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Cuki e Ombrellone

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Visitando la bella fortezza della famiglia Sanvitale, a Fontanellato, ci si imbatte nei numerosi quadri raffiguranti gli uomini di quel potente casato. Una caratteristica, ben evidente ed illustrata dalla guida ai visitatori, è come siano ben in carne, anzi a me pare proprio sovrappeso, gli illustri personaggi. Nel tempo antico, tempo in cui le moltitudini plebee erano affamate, colpite da malattie spesso connesse alla malnutrizione, esser ricchi e potenti era manifestato dall'esser in carne, le pance abbondanti simbolo di potere e benessere.
Abitualmente, quando mi reco in spiaggia, frequento la spiaggia libera, la spiaggia popolare, e gli stabilimenti riservati ai borghesi, medi o piccoli, li attraverso solo dal bagnasciuga. Sotto gli ombrelloni dai colori difformi, s'assiepano vocianti le famiglie del popolo. Verso l'una, all'ora di pranzo, le mamme attingono alle borse frigo, scartano gli involucri d'alluminio scintillanti al sole, versano le ricche pastasciutte ai mariti e ai figli. Leggi ancora...
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Il concetto di Naturale

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La nuova frontiera di peve.it per alcuni interventi dell'ottimo Diego. abbiamo la tecnologia? utiliziamola...qui





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Come la lumaca di mare

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Ho incontrato un vecchio compagno di scuola. Me lo ricordavo benissimo, le sue battute, la sua verve ironica da rivierasco. Ricordavo il cognome, quello dell'appello. Ma il nome, era buio totale. Alla fine della piacevole chiacchierata, sono imbarazzato nel salutarlo. Lui mi saluta per nome, ed io debbo cavarmela con un goffo "a presto, vecchio mio!". Insomma il nome s'è perso. Già ma dove diavolo si è perso, in quale anfratto della testa s'è nascosto? Leggi ancora...
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Libertà

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Libertà come sei invecchiata,
quando passi non ti riconosco più.
Libertà come sei cambiata,
quasi quasi penso che non eri tu.

(Stefano Rosso)

Nel 1962 o giù di lì ero ai primi anni della scuola elementare. Ricordo i bambini di quinta, quelli grandi, dall'aria vissuta. Uno di loro mi raccontava, con orgoglio, che aveva sempre preso le bacchettate nelle dita, dal maestro, senza piangere, un vero duro della banda di Piazza Brin. Proprio allora, in quei primissimi anni sessanta, nella scuola arrivò, grande novità, la proibizione delle punizioni corporali. Ci controllavano le unghie sporche, c'era la preghiera appena entrati, si finiva ancora dietro la lavagna. Ma la bacchetta del maestro, entrava nel museo degli antichi strumenti della disciplina. Cosa è accaduto in italia e nel mondo negli anni sessanta lo sappiamo bene, ed è stato anche bellissimo essere cresciuti proprio in quegli anni, gli anni in cui il confine della libertà individuale avanzava, e i territori della proibizione, arretravano. Le ragazze potevano portare le calze da donna e i jeans a scuola, noi ragazzi potevamo farci crescere i capelli, i genitori cominciavano a farci uscire la sera, prima le undici, poi mezzanotte, poi non c'era più orari sacrali, invalicabili.
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Due vite

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Gli uomini nella veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna al suo proprio mondo particolare.
(Eraclito)

Pindaro era un poeta, e questo lo sanno tutti. La sua specialità erano delle poesie in lode degli atleti, in occasione delle vittorie,
diegoprod
in quel clima sacro che avvolgeva lo sport dell'antica grecia. Certamente niente a che vedere con le astiose e anche noiose discussioni televisive dei nostri giorni. Sport e poesia, parola alata. Ma cambiamo argomento, sullo sport ci torneremo. Il grande Pindaro, in alcuni enigmatici versi, accenna all'anima, che chiama "éidolon", immagine della vita.
"Dorme, quando le membra sono sveglie, ma spesso è durante i sogni che rivela di gioie e di pene l'imminente destino" (più o meno, cito a memoria). Questo “èidolon" insomma dorme quando siamo svegli, e sta attivo mentre si dorme.
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Preziosa distanza

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Le vesti dei mercanti trasudano di ori, tesori immani portano le stive;
si affacciano alle rive le colorate vele, fragranti di garofano e di pepe.
(Francesco Guccini, Asia)



Nelle antiche miniature, sullo sfondo di quei magnifici disegni, in quei capilettera così elaborati, lo sfondo blu era ottenuto con il lapislazzuli. Era un blu costosissimo, causa la lavorazione complessa per l'estrazione e le successive fasi della macinatura. Proveniva dal lontano Afghanistan. Il bellissimo effetto cromatico s'accompagnava però ad uno scarso potere coprente; ma l'uso su superfici ridotte era soprattutto conseguenza del costo elevatissimo.
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Bello, ma non per tutti

red_flagQuando avevo circa 7, 8 anni, tutta l'estate la mamma mi portava a Levanto per fare i bagni. A lei piaceva il mare, come a tutte le giovani donne, a me piaceva sguazzare nella spumeggiante acqua salata. Quando il treno si fermava, e la processione dei bagnanti scendeva alla spiaggia, già sbirciavo la bandiera. Un'autorità potentissima, indiscutibile, fatale, issava il drappo: se era rosso il mare era ufficialmente pericoloso.
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Oltre alla disciplina digestiva (prima di quell'ora, no!) noi bambini rischiavamo anche di dover stare sul sabbione ad abbrostolire senza fare il bagno.  Odiavo il rosso, per questo fondato motivo. Ma il rosso, è sempre stato un pò sfigato. Oggi lo amo, proprio perchè non è un colore ruffiano. Ma andiamo con ordine.
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Oikofobia da progresso

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E' del tutto evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione.
(Woody Allen)

Il filobus sibila sull’asfalto bagnato. Alla fermata sotto i portici c’è un supermercato. Tempo fa c’era un bel cinema teatro. Ampio, le belle poltroncine rosse, gli arredi eleganti. Anche banale il pensiero: colpa della televisione. Ma è un processo più ampio, che abbraccia secoli, che riguarda l'uso stesso dell'abitazione.
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Tutto pian piano si fa a casa, dentro casa. Le modeste magioni di tante generazioni passate erano un focolare, giusto un focolare per calore e il cibo, quel cibo così difficile da procacciare. Giusto un riparo per la notte, e poco più. Leggi ancora...
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Amazzoni

11TurchiaEfesoCibeleArtemide
A te rispondono le rocce
a te ritornano le stagioni,
di te gioiscono gli dei,
al tuo servizio sono gli elementi
(antica preghiera alla dea Iside)
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Pina è una donna austera, di oltre ottant'anni, e si stupisce un pò quando le domando, le pare strano un uomo che fa domande sulla vita. Me la ricordo da sempre vestita di scuro, non c'entra l'esser vedova. Nel borgo di mare le donne son donne di marinai. Sua nonna, sua madre, e lei, sempre hanno visto gli uomini partire, e loro a governare la casa, la famiglia. Donne a tenere a freno i figli, a mantenere salda l'esistenza. Gli uomini, poche settimane all'anno, giusto perchè i figli si fanno in due, ma figure comunque di sfondo, cartoline, foto infilate nella vetrina del tinello; Leggi ancora...
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Multimediale, ma insufficiente.

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Le strade puzzavano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di sterco di ratti, le cucine di cavolo andato a male e di grasso di montone, le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di sudore e di vestiti non lavati, dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stomaci un puzzo di cipolla e dai corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.
(Patrick Süskind, Il profumo)
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Il cinema è l’arte più significativa del Novecento, quella che ha forgiato il nostro immaginario. Le battaglie dei gladiatori, gli scontri fra cavalieri bardati, lo scintillar di spade, gli scoppi dei cannoni, i castelli, i re, i vessilli napoleonici che hanno attraversato l'Europa, insomma le immagini che in noi evoca la parola "storia", le dobbiamo in buona parte al cinema. Leggi ancora...
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Seduce, guarisce, qualche volta fa anche male.

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Alle Sirene giungerai da prima,
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Chïunque i lidi incautamente afferra
Delle Sirene, e n'ode il canto, a lui
Né la sposa fedel, né i cari figli
Verranno incontro su le soglie in festa.
(Odissea - Libro XII)

Ho letto “Musicofilia” di Oliver Sacks. Libro ben noto fra gli amanti della musica. L’autore è un neurologo, scienziato delle patologie del cervello e, nel contempo, grande appassionato di musica.
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Analizza molti casi d’interazione fra musica e meccanismi celebrali, patologie connesse alla musica e cure che in essa trovano efficacia. Un accidente che tutti sperimentiamo sono quei motivetti, quelle musiche che ci frullano in capo e non c’è verso di scacciarle. Leggi ancora...
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Crepuscolo

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Che siano prossime al morire,
nulla lo rivela nel frinio delle cicale
(Matsuo Basho)

Ho letto “Modi di Morire" di Iona Healt.
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E' un’esperienza dalla quale nessuno può sottrarsi, per cui è in fondo strano questo ignorarla, questo far finta che non esista. L’autrice è un medico di base, con trent'anni d'esperienza al riguardo. Ma non è un libro triste, niente affatto, è invece un bel testo di grande saggezza e speranza.
Sono un tipo che attacca bottone facilmente; ho constatato anch'io, come l'autrice, una circostanza: l'importanza del raccontare.
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Fruscìo

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la riproducibilità delle opere d'arte gli permette di andare incontro al fruitore (...)  il coro che è stato eseguito in un auditorio oppure all'aria aperta può venir ascoltato in una camera. Ciò che vien meno è quanto può essere riassunto con la nozione di 'aura' e si può dire: ciò che vien meno nell'epoca della riproducibilità tecnica è l'aura dell'opera d'arte (L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica - Walter Benjamin)
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Il mio crine, ormai grigio, una volta ogni due mesi cerca un tentativo di compostezza presso Francesco, in corso Cavour. E voi direte: cosa c'entra il barbiere con Benjamin? C'entra perchè il Francesco è un grande appassionato e conoscitore di musica, di dischi, cd e vinili, e dentro alla sua bottega per nulla si parla di calcio e donne. La musica è argomento prediletto. L'ultima volta, con lo shampoo nei capelli, chiesi un parere su un tema da decenni in discussione e sul quale pare improbabile arrivi una parola definitiva. L'ascolto dal vinile, è migliore dell'ascolto dal cd?

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La molla

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(photo: Valerio Lo Bello)

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
(F. De Andrè - Il Sogno di Maria)
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Una sera d'inverno, la nonnina che abita la porta accanto aveva smarrito le chiavi, stava sconsolata sul pianerottolo. Con sè due bei nipotini, due frugoletti sempre in movimento, in continuo contagio reciproco nel riso, nel pianto, nel gioco imprevedibile, nel caos. Li accolsi in casa, nell'attesa tornasse la mamma, con le chiavi. Non usa più, come un tempo, lasciar le chiavi ai vicini.
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Stazione centrale

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Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi
(De Andrè - La città vecchia)

Questo piccolo racconto, che scrissi tempo fa, non è una descrizione fedele o puntuale, ma cerca di cogliere un'atmosfera, un mondo che da tanto tempo non c'è più. (photo: Mateusz Stachowski)
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Davanti alla stazione si ergeva una fila di palazzi tristi e grigi. Alcuni portavano ancora i segni della guerra, i buchi delle mitragliatrici. La via sta più in basso rispetto alla ferrovia (in Liguria le città sono in salita) ma dall’ultimo piano si vedeva il piazzale, i vetturini con i cavalli.
I cavalli erano pazienti, mansueti, con il sacco appeso al muso, per mangiare.

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Leggere a rovescio

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Qui si parla soltanto un'esistenza rigogliosa,
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anzi trionfante, nella quale tutto l'esistente è reso divino, non importa se sia buono o cattivo
(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)
E' ben noto che il grande filosofo, nell'affrontare il concetto classico di bellezza, quello stracelebrato degli antichi greci, compì un rovesciamento di prospettiva: lo spirito apollineo, armonico, la serena grandezza non era l'interpretazione giusta, perchè la vera spinta era lo spirito dionisiaco, l'irrazionalità, il caos delle pulsioni vitali e primordiali. Leggi ancora...
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Fuori dal blog, dal rigagnolo al fiume

358478_2819...cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì... (da Franz Kafka - Il messaggio dell’imperatore)
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L'imbuto, ovvero dal vasto all'angusto.

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Esistono luoghi che hanno il dono di lasciar
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scrutare il futuro. Per lo più sono posti abbandonati,  vicoli ciechi o giardini davanti alla casa, dove non si trattiene mai nessuno. In luoghi simili è come se tutto ciò che propriamente deve ancora accaderci fosse già  passato. (da Walter Benjamin - Infanzia Berlinese)

Tutti abbiamo dei luoghi che riposano fra i ricordi intimi. Un cortile dove giocavi a biglie, uno spiazzo dietro casa. Ricordo un atrio quadrato, cinto su due lati da cancellate in ferro, il pavimento in ceramica rossa. Era l'atrio dell'asilo, dove un pulmino azzurro ci scaricava ogni mattina. Lo ricordo ampio, quasi un cortile di Versailles; quando, adulto, lo rividi era piccolissimo, poco più di un terrazzo. Da bimbi ogni cosa è mitica e soprattutto sterminata: sterminato il tempo, lo spazio, i pomeriggi a giocare sotto una magnolia.

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Vecchi bucanieri analogici e giovani pirati

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Io credo di poter capire la nostalgia dell’analogico (...) la scarsità dell’oggetto fisico, che devi ordinare, che devi aspettare, l’eccitazione di quando finalmente te lo ritrovi a portata di mano, quell’esplosione di informazioni nuove, tutte assieme... Oggi quel tipo di esperienza non è più possibile. Con il digitale, con il file sharing il tempo di attesa si è azzerato. Per la mia generazione il flusso di dati è continuo (Magnus Eriksson, veterano di Piratbyrån)
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L'arte sublime della confezione

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Che differenza rimane fra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato.
(F. W. Nietzsche)
In questo sito potrete ammirare le differenze fra l'immagine della confezione d'un cibo e l'immagine del reale, concreto, anche un poco repellente, contenuto. Probabilmente è tutta roba commestibile, però l'immagine è ben diversa.
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Noi e Voi. Meglio la Musica.

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La grande scrittice Doris Lessing nel libro "Le prigioni che abbiamo dentro” ci narra un esperimento. Una piccola città, con la sua università. Un giorno invitarono i cittadini a recarsi al campus, un bel posto, nel verde. Centinaia di persone all'ora prevista si presentarono. Ma lì, ad aspettarli, non c'era nessuno, e nessuna spiegazione. La gente in attesa cominciò a discutere sul da farsi. Ben presto si formarono due fazioni, e la discussione divenne accesa.


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Maradona, i pesci, gli uccelli.

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Il senso del gesto non è dato, ma capito, cioè ricatturato da un atto dello spettatore. Ci deve essere una reciprocità tra le mie intenzioni e i gesti degli altri. E’ come se le intenzioni delle altre persone entrassero dentro di me
(Maurice Marleau-Ponty)

La scienza ha individuato i cosiddetti “neuroni specchio”. In essi risiede la capacità di determinare all'istante un movimento, in correlazione al movimento dei nostri simili. E questo movimento non avviene attraverso una serie di passaggi lenti: io vedo la mela, ragiono che siccome è rossa è matura, allora decido di prenderla, e infine il cervello manda l'impulso al braccio.
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Sfrondare e capire

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E’ capitato a tutti di sentire un genitore dire soddisfatto “oggi gli ho insegnato tre nuove parole”. Ma non è così, il bambino ha in testa qualcosa qualcosa che gli permette di assorbire la lingua cui è esposto, proprio come una spugna. (Jacques Mehler)

La linguistica moderna sembra dimostrare che il cervello non è tabula rasa. E' una ricca tastiera, contenente in potenza i linguaggi possibili, e il bambino, quando apprende una lingua, sfronda, toglie quelle forme che non sono adatte, impara "per dimenticanza" del superfluo. Da tempo credo che in una vita non impari per accumulazione, ma per semplificazione, e che la qualità, l'intelligenza d'una persona non sia quanto sa, ma quanto sa distinguere. Leggi ancora...
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Silenzio

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Quando oggi parliamo dell’udito, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio

(da "Il pane di Ieri” di Enzo Bianchi )

Se ci si dimentica delle virtù taumaturgiche del silenzio, ci si dimentica anche il potere della musica

(da "Il buio, il fuoco, il desiderio”Gino Castaldo)
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die Brücke über die enge

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diegoprodHo letto "In lotta con la verità" di Gitta Sereny. Il corposo volume tratta la vicenda di Albert Speer, il famoso architetto di Hitler. Attraverso i colloqui con Speer e altri testimoni della cerchia del führer, si indaga sulla fascinazione personale e di un'intera nazione per un uomo così malvagio. I meccanismi sono complessi e semplici nel contempo, perchè non sfugge a nessuno come sia facile in epoca di crisi la voglia d'avere un capo, un rassicurante tutore, qualcuno che "ci pensa lui".

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Cover band

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L'uomo ha una facoltà che per gli intenti collettivi è utilissima, e dannosissima per l'individuazione: quella di imitare.
(C.G. Jung)
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Vado quasi sempre una settimana in montagna, l'estate. La sera, nelle località di montagna, la gente ha tempo, e accetta quel che passa la pro loco. Due anni fa nella piazza centrale, fra le vetrine delle giacche a vento a saldo (fine agosto), una cover band. Nel manifesto, una bella chitarra blu, la scritta dire straits e poi, piccolo in basso, il nome della volenterosa cover band. Una serata piacevole, perchè non erano braccia sottratte alla miniera riallocate alla musica, era gente che sapeva suonare in modo dignitoso.

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La rivincita dell'artificiale, ovvero l'ottimismo della volontà taroccante

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Partiamo da un argomento un poco osceno, per chi ama una scrittura deamicissiana e perbenista: i travestiti. Sappiamo bene come queste persone di sesso maschile, ma travestite appunto, riscuotano un certo successo fra i fruitori dell'amore a pagamento. Qui non è la sede per giudicare le storie e le scelte individuali. Bensì osservo: non sarà forse quella femminilità “artificiale” il motivo del successo? Leggi ancora...
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Il piacere della musica

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Il sorriso è una contrazione di muscoli, ma certo non possiamo ridurlo a quello.
(da un'intervista a Remo Bodei)

Questa stessa riflessione, che il filosofo associa a tematiche  ben più ampie, la possiamo applicare anche ad un discorso sulla musica. La musica è vibrazione nell'aria, rapporti matematici, risonanze, fattori fisici misurabili, che un musicologo può studiare anche con precisione.
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Le due strade di ciò che ci piace


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L’armonia nascosta è più forte di quella manifesta
(Eraclito)
Non è semplice spiegare perchè qualcosa ci piace. Forse è impossibile, in modo definitivo.
E' una mescolanza fra due percorsi molto diversi.
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Gas, caramelle ed inconscio

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L’intervento di Diego su Peve.it: L'umorismo in Freud è l'espediente che permette di esprimere i contenuti dell'inconscio, solitamente repressi, in modo non traumatico. Insomma si apre uno spiraglio, si permette di far uscire ciò che solitamente va tenuto compresso.
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La peggior musica, che nostalgia

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di solito si domanda: ma nei mitici anni 70, vecchio mio, quale fu il concerto più entusiasmante, il più memorabile? E invece domandiamo per una volta, quale fu la peggiore esperienza, dove, con forbito slang romanesco, avete incontrato una chiavica? Leggi ancora...
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E' Morto FreeHand, viva FreeHand


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Adobe ha acquistato Macromedia, uccidendo di fatto il software FreeHand. Del triste evento ci rende partecipi Diego con una sua straziante composizione. La trovate QUI. Leggi ancora...
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Scriviamo, e poi?

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L’intervento di Diego su Peve.it: Mi rendo sempre più conto del problema centrale nello scrivere, oggi: tanti scrivono, tantissimi scrivono, tanti fotografano, tantissi fotografano, tanti suonano, tantissimi suonano, tanti filmano, tantissimi filmano; ma poi, quanti leggono, guardano, ascoltano? Leggi ancora...
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