Wacken Open Air Report

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di Federico Fiore Wacken: la Mecca del metallaro, il luogo dove ogni buon cultore dell'heavy metal deve andare almeno una volta nella vita.

Wacken: l'heavy metal on stage al suo massimo livello, i concerti più attesi, le chicche che solo qui ci si può aspettare di vedere dal vivo, il pubblico più pazzo e caloroso del mondo.
Wacken: la più enorme adunata delle feroci e violente legioni del metallo, la più odiata e temuta tribu giovanile del mondo.

Tutto vero, tranne la parte sulla violenza e sulla ferocia, perché in realtà personalmente non ho mai visto un assembramento tanto pacifico di gente amichevole, cordiale e con sola voglia di divertirsi e di far casino in modo “sano” come il Wacken Open Air.

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Lo Stick

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Il Sogno? Quello di possederne uno...chiaro. Ma cos’è lo stick? La prima volta che mi capitò di vederne uno era suonato da Nick Beggs, bassista e cantante dei Kajagoogoo dopo la dipartita di Limahl...rimasi impressionato dall’attacco delle linee di basso e da come...si suonava. Infatti lo stick, inventato da Emmet Chapman, chitarrista americano, è uno strumento che non si pizzica, ma si “tappa” (tapping), come si dice in gergo, ovvero si agisce in maniera percussiva con i polpastrelli sulla tastiera, potendo disporre quindi di otto dita su di essa. Una tecnica quasi pianistica, che però si muove in orizzontale e verticale. Così facendo la mano sinistra si può muovere sulle corde dei bassi (ah...esiste a 8 corde, lo stick bass, e poi a 10 e 12...stick e grand stick) e la destra sugli alti per le melodie e gli accordi...ma non c’è una regola fissa...una genialata! Lunga vita a “geppetto” Emmet.
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My favourite bass player/6 Tony Levin

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E qui parlo del mio preferito. L’ho ascoltato la prima volta in Shock the monkey di Peter Gabriel, dove suonava lo stick, per apprezzarlo in Plays Live, il primo album dal vivo dell’ex Genesis (che buffo chiamarlo così...Peter Gabriel è Peter Gabriel....punto!) Solo più tardi ho scoperto che ha suonato (e tutt’ora suona) con chiunque (lo vidi con Claudio Baglioni al concerto human right now! di Torino nel 1988, dove si esibì insieme a Jerry Marotta con il cantante romano, lasciando ad una accoppiata al fulmicotone (Katchè-Jones) la locomotiva ritmica di Gabriel). Passa con estrema disinvoltura da un tour con Robert Fripp e i King Crimson a un turno in sala d’incisione con Gigi D’Alessio. Di lui mi piace il suono pieno, potente. l’uso indiscriminato (e non è facile trovarlo) di plettro, dita, slap, addirittura Funk Fingers (un suo brevetto, bacchette della batteria tagliate e fissate sulle dita per perquotere le corde ed ottenere un suono percussivo e, sfruttando i rimbalzi, terzine e quartine stupefacenti) e poi vederlo al contrabbasso e, come detto sopra, allo stick, mia antica passione della quale parlerò presto su queste pagine. Leggi ancora...
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My favourite bass player/5 Pino Palladino

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Tanto per cominciare guardate la mano sinistra. L’ho sentito la prima volta con Paul Young. Anzi, per meglio dire, è lui che mi ha fatto ascoltare Paul Young...
Ricordo che il pezzo era Come back and stay. La cosa che mi incuriosiva era il basso fretless suonato in slap. Corposo, tonellate di chorus, un modo di suonare come lo definiva il mio maestro Alberto Santarelli “per pattern”. E poi la sua strumentazione: all’epoca Music Man, oggi Fender. Di antenati napoletani, Nato a Cardiff (Galles) iniziò a suonare il basso elettrico nel 1973, dopo aver fatto pratica per qualche tempo con la chitarra elettrica. Nel 1978 suonò in una emittente televisiva locale. Nel 1980 entrò nel gruppo di Jools Holland e comparve nell'album Jools Holland and the Millionaires.


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My favourite bass player/4 Bernard Edwards

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Pensare che era ritenuta solo musica per ballare, “discomusic” veniva detta. Le linee di basso di Bernard Edwards hanno fatto scuola e.....ballare milioni di persone.
E come fai a stare fermo? Good Times, Greatest dancer, We are family, Le Freak, Upside down, Spacer...: Il bassista degli Chic ma anche delle Sister Sledge, Diana Ross, Sheila and B.Devotion, Debbie Harry. Produttore insieme a Nile Rodgers di tanta musica degli anni settanta fino ad arrivare negli ottanta al supergruppo Powerstation, con Tony Thompson (Chic) Robert Palmer e i due “Duran” John ed Andy Taylor.
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My favourite bass player/3 James Jamerson

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Avere avuto come maestro una persona come Alberto Santarelli, che a bordo delle navi da crocera suonava tra Portorico, Miami e Bahamas...studiare su un libro chiamato Carol Kaye... Arrivano la motown e le linee di basso di James Jamerson Leggi ancora...
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My favourite bass player/2: Darryl Jones


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Devo a Sting ed al suo esperimento jazz “The dream of the blue turtles”
l’incontro con un bassista che mi ha profondamente colpito: Darryl Jones
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My favourite bass player/1: Victor Bailey

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Accolgo il suggerimento del buon Diego ed inizio una serie di post sui miei bassisti preferiti.
Si apre con Victor Bailey. Con lui perchè c’è un legame anche con la mia città
ed il suo festival del jazz: La Spezia.
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Io e il Basso

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il Basso elettrico....se dovessi datare l’inizio di questa storia penso
si dovrebbe risalire alla metà degli anni ’70. Ero poco più di un bambino,
e dalla radio del nonno usciva tanta discomusic...

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New Trolls


ebbè...che dire....io li conobbi quando scrivevano canzoni come Aldebaran...
Ma scoprendo il loro passato ho trovato cose molto interessanti.

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Coldplay+Eno=u2



La notizia che uno dei miei musicisti e produttori preferiti, Brian Eno, avesse curato il nuovo lp dei Coldplay mi ha riempito di gioia.....ma all’ascolto.... Leggi ancora...
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Pevemag 3.1



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