Mio caro pitone.

mio caro pitone, recensione from peve on Vimeo.

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Mentre tu, incauto, ti stai spalmando di crema solare.

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Nonostante la crisi che attanaglia molte famiglie, bene o male andiamo al periodo delle famose, mitiche, implacabili vacanze. Ovviamente si muovono in relazione a questo le attività economiche correlate al periodo delle ferie, e difatti di questi tempi, su periodici, volantini, manifesti, brevi spot, ecco la réclame degli antifurti e delle società di vigilanza. Sono attività imprenditoriali rispettabilissime e forniscono servizi utili, senza dubbio. Ma quel che mi colpisce è l’incolpevole cupezza di queste forme di comunicazione. Insomma andare in vacanza, o semplicemente passare una giornata al mare, può essere un incubo se non ti premunisci. Mentre in macchina, coi finestrini aperti, ti fiondi cantando allegro verso la brulicante spiaggia, ecco un manifesto premonitore, uno sguardo inquisitore che ti ricorda: attento, ogni giorno centinaia di furti, ogni giornata nella città deserta, decine di appartamenti violati. Mentre tu, incauto, ti stai spalmando di crema solare. Leggi ancora...
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Le mie pulci, recensione e riflessioni

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Le bollicine della lettura

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Per fortuna che c’è un supermercato a cento metri da qui. Non amo usare l’automobile, lo faccio solo se costretto. Allora se posso vado a far la spesa a piedi, ma la questione della vicinanza l’ho evocata per l’acqua minerale. In casa mia, tutti bevono l’acqua minerale, rigorosamente densa di bollicine, quelle che allegre solleticano l’ugola e poi, a volte, causano suoni simili al sax baritono (ovviamente da emettere molto in privato e lontano anche dal rimbombo della tromba delle scale). Ammetto che anche a me piace l’acqua gassata e quindi, con l’espressione ed anche il passo del somaro stracarico, la porto dal market. Due carichi da otto pesanti bottiglie, con la forza delle mie vigorose e virili braccia. Leggi ancora...
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Una donna, quando è grande, è più grande

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Le donne vivono due vite. Capita che una donna abbia responsabilità in politica (nel senso alto del termine), nella cultura, nell'impegno sociale. Però, rispetto alle valutazioni che facciamo nei riguardi di un uomo, sempre consideriamo con più attenzione quella che si chiama, sbrigativamente, vita privata. D'una donna dirigente ci incuriosisce sapere se ha figli, se ha trovato il modo di conciliare l'esser mamma con l'esser manager. Invece, per un uomo, diamo per scontato che, mentre scorrazza da un continente all'altro per le sue faccende, ci sia qualcuno che bada ai figli, una moglie, ripagata magari con una bella casa, una cucina Schiffini, una cabina fissa ai bagni della buona borghesia, una moglie che manda avanti la famiglia insomma. E non ci pare strano. Invece di una donna, sempre aleggia la domanda: d'accordo, è una grande donna, ma la sua vita di donna è riuscita a viverla? Ovviamente son pregiudizi maschilisti, però ben più persistenti di quanto non osiamo ammettere. Però è chiaro che il sacrificio di una donna, quando è grande, è più grande, quando è nobile, è più nobile, proprio perchè d'una donna si tratta. Questa piccola e forse fin troppo ovvia riflessione prende lo spunto dal compleanno di Aung San Suu Kyi, e da questo interessante e qualificato commento. Leggi ancora...
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Giancarlo Majorino, La dittatura dell’ignoranza.


Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “La dittatura dell’ ignoranza” di Giancarlo Majorino pubblicato dalle edizioni Marco Tropea.
L’autore, poeta e critico letterario milanese, personaggio eclettico tra i più apprezzati nel panorama culturale italiano, scrive questo pamphlet
affrontando i problemi della conoscenza, giustizia, libertà e felicità e denunciando la situzione di ignoranza, eletta a regime di vuoto individuale e
collettivo della società contemporanea.
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Due parole su un libro interessante

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Due chiacchiere senza pretese su un argomento vasto e complesso, ma che non è avulso anche dai problemi e dalle domande dell’oggi, impressioni di lettura dal volume “Bentornato Marx” di Diego Fusaro. come sempre, cliccate sull’immagine... Leggi ancora...
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Dissertazione del ’41, e mondiali di calcio

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A me piace il calcio, e seguirò, impegni permettendo, le principali tenzoni dei mondiali imminenti. Però questo amore per il bello spettacolo e per l'interessante ed avvincente battaglia sul verde rettangolo, non cancella eventuali critiche al mondo calcistico stesso. Le critiche per esempio ai compensi faraonici nei club, critiche alla pletorica schiera di commentatori che sembra stiano dissertando con gravità solenne dei destini del mondo (dimenticando che si tratta in definitiva di calci ad una palla di cuoio). Ma l'atteggiamento critico a molti dà fastidio, troppo fastidio. E allora ragioniamoci su. Leggi ancora...
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Kailasa

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Diego, in video....qui Leggi ancora...
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Filosofia del viaggio

graziano onfray

Il contributo di Graziano della libreria Contrappunto della Spezia...Qui
...o cliccando l’immagine....

Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Filosofia del viaggio” di Michel Onfray, pubblicato da Ponte alle Grazie. Questo breve ma prezioso saggio porta come sottotitolo “Poetica della geografia”; nelle sue riflessioni il filosofo francese si interroga sul significato della necessità di percorrere distanze verso un altrove sconosciuto.
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Il suo mestiere era leggere le nuvole

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Erano case operaie, quelle tirate su dalla grande fabbrica. Eppure in casa di
mia nonna permaneva una certa atmosfera contadina, vuoi per l'orto e i conigli
lungo la scarpata della ferrovia, vuoi per i racconti e le parole. Ero piccolo,
il ricordo è solo un'immagine, ma almeno una volta l'ho visto. Passava di tanto
in tanto, appariva nell'ingresso (la porta era sempre aperta, niente catenacci
come adesso), un cappello enorme, il mantello, gli scarponi. Si chiamava
Zambrelli o qualcosa del genere. Il suo mestiere era leggere le nuvole, era
capace di rivelare ai contadini il comportamento del sole e della pioggia. Non
so se fosse una cosa seria, o se fosse ormai solo poesia, non so se i contadini
davvero ci credessero ancora, ma lui, comunque, passava. Passava e andava via.
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Il virus e il filosofo dilettante

tosse

per il video cliccare QUI o sull’immagine

Come potete vedere sono raffreddato; spettacolo orrendo, un uomo raffreddato: la voce si fa rauca, ci sono quelle esplosioni che sono i colpi di tosse, poi gli spruzzi nell’aria di particelle contagiose, scatarramenti vari; eppure io sarei un esemplare dell’homo sapiens, la creatura che il padre eterno ha messo a custodia del creato, la creatura che stà a metà fra la terra e il cielo, con tanto di anima e spirito l’alto lignaggio; e invece, ecco qua, un piccolissimo, insignificante, virus (o batterio, ma io sono un ignorante anche in questo campo), insomma questo piccolissimo animaletto si insinua, prolifera, mi manda in crisi, mi umilia; in realtà però il corpo, il mio corpo, ha tutta una schiera di suoi anticorpi, è capace di studiare l’antidoto giusto, è capace di mettere in moto un efficace sistema per combattere l’infido nemico; ma è il mio corpo, è il corpo che ha tutte queste sapienze biochimiche, è il corpo il vero sapiente; non io, sono solo una presunzione che chiamano autocoscienza, io sono un ignorante che galleggia, fra la sapienza del virus e la sapienza del corpo, e si dà delle arie da creatura superiore; certo, senza faccia tosta questo bipede non avrebbe infestato il pianeta; Leggi ancora...
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Il sangue è randagio – recensione

sangue

Una bella recensione del volume “il sangue è randagio” di James Ellroy; per la verità il video presenta anche qualche fracasso di fondo dovuto al passaggio d’un camion spazzastrada; è il bello della diretta... clik sull’immagine o QUI Leggi ancora...
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Troppo democratiche, certe tecnologie

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Nel 1839 Daguerre inventò la prima tecnologia fotografica. Il processo era complicato e costoso, e quindi il settore era limitato ai professionisti. Intorno al 1870 vennero realizzate delle lastre asciutte, e questo permise di separare l’operazione della fotografia da quella dello sviluppo, consentendo quindi una maggiore comodità nell’organizzare l’attività fotografica. Erano comunque lastre in vetro, costose e quindi non accessibili a fotografi dilettanti, se non particolarmente danarosi. Nel 1888, fu a George Eastman, un dilettante, che venne l’idea chiave, quella che avrebbe cambiato la storia della fotografia. Eastman comprese che una pelicola flessibile, sarebbe stata adatta ad essere avvolta attorno ad un fuso, insomma inventò il rullino. A quel punto, portando i rullini presso dei laboratori ad hoc, si rendeva possibile una drastica riduzione della spesa per i singoli fotografi, e poteva nascere la fotografia amatoriale. Con i rullini nacquero così le prime macchine Kodak, semplici, meno costose, alla portata di molti appassionati. Dal manuale delle prime Kodak: Forniamo a chiunque, uomo, donna o bambino, che sia dotato dell’intelligenza sufficiente per puntare una scatola diritta e premere un pulsante, uno strumento che elimina completamente dalla pratica della fotografia la necessità di appositi laboratori o, di fatto, di qualsiasi conoscenza specifica sull’arte stessa. Leggi ancora...
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Brigidini

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Il giro in fiera del sottoscritto con la sua signora si è articolato secondo lo schema classico delle nostre passeggiate a due; la signora si sofferma, passando da un banco all’altro fra quelli che l’attirano, in tutto simile all’ape che svolazza e si ferma laddove il fiore s’addice al suo gusto. Il sottoscritto, invece, discreto, si sofferma in mezzo al flusso, in pacata attesa; non mi annoio affatto, sia chiaro, perchè anzitutto vedere la signora contenta, mentre esprime il suo femmineo istinto di raccoglitrice, mi appaga, e inoltre, posso osservare con calma le persone, i volti, le espressioni, i mondi con i quali entri in fugace contatto. Quest’anno m’hanno interessato i giovani, i giovani che tagliano la porchetta o imbustano i brigidini, dal palco degli automezzi attrezzati; giovani dall’aria sanguigna, razza toscana, nonostante orecchini e piccoli tatuaggi sembrano la versione moderna dei loro ciarlieri genitori; forse la crisi, per cui non si trova tanti lavori elevati, prestigiosi e colti, ha contribuito a tenerli lì, a darsi da fare fra porchetta, croccanti e brigidini. Nonostante tutto è bello vederli assieme, vedere queste famiglie laboriose che giocano la partita della vita a viso aperto, nelle strade, nelle piazze, all’ombra di tanti campanili diversi. Chi si tiene informato sa quanto è complicato il mondo, le sue regole, le sue leggi, e credo che far funzionare tutto questo, le leggi, le istituzioni, lo stato insomma, serve proprio a permettere a questa gente di vivere e prosperare con fatica ma con serenità. Torniamo a casa con mezzo chilo di porchetta, e, per quel che mi riguarda, anche un pò di speranza, perchè i giovani, solo che li vedi, riescono a suscitarla. Leggi ancora...
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Breve recensione di un bel saggio sull’eros in letteratura e filosofia

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Video contributo di Diego (cliccare come al solito sull’immagine) Leggi ancora...
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Dannata fretta

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All’ombra dell’ultimo sole, s’era assopito un pescatore, e aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso (F. De Andrè)

Uno dei dati storici che sempre mi ha stupito è la breve durata del Terzo Reich, mi pare dal 1932 fino al 1945. Un tempo brevissimo, ma assai tragicamente intenso. Sappiamo che gli uomini dotati di forte ascendente sui propri seguaci, come Napoleone o Alessandro Magno, sono stati molto rapidi nel tentativo di forgiare la storia, di plasmare le umane vicende secondo la propria incontenibile volontà. Quando la parabola di Napoleone volgeva al termine, aveva poco più di 40 anni, Alessandro fu ucciso dalla febbre molto giovane, al culmine d’un impero sconfinato. Mi pare chiaro che la volontà di realizzare qualcosa, un’ambizione, un tentativo di riazzerare l’orologio della storia e farlo ripartire da zero, entra in conflitto con l’orizzonte comunque limitato d’una vita, d’una singola, piccola, vita. Allora ecco che per condensare in un breve tempo una rivoluzione, un ribaltamento, una rifondazione, occorre la violenza, la guerra, l’imposizione rapida del dato di fatto. Non c’è tempo per convincere, è necessario imporre senza troppe spiegazioni. Le spiegazioni saranno scritte a posteriori, giacchè la storia, si sa, la riscrivono i vincitori. Anche noi, nel nostro tempo, abbiamo ambizioni frettolose. Non c’è spazio per la saggezza pacata del padre antico, che costruisce una solida casa pensando ai discendenti, che pianta alberi frondosi, sotto le cui ombrose foglie giocheranno i figli dei suoi nipoti. L’orizzonte della vita è breve, nonostante le valvole e i pace makers, e allora ci vuole un successo rapido, da acchiappare costi quel che costi. E un nemico, è necessario, va scovato a tutti i costi. Purtroppo la fretta rende cattivi. Invece le buone idee, quelle sagge, antiche e attualissime ancora, hanno bisogno di gente che sa guardare lontano, che sa trasmettere, che sa piantare un seme duraturo. Ma gente così, è fuori moda, c’è bisogno di anime nobili, e ne girano poche di questi tempi.
Una società diventa grande quando gli uomini anziani si preoccupano di piantare alberi anche se sanno che non siederanno mai alla loro ombra
(antico proverbio arabo).

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Due parole intorno ad un classico: “the catcher in the rye„

Graziano e le sue recensioni, su peve.it



Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Il giovane Holden” di Jerome David Salinger, pubblicato in Italia dall’ editore Einaudi nel 1961. Fino a poco tempo fa si sapeva che Salinger viveva da recluso in una casa in collina nel New Hampshire sin dall’ inizio degli anni cinquanta, restio ad apparire in pubblico; per chiunque provava di valicare il confine della sua privacy, la leggenda vuole che non si tirasse indietro nel respingere i suoi visitatori con tanto di fucile imbracciato.

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Nostalgia dell’autentico, a tutto campo

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La rivista che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione!
(dalla testata de "La Settimana Enigmistica")

Lo scandalo che provocò la reazione di Lutero, la questione decisiva perchè questo sconosciuto monaco provocasse l'incendio della Riforma, fu la faccenda delle indulgenze, o meglio della loro vendita e rivendita. Nel 1514 il papa Leone X, di fronte alla necessità di far cassa per ricostruire la Basilica di San Pietro, concesse l'indulgenza plenaria a ogni fedele che avesse fatto un'offerta. All'epoca non c'era il gratta e vinci, inoltre i più avevano una certa paura delle fiamme infernali. Insomma fu un successo. Però quell'oscuro monaco, quando vide i fedeli che, invece che pentirsi, mostravano il documento dell'indulgenza appena comprata, si arrabbiò tanto, tanto da scrivere le sue famose 99 tesi che, secondo la tradizione, affisse sulla porta della chiesa di Wittemberg. Correva l'anno 1517. Questi fatti sono ovviamente noti, ma mi piace soffermarmi un attimo sulla questione di fondo: l'autenticità, la ricerca dell'essenza "vera" di un'idea, di una prospettiva, di una morale, di una speranza.
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Elea, un successo, il tramonto d’una speranza

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“L’Olivetti è un’azienda strutturalmente solida, ma sul suo futuro c’è una minaccia, un neo che occorre estirpare: l’elettronica”.
(Ing. Valletta – assemblea degli azionisti FIAT, 1964)

Nell’Italia della seconda metà degli anni ‘50 c’è un grande fermento nella ricerca scientifica e tecnologica, e anche in campo sociale ed economico sono anni in cui stanno partendo grandi cambiamenti.
Uno dei primissimi calcolatori fu la CEP (cioè Calcolatrice Elettronica Pisana) realizzata dall’Università di Pisa, su suggerimento di Enrico Fermi, che a Pisa era stato allievo. L’idea di fondo era che costruire la macchina avrebbe consentito il crearsi di competenze nuove, preziose per gli sviluppi futuri (del resto Fermi traeva queste convinzioni da quel che aveva visto negli Stati Uniti).
I circuiti della macchina erano realizzati sostanzialmente con tubi termoionici e c’era un apposito sistema di raffreddamento per smaltire il calore. Per la verità io non sono in grado d’addentrarmi in dati tecnici, ma è certo che in questa macchina fosse privilegiato l’aspetto della velocità del calcolo, rispetto alla capacità di input/output.
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Essere più noi

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Guardate gli uccelli del cielo: non seminano né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre . . . Osservate come crescono i gigli del campo . . . Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? (Mt 6, 26. 28. 30)


In ogni manuale di neurofisiologia è descritta la suddivisione fra sistema nervoso volontario e sistema nervoso autonomo; come è ben facile intuire il secondo si occupa degli organi interni, dei movimenti che non derivano da un nostro agire volontario; a sua volta, sempre secondo le classiche suddivisioni, il sistema nervoso autonomo si divide in sistema nervoso simpatico e parasimpatico; quello simpatico regola le attività d’emergenza, le risposte ad una paura, ad una minaccia, l’altro regola le attività costanti, come per esempio l’assimilazione dei cibi. Dunque noi umani, come gli altri animali, abbiamo un’attrezzatura innata, una specie di pronto intervento.

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Recensione “la vertigine dell’ordine”

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Ancora Diego, la sua Citroen e Carla Pasquinelli, QUI Leggi ancora...
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Recensione "Amras" di Thomas Bernhard

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Video-Recensione dell'ottimo Graziano, Libreria Contrappunto.....QUI
Un libro che consiglierei è l' ultimo che ho letto: "Amras" di Thomas Bernhard, ristampato recentemente dalle edizioni SE. Libro prediletto dal grande autore austriaco fu in Italia l' ultimo pubblicato in vita nel 1989. Romanzo dalle dimensioni esili ma complesso nella struttura, scritto dopo "Gelo" nel 1964, contiene tutti i temi ricorrenti nelle successive opere di Bernhard; scritto in parte per frammentari monologhi, in parte sotto forma di epistolario, presenta una scrittura verticale, ossessiva e maniacale, martellante nella struttura sintattica, incalzante e vertiginosa nel tessuto semantico, rispecchiando il compimento di "una disciplina etica interiore", come indicava il filosofo Aldo Gargani ("La frase infinita" ed. Laterza), tesa verso un narrare citazionale in quanto la natura gioca crudelmente contro gli uomini che si trovano inesorabilmente a mentire – dettato appreso dalla lezione di Wittegenstein – e a soccombere, votati alla follia o al suicidio. Leggi ancora...
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Qualche spina che prima non c’era

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Ho fra le mani l’edizione Einaudi Tascabili, del 1998, del Diario di Anne Frank. In realtà la prima volta che lo lessi fu intorno alla fine degli anni sessanta, avevo all’incirca l’età della giovanissima scrittrice. Secondo me, un libro, cambia di sapore in relazione all’epoca in cui il lettore si sente immerso. Allora mi parve sostanzialmente un libro ottimista, nonostante tutto, in linea con il carattere personale della giovane Anne. “Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa, e voglio vedere tutti felici e assieme”, così c’è scritto anche nel retro copertina. In quegli anni, nel leggere il libro la sensazione che provavo era sostanzialmente di sollievo. L’atmosfera tragica del destino che incombeva sulla ragazza e gli altri nascosti, ingrediente fondamentale nella lettura, era però ampiamente bilanciata dal piacere di esserne fuori, da quel tempo tragico. Ero persuaso dell’idea che l’umanità avesse messo definitivamente nella pattumiera della storia un evento così inconcepibile come l’olocausto. Leggi ancora...
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Breve recensione di un articolo sulla rivista Limes

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QUI la breve recensione dell’articolo sulla rivista limes, della studiosa Enrica Garzilli –


http://orientalia4all.net/ Leggi ancora...
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Proust era un neuroscienziato, recensione

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La recensione di Diego, QUI Leggi ancora...
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Due parole su un bel cd dell’Andrea Imparato quartet

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Si parla di Andrea Imparato e del suo quartetto, su Peve.it. Personalmente orgoglioso di aver suonato con lui ai tempi dei Lancelot.
Ce ne parla l'ottimo Diego
QUI.
per approfondire e ascolto:
QUA Leggi ancora...
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Consiglio di lettura, da Graziano: Antonio Tabucchi “Il tempo invecchia in fretta„

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L'ottimo Graziano e "il tempo invecchia in fretta" di Tabucchi, QUI

Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Il tempo invecchia in fretta” di Antonio Tabucchi, edito da Feltrinelli. Nove racconti, nove storie sono qui raccolte dallo scrittore pisano, vicende intime che hanno per sfondo gli eventi più rappresentativi della Storia europea degli ultimi decenni. Troviamo infatti gli scenari in cui si muovono i personaggi che partono da una Berlino post-comunista all’Ungheria durante l’ invasione sovietica, da Bucarest al più recente conflitto in Kosovo.

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Il Natale, le neuroscienze, le parole non ce la fanno

Come nascono le idee
In questi giorni dalla breve luce solare e dalle lunghe sere bardate di luci a festa, sto leggendo con interesse un bel saggio divulgativo, di Edoardo Boncinelli, dal titolo “Come nascono le idee”. Fra i numerosi ed interessanti argomenti ho trovato alcune pagine che trattano della “coscienza di sè”, cioè il problema di fondo, il nodo più pregnante di tutti gli studi attorno al cervello, prodigiosa macchina per molti versi ancora sconosciuta. L’autore affronta la questione anzitutto con una classificazione per gradi, distingue infatti una “semplice consapevolezza”, poi una “autocoscienza esplicitabile” a parole, e infine una “coscienza fenomenica”. Per farla breve: la semplice consapevolezza la possiedono anche gli animali, che sanno ad esempio d’essere in pericolo e fuggono, che hanno consapevolezza della situazione in cui si trovano ed agiscono di conseguenza; invece l’autocoscienza esplicitabile è quella di chi racconta di sè stesso, con una descrizione, e questo avviene solo negli esseri umani, dotati del linguaggio. Ma quella che mi interessa adesso è la “coscienza fenomenica”. Si tratta di quella esperienza di se stessi piuttosto profonda, che ci prende in certi momenti particolari, quel “senso del vivere” intimo, risvegliato spesso da oggetti importanti solo per noi: una foto, una musica, un odore. La cosa paradossale è che questa coscienza, la più profondamente “umana”, è anche quella che difficilmente possiamo esprimere. Leggi ancora...
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Vicino, lontano, ghiacciai e congelatore di casa

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Diego...fa freddo...QUI Leggi ancora...
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La violenza e il sacro, recensione

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Diego, la fede, la vita quotidiana: in due parti: QUI e QUI Leggi ancora...
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Animali complicati

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“Molte sono le cose terribili, ma nulla è più terribile dell’uomo” (Sofocle)

Questa citazione di Sofocle è molto usata, direi abusata. Ma a me interessa, in questo caso, pensare all’essere umano come concetto che nasce dalla separazione dalle altre creature viventi, appunto non umane.
L’etologo Mainardi, in una recente intervista, spiega che la “coscienza di sè” appartiene con certezza alle grandi scimmie, ai delfini, agli elefanti. Inoltre anche cani, gatti ed altri mammiferi probabilmente ne sono dotati, anche se il dato non è assodato con la stessa sicurezza.

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Questa è l'acqua - le recensioni della libreria Contrappunto

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La recensione di "Questa è l'acqua", di David Foster Wallace. Ce ne parla Graziano, della Libreria Contrappunto della Spezia.
Qui sopra il video. per la recensione scritta...
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“Noi”, breve dissertazione sull’uso di una parola e le sue implicazioni

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Diego, come di consueto, QUI Leggi ancora...
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Il rogo

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Arnaldo da Brescia, Giovanna d’Arco, Giordano Bruno, tanto per citare tre personaggi che col fuoco hanno avuto a che fare. Il fuoco, dell’antica ripartizione di Empedocle, rimane da sempre il più affascinante degli elementi, per la sua natura così fortemente simbolica (anche se parole come aria, terra, acqua hanno anch’esse tante e profonde implicazioni). Il canonico agostiniano Arnaldo, ebbe come maestro Pietro Abelardo e studiò con passione le opere dei Padri della Chiesa. Accusò il clero di interessarsi di vicende politiche, predicava il ritorno alla povertà evangelica, all’elemosina, alla solidarietà. Quel che gli costò caro fu il rifiuto assoluto del potere temporale del Papa e della Chiesa (nel secolo successivo, Francesco d’Assisi, predicò lo stesso ritorno alla povertà evangelica e alla solidarietà, ma non si pose in urto “frontale” con il potere della Chiesa).

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Diego: Il futuro che non c'è, almeno sembra

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Diego sul saggio di Marc Augé “Che fine ha fatto il futuro....QUI Leggi ancora...
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In campagna non fa freddo

campagna
un'altra recensione del nostro Diego. come al solito, QUI. Leggi ancora...
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Il guscio

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Qualcuno ha osservato, e sono d’accordo, che uno dei motivi del successo dei mobili del famoso marchio svedese, è proprio che sono “mobili”, nel senso di facilmente “smontabili, spostabili, trasportabili”; può sembrare solo un ovvio pregio di praticità tecnica, ma non è questo il punto. In vasta parte della popolazione giovane attuale, una fascia di giovani fra i 30 e i 45 anni (che in altre epoche non avremmo definito giovani) si riscontra una certa labilità dei legami matrimoniali. Leggi ancora...
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Due euro di patate, ci bastano

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Sabato scorso dalla verduraia sotto casa ho comprato due chili di patate. Due euro. Il mattino precedente, al bar, presi una scatolina di gomme da masticare. Buone, certo, ma pagate due euro. Ho percepito la sproporzione fra il sacchetto pesante delle umili patate, e la minuscola confezione di confettini bianchi. I due euro se ne sono andati per lo più nella stampa e confezione della scatola, nella pubblicità, nella creazione del prodotto e del suo desiderio. Eppure di sapienza della natura ce n’è molta anche nelle patate. Leggi ancora...
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Francesco d'Assisi, una proposta di lettura del testo di Ernesto Balducci

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Ce ne parla Diego, QUI Leggi ancora...
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“Storie invisibili e altri racconti” di Giorgio Messori

graziano
La recensione di Graziano della libreria contrappunto. come al solito, QUI
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Genitori e figli, due chiacchiere sul tempo che passa, la ruota che gira.

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Diego al volante della sua Citroen, tra vangelo e....
QUI Leggi ancora...
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Il pesce dei freddi mari del Nord

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Diego per noi: QUI Leggi ancora...
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La fatica di leggere, il piacere di leggere

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"Credo che leggere, nella sua essenza originaria, sia quel fruttuoso miracolo di una comunicazione nel mezzo della solitudine"
Marcel Proust

Credo sia successo a tutti, qualche volta. Vai al cinema, è un film tratto da un romanzo che hai letto. Dopo, un senso di appagamento incompleto, come se il film, seppur ben fatto, abbia qualcosa in meno. Eppure un film è molto più complesso, più costoso da realizzare, rispetto ad un libro. In un film ci sono le musiche, i costumi, i volti dei grandi attori, i dialoghi proposti da voci esperte. In un libro cosa c'è, in fondo? Carta, inchiostro, e una trentina di segni in tutto, combinati in parole, frasi e pagine. Però il libro ti è piaciuto di più, ti ha dato di più. Perchè?
La magia stà nella lettura. Nella lettura ci sei anche tu, a creare la storia, c'è la tua immaginazione che rifinisce ciò che la pagina suggerisce. E’ un po' come accade se osservi certi quadri degli impressionisti: percepisci molto di più che la semplice pennellata, l'accenno è più efficace della descrizione troppo meticolosa.
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Amore e Odio

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La Recensione di Amore e Odio del nostro ottimo Diego, divisa in due parti:
Part1 Part2 Leggi ancora...
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Un uomo che dorme

graziano
Graziano della libreria Contrappunto della Spezia ci parla di questo libro..QUI Leggi ancora...
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Un maestro, un ripostiglio da svuotare

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“Se vuoi farti ricco, non accrescere gli averi, ma sfronda i desideri” (Epicuro)

Questo sabato mattina, avevo deciso, era adatto per cacciar via un po’ di cose dalla cantina. Quasi tutti abbiamo un ripostiglio, un anfratto, ove si ammassano cianfrusaglie. Alla vista del locale ingombro di robe inutili, sono fuggito. Ed eccomi qua, libero, sotto i tigli, al tavolo del parco. Rousseau ci esalta la figura dell’uomo solitario, libero, che porta con sè tutto il necessario, cioè poche, pochissime cose. E invece le cose ci assediano. Centri commerciali, mercatini, mercatoni, unieuri e compagnia bella, traboccano di merci. E se non le compri, va giù il PIL, si ingrippa tutto, e se non compri sei perfino un cattivo patriota!
Epicuro, filosofo del buon senso, ricorda che i piaceri veri derivano dal soddisfare i bisogni elementari: mangiare, bere, coprirsi, ma solo quanto basta, ogni esagerazione è molesta. Invece i piaceri fasulli, derivano dall’opinione. Accade nel culto dell’oggetto firmato, dove non conta il reale, ma il logo cucito o impresso.
E con i libri, come la mettiamo? piacere.
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Lo strano caso di Federico II di Svevia: il commento di Diego

diego federico

Ce lo commenta, live, Diego...QUI Leggi ancora...
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Lo sguardo

diego sguardo
L’ottimo Diego, tra mito greco ed attualità....QUI Leggi ancora...
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La farfalla, sul tavolo

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Amo leggere e scrivere all'aperto, il sabato mattina. Sul mio tavolo s'è posata una farfalla. Nera di fondo, striatata d'arancio vivo e grandi macchie bianche. Bella. Certo lei non lo sa, sono io l'animale strano, quello che ci pensa su. Eppure l'uomo è animale anche lui, un animale a strati, sovrapposti dai tempi dell'evoluzione. La parte antica del cervello, l'ipotalamo e il tronco celebrale, è sufficiente per le pulsioni elementari, fame, sete, sessualità. Risponde all'impulso diretto, immediato. Insomma non siamo di versi da un piccolo rettile e qualunque altra bestiola non troppo sentimentale. Leggi ancora...
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Riflessioni sulla parola, alternativa alla scrittura, al volante di una vecchia citroen

diegus
Diego, l'utilizzo del web, la scrittura, la filosofia, al volante di una citroen...qui Leggi ancora...
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Il colore della luna

diego luna
Diego ci parla del libro di Paola Bressan Il colore della luna qui Leggi ancora...
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La spuma del mare

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Il mare, l'estate, l'amore, i corpi giovani che saltano fra le onde. C'è tutta una retorica da spot televisivo che s'incardina in questi elementi. Eppure, nonostante tutto, l'onda, la spuma sugli scogli, sulla battigia, riescono talvolta, nonostante l'abuso pubblicitario, a donarci qualche sensazione primigenia, primordiale. Del resto fra l'onda del mare e la carnalità, la bellezza sensuale, concreta, c'è un'antichissima e blasonata alleanza. Insomma Venere, sorse dalla spuma del mare. Ma facciamo un passo indietro per capire quel che narra il mito. Gea, la terra, s'accoppiava con Urano, che tutta la copriva. Leggi ancora...
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I colori della follia

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Il nostro Diego recensisce "i colori della follia" di Anna Luisa Zazo.qui
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Cuki e Ombrellone

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Visitando la bella fortezza della famiglia Sanvitale, a Fontanellato, ci si imbatte nei numerosi quadri raffiguranti gli uomini di quel potente casato. Una caratteristica, ben evidente ed illustrata dalla guida ai visitatori, è come siano ben in carne, anzi a me pare proprio sovrappeso, gli illustri personaggi. Nel tempo antico, tempo in cui le moltitudini plebee erano affamate, colpite da malattie spesso connesse alla malnutrizione, esser ricchi e potenti era manifestato dall'esser in carne, le pance abbondanti simbolo di potere e benessere.
Abitualmente, quando mi reco in spiaggia, frequento la spiaggia libera, la spiaggia popolare, e gli stabilimenti riservati ai borghesi, medi o piccoli, li attraverso solo dal bagnasciuga. Sotto gli ombrelloni dai colori difformi, s'assiepano vocianti le famiglie del popolo. Verso l'una, all'ora di pranzo, le mamme attingono alle borse frigo, scartano gli involucri d'alluminio scintillanti al sole, versano le ricche pastasciutte ai mariti e ai figli. Leggi ancora...
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Il concetto di Naturale

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La nuova frontiera di peve.it per alcuni interventi dell'ottimo Diego. abbiamo la tecnologia? utiliziamola...qui





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Come la lumaca di mare

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Ho incontrato un vecchio compagno di scuola. Me lo ricordavo benissimo, le sue battute, la sua verve ironica da rivierasco. Ricordavo il cognome, quello dell'appello. Ma il nome, era buio totale. Alla fine della piacevole chiacchierata, sono imbarazzato nel salutarlo. Lui mi saluta per nome, ed io debbo cavarmela con un goffo "a presto, vecchio mio!". Insomma il nome s'è perso. Già ma dove diavolo si è perso, in quale anfratto della testa s'è nascosto? Leggi ancora...
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Libertà

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Libertà come sei invecchiata,
quando passi non ti riconosco più.
Libertà come sei cambiata,
quasi quasi penso che non eri tu.

(Stefano Rosso)

Nel 1962 o giù di lì ero ai primi anni della scuola elementare. Ricordo i bambini di quinta, quelli grandi, dall'aria vissuta. Uno di loro mi raccontava, con orgoglio, che aveva sempre preso le bacchettate nelle dita, dal maestro, senza piangere, un vero duro della banda di Piazza Brin. Proprio allora, in quei primissimi anni sessanta, nella scuola arrivò, grande novità, la proibizione delle punizioni corporali. Ci controllavano le unghie sporche, c'era la preghiera appena entrati, si finiva ancora dietro la lavagna. Ma la bacchetta del maestro, entrava nel museo degli antichi strumenti della disciplina. Cosa è accaduto in italia e nel mondo negli anni sessanta lo sappiamo bene, ed è stato anche bellissimo essere cresciuti proprio in quegli anni, gli anni in cui il confine della libertà individuale avanzava, e i territori della proibizione, arretravano. Le ragazze potevano portare le calze da donna e i jeans a scuola, noi ragazzi potevamo farci crescere i capelli, i genitori cominciavano a farci uscire la sera, prima le undici, poi mezzanotte, poi non c'era più orari sacrali, invalicabili.
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Due vite

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Gli uomini nella veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna al suo proprio mondo particolare.
(Eraclito)

Pindaro era un poeta, e questo lo sanno tutti. La sua specialità erano delle poesie in lode degli atleti, in occasione delle vittorie, in quel clima sacro che avvolgeva lo sport dell'antica grecia. Certamente niente a che vedere con le astiose e anche noiose discussioni televisive dei nostri giorni. Sport e poesia, parola alata. Ma cambiamo argomento, sullo sport ci torneremo. Il grande Pindaro, in alcuni enigmatici versi, accenna all'anima, che chiama "éidolon", immagine della vita.
"Dorme, quando le membra sono sveglie, ma spesso è durante i sogni che rivela di gioie e di pene l'imminente destino" (più o meno, cito a memoria). Questo “èidolon" insomma dorme quando siamo svegli, e sta attivo mentre si dorme.
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Preziosa distanza

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Le vesti dei mercanti trasudano di ori, tesori immani portano le stive;
si affacciano alle rive le colorate vele, fragranti di garofano e di pepe.
(Francesco Guccini, Asia)



Nelle antiche miniature, sullo sfondo di quei magnifici disegni, in quei capilettera così elaborati, lo sfondo blu era ottenuto con il lapislazzuli. Era un blu costosissimo, causa la lavorazione complessa per l'estrazione e le successive fasi della macinatura. Proveniva dal lontano Afghanistan. Il bellissimo effetto cromatico s'accompagnava però ad uno scarso potere coprente; ma l'uso su superfici ridotte era soprattutto conseguenza del costo elevatissimo.
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Bello, ma non per tutti

red_flagQuando avevo circa 7, 8 anni, tutta l'estate la mamma mi portava a Levanto per fare i bagni. A lei piaceva il mare, come a tutte le giovani donne, a me piaceva sguazzare nella spumeggiante acqua salata. Quando il treno si fermava, e la processione dei bagnanti scendeva alla spiaggia, già sbirciavo la bandiera. Un'autorità potentissima, indiscutibile, fatale, issava il drappo: se era rosso il mare era ufficialmente pericoloso. Oltre alla disciplina digestiva (prima di quell'ora, no!) noi bambini rischiavamo anche di dover stare sul sabbione ad abbrostolire senza fare il bagno.  Odiavo il rosso, per questo fondato motivo. Ma il rosso, è sempre stato un pò sfigato. Oggi lo amo, proprio perchè non è un colore ruffiano. Ma andiamo con ordine.
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Oikofobia da progresso

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E' del tutto evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione.
(Woody Allen)

Il filobus sibila sull’asfalto bagnato. Alla fermata sotto i portici c’è un supermercato. Tempo fa c’era un bel cinema teatro. Ampio, le belle poltroncine rosse, gli arredi eleganti. Anche banale il pensiero: colpa della televisione. Ma è un processo più ampio, che abbraccia secoli, che riguarda l'uso stesso dell'abitazione. Tutto pian piano si fa a casa, dentro casa. Le modeste magioni di tante generazioni passate erano un focolare, giusto un focolare per calore e il cibo, quel cibo così difficile da procacciare. Giusto un riparo per la notte, e poco più. Leggi ancora...
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Amazzoni

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A te rispondono le rocce
a te ritornano le stagioni,
di te gioiscono gli dei,
al tuo servizio sono gli elementi
(antica preghiera alla dea Iside)


Pina è una donna austera, di oltre ottant'anni, e si stupisce un pò quando le domando, le pare strano un uomo che fa domande sulla vita. Me la ricordo da sempre vestita di scuro, non c'entra l'esser vedova. Nel borgo di mare le donne son donne di marinai. Sua nonna, sua madre, e lei, sempre hanno visto gli uomini partire, e loro a governare la casa, la famiglia. Donne a tenere a freno i figli, a mantenere salda l'esistenza. Gli uomini, poche settimane all'anno, giusto perchè i figli si fanno in due, ma figure comunque di sfondo, cartoline, foto infilate nella vetrina del tinello; Leggi ancora...
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Multimediale, ma insufficiente.

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Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone, le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati, dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.
(Patrick Süskind, Il profumo)

Il cinema è l’arte più significativa del Novecento, quella che ha forgiato il nostro immaginario. Le battaglie dei gladiatori, gli scontri fra cavalieri bardati, lo scintillar di spade, gli scoppi dei cannoni, i castelli, i re, i vessilli napoleonici che hanno attraversato l'Europa, insomma le immagini che in noi evoca la parola "storia", le dobbiamo in buona parte al cinema. Leggi ancora...
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Seduce, guarisce, qualche volta fa anche male.

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Alle Sirene giungerai da prima,
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Chïunque i lidi incautamente afferra
Delle Sirene, e n'ode il canto, a lui
Né la sposa fedel, né i cari figli
Verranno incontro su le soglie in festa.
(Odissea - Libro XII)

Ho letto “Musicofilia” di Oliver Sacks. Libro ben noto fra gli amanti della musica. L’autore è un neurologo, scienziato delle patologie del cervello e, nel contempo, grande appassionato di musica. Analizza molti casi d’interazione fra musica e meccanismi celebrali, patologie connesse alla musica e cure che in essa trovano efficacia. Un accidente che tutti sperimentiamo sono quei motivetti, quelle musiche che ci frullano in capo e non c’è verso di scacciarle.
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Crepuscolo

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Che siano prossime al morire,
nulla lo rivela nel frinio delle cicale
(Matsuo Basho)

Ho letto “Modi di Morire" di Iona Healt. E' un’esperienza dalla quale nessuno può sottrarsi, per cui è in fondo strano questo ignorarla, questo far finta che non esista. L’autrice è un medico di base, con trent'anni d'esperienza al riguardo. Ma non è un libro triste, niente affatto, è invece un bel testo di grande saggezza e speranza.
Sono un tipo che attacca bottone facilmente; ho constatato anch'io, come l'autrice, una circostanza: l'importanza del raccontare.
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Fruscìo

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la riproducibilità delle opere d'arte gli permette di andare incontro al fruitore (...)  il coro che è stato eseguito in un auditorio oppure all'aria aperta può venir ascoltato in una camera. Ciò che vien meno è quanto può essere riassunto con la nozione di 'aura' e si può dire: ciò che vien meno nell'epoca della riproducibilità tecnica è l'aura dell'opera d'arte (L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica - Walter Benjamin)


Il mio crine, ormai grigio, una volta ogni due mesi cerca un tentativo di compostezza presso Francesco, in corso Cavour. E voi direte: cosa c'entra il barbiere con Benjamin? C'entra perchè il Francesco è un grande appassionato e conoscitore di musica, di dischi, cd e vinili, e dentro alla sua bottega per nulla si parla di calcio e donne. La musica è argomento prediletto. L'ultima volta, con lo shampoo nei capelli, chiesi un parere su un tema da decenni in discussione e sul quale pare improbabile arrivi una parola definitiva. L'ascolto dal vinile, è migliore dell'ascolto dal cd?

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La molla

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(photo: Valerio Lo Bello)

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
(F. De Andrè - Il Sogno di Maria)
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Una sera d'inverno, la nonnina che abita la porta accanto aveva smarrito le chiavi, stava sconsolata sul pianerottolo. Con sè due bei nipotini, due frugoletti sempre in movimento, in continuo contagio reciproco nel riso, nel pianto, nel gioco imprevedibile, nel caos. Li accolsi in casa, nell'attesa tornasse la mamma, con le chiavi. Non usa più, come un tempo, lasciar le chiavi ai vicini.
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Stazione centrale

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Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi
(De Andrè - La città vecchia)

Questo piccolo racconto, che scrissi tempo fa, non è una descrizione fedele o puntuale, ma cerca di cogliere un'atmosfera, un mondo che da tanto tempo non c'è più. (photo: Mateusz Stachowski)
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Davanti alla stazione si ergeva una fila di palazzi tristi e grigi. Alcuni portavano ancora i segni della guerra, i buchi delle mitragliatrici. La via sta più in basso rispetto alla ferrovia (in Liguria le città sono in salita) ma dall’ultimo piano si vedeva il piazzale, i vetturini con i cavalli.
I cavalli erano pazienti, mansueti, con il sacco appeso al muso, per mangiare.

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Leggere a rovescio

False-Teeth
Qui si parla soltanto un'esistenza rigogliosa,
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anzi trionfante, nella quale tutto l'esistente è reso divino, non importa se sia buono o cattivo
(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)
E' ben noto che il grande filosofo, nell'affrontare il concetto classico di bellezza, quello stracelebrato degli antichi greci, compì un rovesciamento di prospettiva: lo spirito apollineo, armonico, la serena grandezza non era l'interpretazione giusta, perchè la vera spinta era lo spirito dionisiaco, l'irrazionalità, il caos delle pulsioni vitali e primordiali. Leggi ancora...
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Fuori dal blog, dal rigagnolo al fiume

358478_2819...cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì... (da Franz Kafka - Il messaggio dell’imperatore)
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L'imbuto, ovvero dal vasto all'angusto.

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Esistono luoghi che hanno il dono di lasciar
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scrutare il futuro. Per lo più sono posti abbandonati,  vicoli ciechi o giardini davanti alla casa, dove non si trattiene mai nessuno. In luoghi simili è come se tutto ciò che propriamente deve ancora accaderci fosse già  passato. (da Walter Benjamin - Infanzia Berlinese)

Tutti abbiamo dei luoghi che riposano fra i ricordi intimi. Un cortile dove giocavi a biglie, uno spiazzo dietro casa. Ricordo un atrio quadrato, cinto su due lati da cancellate in ferro, il pavimento in ceramica rossa. Era l'atrio dell'asilo, dove un pulmino azzurro ci scaricava ogni mattina. Lo ricordo ampio, quasi un cortile di Versailles; quando, adulto, lo rividi era piccolissimo, poco più di un terrazzo. Da bimbi ogni cosa è mitica e soprattutto sterminata: sterminato il tempo, lo spazio, i pomeriggi a giocare sotto una magnolia.

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Vecchi bucanieri analogici e giovani pirati

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Io credo di poter capire la nostalgia dell’analogico (...) la scarsità dell’oggetto fisico, che devi ordinare, che devi aspettare, l’eccitazione di quando finalmente te lo ritrovi a portata di mano, quell’esplosione di informazioni nuove, tutte assieme... Oggi quel tipo di esperienza non è più possibile. Con il digitale, con il file sharing il tempo di attesa si è azzerato. Per la mia generazione il flusso di dati è continuo (Magnus Eriksson, veterano di Piratbyrån)
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L'arte sublime della confezione

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Che differenza rimane fra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato.
(F. W. Nietzsche)
In questo sito potrete ammirare le differenze fra l'immagine della confezione d'un cibo e l'immagine del reale, concreto, anche un poco repellente, contenuto. Probabilmente è tutta roba commestibile, però l'immagine è ben diversa.
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Noi e Voi. Meglio la Musica.

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La grande scrittice Doris Lessing nel libro "Le prigioni che abbiamo dentro” ci narra un esperimento. Una piccola città, con la sua università. Un giorno invitarono i cittadini a recarsi al campus, un bel posto, nel verde. Centinaia di persone all'ora prevista si presentarono. Ma lì, ad aspettarli, non c'era nessuno, e nessuna spiegazione. La gente in attesa cominciò a discutere sul da farsi. Ben presto si formarono due fazioni, e la discussione divenne accesa.


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Maradona, i pesci, gli uccelli.

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Il senso del gesto non è dato, ma capito, cioè ricatturato da un atto dello spettatore. Ci deve essere una reciprocità tra le mie intenzioni e i gesti degli altri. E’ come se le intenzioni delle altre persone entrassero dentro di me
(Maurice Marleau-Ponty)

La scienza ha individuato i cosiddetti “neuroni specchio”. In essi risiede la capacità di determinare all'istante un movimento, in correlazione al movimento dei nostri simili. E questo movimento non avviene attraverso una serie di passaggi lenti: io vedo la mela, ragiono che siccome è rossa è matura, allora decido di prenderla, e infine il cervello manda l'impulso al braccio.
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Sfrondare e capire

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E’ capitato a tutti di sentire un genitore dire soddisfatto “oggi gli ho insegnato tre nuove parole”. Ma non è così, il bambino ha in testa qualcosa qualcosa che gli permette di assorbire la lingua cui è esposto, proprio come una spugna. (Jacques Mehler)

La linguistica moderna sembra dimostrare che il cervello non è tabula rasa. E' una ricca tastiera, contenente in potenza i linguaggi possibili, e il bambino, quando apprende una lingua, sfronda, toglie quelle forme che non sono adatte, impara "per dimenticanza" del superfluo. Da tempo credo che in una vita non impari per accumulazione, ma per semplificazione, e che la qualità, l'intelligenza d'una persona non sia quanto sa, ma quanto sa distinguere. Leggi ancora...
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Silenzio

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Quando oggi parliamo dell’udito, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio

(da "Il pane di Ieri” di Enzo Bianchi )

Se ci si dimentica delle virtù taumaturgiche del silenzio, ci si dimentica anche il potere della musica

(da "Il buio, il fuoco, il desiderio”Gino Castaldo)
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die Brücke über die enge

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diegoprodHo letto "In lotta con la verità" di Gitta Sereny. Il corposo volume tratta la vicenda di Albert Speer, il famoso architetto di Hitler. Attraverso i colloqui con Speer e altri testimoni della cerchia del führer, si indaga sulla fascinazione personale e di un'intera nazione per un uomo così malvagio. I meccanismi sono complessi e semplici nel contempo, perchè non sfugge a nessuno come sia facile in epoca di crisi la voglia d'avere un capo, un rassicurante tutore, qualcuno che "ci pensa lui".

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Cover band

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L'uomo ha una facoltà che per gli intenti collettivi è utilissima, e dannosissima per l'individuazione: quella di imitare.
(C.G. Jung)
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Vado quasi sempre una settimana in montagna, l'estate. La sera, nelle località di montagna, la gente ha tempo, e accetta quel che passa la pro loco. Due anni fa nella piazza centrale, fra le vetrine delle giacche a vento a saldo (fine agosto), una cover band. Nel manifesto, una bella chitarra blu, la scritta dire straits e poi, piccolo in basso, il nome della volenterosa cover band. Una serata piacevole, perchè non erano braccia sottratte alla miniera riallocate alla musica, era gente che sapeva suonare in modo dignitoso.

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La rivincita dell'artificiale, ovvero l'ottimismo della volontà taroccante

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Partiamo da un argomento un poco osceno, per chi ama una scrittura deamicissiana e perbenista: i travestiti. Sappiamo bene come queste persone di sesso maschile, ma travestite appunto, riscuotano un certo successo fra i fruitori dell'amore a pagamento. Qui non è la sede per giudicare le storie e le scelte individuali. Bensì osservo: non sarà forse quella femminilità “artificiale” il motivo del successo? Leggi ancora...
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Il piacere della musica

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Il sorriso è una contrazione di muscoli, ma certo non possiamo ridurlo a quello.
(da un'intervista a Remo Bodei)

Questa stessa riflessione, che il filosofo associa a tematiche  ben più ampie, la possiamo applicare anche ad un discorso sulla musica. La musica è vibrazione nell'aria, rapporti matematici, risonanze, fattori fisici misurabili, che un musicologo può studiare anche con precisione.
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Le due strade di ciò che ci piace


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L’armonia nascosta è più forte di quella manifesta
(Eraclito)
Non è semplice spiegare perchè qualcosa ci piace. Forse è impossibile, in modo definitivo.
E' una mescolanza fra due percorsi molto diversi.
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Gas, caramelle ed inconscio

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L’intervento di Diego su Peve.it: L'umorismo in Freud è l'espediente che permette di esprimere i contenuti dell'inconscio, solitamente repressi, in modo non traumatico. Insomma si apre uno spiraglio, si permette di far uscire ciò che solitamente va tenuto compresso.
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La peggior musica, che nostalgia

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di solito si domanda: ma nei mitici anni 70, vecchio mio, quale fu il concerto più entusiasmante, il più memorabile? E invece domandiamo per una volta, quale fu la peggiore esperienza, dove, con forbito slang romanesco, avete incontrato una chiavica? Leggi ancora...
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E' Morto FreeHand, viva FreeHand


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Adobe ha acquistato Macromedia, uccidendo di fatto il software FreeHand. Del triste evento ci rende partecipi Diego con una sua straziante composizione. La trovate QUI. Leggi ancora...
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Scriviamo, e poi?

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L’intervento di Diego su Peve.it: Mi rendo sempre più conto del problema centrale nello scrivere, oggi: tanti scrivono, tantissimi scrivono, tanti fotografano, tantissi fotografano, tanti suonano, tantissimi suonano, tanti filmano, tantissimi filmano; ma poi, quanti leggono, guardano, ascoltano? Leggi ancora...
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