelli

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Una partita, questa con la “nobile” Pro Vercelli, che arriva in una settimana nella quale la notizia dell’interesse del presidente Volpi per una squadra di pallanuoto napoletana, il divieto ai tifosi ospiti di raggiungere il Picco e le polemiche sucessive lo “sciopero” della curva domenica han fatto più rumore di quelle sulla condizione della squadra, il recupero di Herzan e Carrara.


Vai alfre...scatenati....
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5. I drammatici spareggi con il Derthona

A causa della flessione di rendimento palesata nelle partite conclusive, a fine campionato lo Spezia fu solo quartultimo, a pari punti con il Derthona. Si rese quindi necessario uno spareggio/salvezza da giocarsi sul campo neutro di Genova (quello della Sampierdarenese).
Lo Spezia era tecnicamente superiore ai piemontesi e avrebbe anche avuto l’occasione di evitare lo spareggio se proprio all’ultima giornata di campionato, sul neutro di Pisa, fosse riuscito a perforare la difesa piemontese. Purtroppo gli aquilotti, ormai stanchi dopo una stagione fatta di continue trasferte, non erano andati oltre uno striminzito 1-1, autocondannandosi allo spareggio che fu giocato, chissà mai perchè, quasi due mesi dopo la fine del campionato, in piena estate.
Nonostante la giornata torrida, nel primo tempo lo Spezia pose sotto assedio il Derthona, sfiorando il goal in numerose occasioni.
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Nicola Massone: Territorio di Caccia

 
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È ora di partire, raccolgo le ultime cose sparse per la casa, zaino, chiavi, sigarette, e chiudo accuratamente tutte le entrate, per evitare intrusioni ed attacchi in mia assenza...sono molto meticoloso. Spengo le luci e mi lascio dietro il buio, saturo di un vago odore di fumo amaro che mi segue fino all’afa nebbiosa e ostile dell’ora più calda della giornata.C’è silenzio, tutto è ammantato di una luce tremolante che rende incerti i contorni della moto, pochi metri davanti a me, e sprofonda la mente in una sonnolenza nervosa, insicura, che rende difficile fidarsi, anche oggi, delle proprie possibilità di salvezza; vacillo, incerto, sulle gambe, passi lenti su una traiettoria che anche in così poco spazio non riesco a mantenere uniforme, mentre con la mano sudata tiro fuori dalla tasca dei pantaloni un fazzoletto usato, un piccolo pezzo di carta semi dissolto dall’umidità, una inutile moneta marrone e le chiavi di avviamento.
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Sandro Pareti: Un nuovo Lavoro

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“Quello che dovete capire, senza ripensamenti, è che state facendo la cosa giusta.”

Il dott. Alina fece una lunga pausa fissando la finestra panoramica dell’aula. Tutti ci girammo nella direzione del suo sguardo. Fuori un piccolo cortile nuovo e un’altra finestra panoramica identica alla nostra. Ancora oltre un call center. Alina fece un passo verso di noi facendoci tornare composti.

“Avete visto cosa fanno alla vostra generazione? Vi sembra possibile?”

Una ragazza al primo banco iniziò a scuotere la testa. Un piccolo cenno di approvazione che il dottore ricambiò con un sorriso.

“Scusate questa piccola interruzione ma di fronte a certe cose davvero non mi tengo. Dove eravamo arrivati?”

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Lo sguardo

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L’ottimo Diego, tra mito greco ed attualità....QUI Leggi ancora...
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Nicola Perucca: Cesare Cosmico

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Nicola Perucca è nato a La Spezia nel 1962, dove vive e lavora.
Pittore, grafico, illustratore, opera dalla metà degli anni 80 nel campo delle arti visive. Come pittore, partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Lucca, Vigevano, La Spezia, Forlì, Roma, Milano, Lecce, Barcellona, Bilbao, Saragozza, Amsterdam, Riga), collaborando con varie gallerie d’arte in tutta Italia. A Genova ha esposto con una personale alla galleria Rinaldo Rotta, presentata da Luciano Caprile, ed ha partecipato alla collettiva itinerante I DIRITTI DELL’INFANZIA, patrocinata dall’Unicef. Ha inoltre preso parte ad alcune mostre di illustratori e fumettisti (tra cui Luzzati, Toppi, Costantini) al Centro Civico Buranello. A La Spezia ha esposto con alcune personali alla Menhir Arte Contemporanea. Nel 2003 è invitato a realizzare tre grandi dipinti per la serata di gala e premiazione della Manifestazione STELLE NELLO SPORT 2003, al Carlo Felice di Genova.
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Spezia-Canavese

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Altro scontro inedito, questo con i piemontesi. A parer mio, la cosa più preoccupante è il calo di entusiasmo da parte della tifoseria.
Per quanto ci riguarda, pensieri e commenti è possibile, ovviamente, farli qui...



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La farfalla, sul tavolo

Vanessa_atalanta
Amo leggere e scrivere all'aperto, il sabato mattina. Sul mio tavolo s'è posata una farfalla. Nera di fondo, striatata d'arancio vivo e grandi macchie bianche. Bella. Certo lei non lo sa, sono io l'animale strano, quello che ci pensa su. Eppure l'uomo è animale anche lui, un animale a strati, sovrapposti dai tempi dell'evoluzione. La parte antica del cervello, l'ipotalamo e il tronco celebrale, è sufficiente per le pulsioni elementari, fame, sete, sessualità. Risponde all'impulso diretto, immediato. Insomma non siamo di versi da un piccolo rettile e qualunque altra bestiola non troppo sentimentale. Leggi ancora...
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4. Campionato 1922/23 – la maxi squalifica del Picco

A Paganini, riconfermato presidente, toccò l’ingrato compito di guidare la società aquilotta nel campionato 1922/23. Il penultimo posto del campionato precedente, anche se si era tornati sotto l’egida della Figc, ebbe un suo peso negativo: per poter accedere al campionato di 1^ Divisione 1922/23 lo Spezia dovette infatti sostenere una serie di incontri di qualificazione (o di spareggio, come diremmo oggi) contro Pastore Torino, Piacenza, Treviso e Fratellanza Sestrese. L’ostacolo, nonostante la sconfitta a Torino contro i piemontesi, fu superato agevolmente e l’8 ottobre lo Spezia potè allinearsi al via del suo difficilissimo girone che comprendeva anche, oltre al Genoa, squadre come Milan, Juventus e Bologna. Se ne erano andati giocatori esperti come il portiere Costa (ma Latella ormai era una sicurezza), Rebecchi, Bergamino e Lodola, ma in compenso lo Spezia ritrovò il suo bomber Gallotti, finalmente guarito dal lunghissimo infortunio e ingaggiò anche (però a campionato iniziato) l’ottimo centrocampista Viola (ungherese nonostante il cognome) che assumerà anche l’incarico di allenatore/giocatore al posto del connazionale Molnar. In definitiva, grazie anche alla maturazione di elementi come Caiti, Rossetti II e Latella, lo Spezia di quell’anno era un complesso giovane e compatto, che praticava un calcio molto veloce per l’epoca e proprio grazie alla rapidità di manovra riusciva spesso a mettere in crisi avversari molto più quotati. La salvezza quell’anno sarebbe stata del tutto tranquilla senza lo sciagurato episodio del Picco contro il Genoa, di cui diremo.
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Riflessioni sulla parola, alternativa alla scrittura, al volante di una vecchia citroen

diegus
Diego, l'utilizzo del web, la scrittura, la filosofia, al volante di una citroen...qui Leggi ancora...
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Sanbonifacese-Spezia

sanbonifacesespezia
A Casa della capolista! Così dice il campionato oggi: Prova tutto sommato soddisfacente, l'ultima casalinga, che ha messo in luce buone alternative davanti e una difesa (se è a tre) abbastanza ballerina. Settimana che si porta via Gianfranco Barbieri, puro amore per la maglia bianca, ed a margine fa riaffiorare la mia atavica allergia a tornelli, prevendite e amenità varie. Ciao Gianfranco, Se incontri Piero lassù diglielo che aveva ragione lui ed ho smesso di fumare. Parliamo della trasferta in veneto qui... Leggi ancora...
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3.L’esordio in 1^ Divisione-Il campionato secessionista” della C.C.I.

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Ottenuta la promozione in 1^ Divisione, tenuto conto del grave impegno che si profilava per affrontare quello che era allora il massimo livello del calcio nazionale, il presidente Emilio Toracca lanciò un accorato appello alle altre squadre cittadine affinchè cedessero (ovviamente “aggratis” ) i loro giocatori migliori allo Spezia, in nome dell’onore sportivo della città.
Erano altri tempi....... e le “consorelle” non si fecero pregare: dalla Juventus Spezzina arrivò Lodola, dal Veloce Club Spezia arrivarono Gallotti, Rossi e Tieghi, dalla Virtus Spezia arrivò Schezzi e dal Pegazzano arrivò Francesco Caiti, uno dei personaggi più caratterizzanti e più carismatici di questo periodo, destinato a diventare la prima vera “bandiera” dello Spezia.
Il tutto fu regolato con una amichevole stracittadina tra Spezia fbc e Juventus Spezzina, il cui incasso fu devoluto alle società che avevano partecipato...... alla colletta. Per la cronaca vinse la Juventus Spezzina per 7-2 e questo episodio fu fonte per anni e anni di innumerevoli lazzi, frizzi e sfottò in ambito cittadino.
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Il colore della luna

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Diego ci parla del libro di Paola Bressan Il colore della luna qui Leggi ancora...
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La spuma del mare

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Il mare, l'estate, l'amore, i corpi giovani che saltano fra le onde. C'è tutta una retorica da spot televisivo che s'incardina in questi elementi. Eppure, nonostante tutto, l'onda, la spuma sugli scogli, sulla battigia, riescono talvolta, nonostante l'abuso pubblicitario, a donarci qualche sensazione primigenia, primordiale. Del resto fra l'onda del mare e la carnalità, la bellezza sensuale, concreta, c'è un'antichissima e blasonata alleanza. Insomma Venere, sorse dalla spuma del mare. Ma facciamo un passo indietro per capire quel che narra il mito. Gea, la terra, s'accoppiava con Urano, che tutta la copriva. Leggi ancora...
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Wacken Open Air Report

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di Federico Fiore Wacken: la Mecca del metallaro, il luogo dove ogni buon cultore dell'heavy metal deve andare almeno una volta nella vita.

Wacken: l'heavy metal on stage al suo massimo livello, i concerti più attesi, le chicche che solo qui ci si può aspettare di vedere dal vivo, il pubblico più pazzo e caloroso del mondo.
Wacken: la più enorme adunata delle feroci e violente legioni del metallo, la più odiata e temuta tribu giovanile del mondo.

Tutto vero, tranne la parte sulla violenza e sulla ferocia, perché in realtà personalmente non ho mai visto un assembramento tanto pacifico di gente amichevole, cordiale e con sola voglia di divertirsi e di far casino in modo “sano” come il Wacken Open Air.

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Diego Biggi: Vynil Vintage

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La musica come momento di comunicazione ed ispirazione, ancora una volta presente nelle opere di Diego Biggi, giovane artista ligure che spinge la sua creazione aldilà del colore per ritrovare un intensità materica e corporea oltre lo spazio della sola tela. La ricerca di Biggi infatti, partita negli anni scorsi con la serie di quadri e di sculture dal titolo Music View, prosegue in questa occasione, con una ricerca diversa, fatta di elementi che riescono a raggiungere la scomposizione di puro olio e tempera, nella rivisitazione coraggiosa di uno stato di passaggio della pittura propriamente detta, portandola ad un livello di intensità plastica che nasce dal dialogo fra la rivisitazione di vecchi oggetti "vintage" d'uso comune e quotidiano, e la cifra specifica del vinile-musica come segno distintivo del proprio agire artistico.
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Pevemag 3.1



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