Bello, ma non per tutti
16/05/09 10:24 archiviato in:
• diego
Quando avevo circa 7, 8 anni, tutta l'estate la mamma mi portava a Levanto per fare i bagni. A lei piaceva il mare, come a tutte le giovani donne, a me piaceva sguazzare nella spumeggiante acqua salata. Quando il treno si fermava, e la processione dei bagnanti scendeva alla spiaggia, già sbirciavo la bandiera. Un'autorità potentissima, indiscutibile, fatale, issava il drappo: se era rosso il mare era ufficialmente pericoloso. Oltre alla disciplina digestiva (prima di quell'ora, no!) noi bambini rischiavamo anche di dover stare sul sabbione ad abbrostolire senza fare il bagno. Odiavo il rosso, per questo fondato motivo. Ma il rosso, è sempre stato un pò sfigato. Oggi lo amo, proprio perchè non è un colore ruffiano. Ma andiamo con ordine.
Sotto l’Ancien Régime, la bandiera rossa non era emblema di insurrezione, di rivolta, ma semplicemente un segnale preventivo. Nell'ottobre dell'89 anche l'Assemblea Costituente decretò che, in caso di tumulti, si dovesse segnalare l'intervento delle forze dell'ordine esponendo alla finestra del municipio la bandiera rossa. E una volta esposta, era d'obbligo disperdere tutti gli assembramenti. Il pasticcio accadde il 17 luglio del 1791. Il re era stato arrestato in quel di Verennes e riportato a Parigi. Al Campo di Marte viene raccolta una petizione che chiede la destituzione del monarca e l'istituzione della repubblica. C'è agitazione, molta folla eccitata, e il sindaco Bailly fa esporre la bandiera rossa. Le guardie nazionali, nella concitata circostanza, sparano, e cinquanta cittadini ci lasciano la pelle. La bandiera rossa, intrisa del loro sangue (in senso simbolico) diviene il simbolo di questi martiri della rivoluzione. Insomma da semplice bandiera di segnalazione, diviene un simbolo d'eroico immolarsi alla causa, vessillo della rivolta del popolo oppresso. A me piace molto il colore rosso, ma questa faccenda della bandiera non è che giovi tanto, anzi. Lo connota irrimediabilmente da un lato dello schieramento politico, un lato che magari a me garba anche, ma certamente si inimica di fatto una parte di altri potenziali estimatori. Oltre a tutto questo benedetto rosso, per converso, è un colore troppo lussuoso. Rammento ad esempio il bellissimo film "Caravaggio" di Derek Jarman. Molto rosso, molto colore di una Chiesa ricca, traboccante lusso e potere. Il rosso romano che i protestanti detestavano (difatti erano fissati col nero). Elegante, lussuoso, ricco, ma non certo simpatico ai moralisti d'ogni genere. Gli antichi romani amavano il rosso, giacchè il blu era colore barbaro, e del resto tingevano di rosso le loro stoffe, ma i romani, si sà, sono antichi, e poi il rosso richiama il sangue del Colosseo, i suoi crudeli spettacoli, dove i leoni facevano colazione coi cristiani, almeno si racconta. I tifosi della Roma hanno comunque il piacere di meravigliose casacche giallorosse, abbastanza richiamanti le glorie della città eterna.
Il problema è che i colori sono pochi, e, ad esempio in politica, tutti cercano di arraffarsi il blu, o, se il blu è già arraffato, il verde, insomma colori che piacciono a tutti, e non rompono le scatole. Il rosso invece sarà sempre un colore amato e odiato, mai banalmente indifferente come il suo cugino antipatico e perbenista, il blu. Che poi il rosso è il colore dell'amore, non lo scrivo, lo pensiamo già tutti, almeno spero.Tag: diego