Preziosa distanza

2008
Le vesti dei mercanti trasudano di ori, tesori immani portano le stive;
si affacciano alle rive le colorate vele, fragranti di garofano e di pepe.
(Francesco Guccini, Asia)



Nelle antiche miniature, sullo sfondo di quei magnifici disegni, in quei capilettera così elaborati, lo sfondo blu era ottenuto con il lapislazzuli. Era un blu costosissimo, causa la lavorazione complessa per l'estrazione e le successive fasi della macinatura. Proveniva dal lontano Afghanistan. Il bellissimo effetto cromatico s'accompagnava però ad uno scarso potere coprente; ma l'uso su superfici ridotte era soprattutto conseguenza del costo elevatissimo.
Per navigar all'indietro nei secoli, tutti sanno che la seta giungeva a Roma dalla lontana Cina, e ovviamente la lontananza ne accresceva la preziosità, la rarità, l'essere una stoffa decisamente per pochi. Nei secoli passati tanti oggetti preziosi dovevano la loro esclusività, il prestigio, alla provenienza lontana, ai viaggi lunghi e perigliosi dei mercanti. Mercanti che affrontavano di tutto, dai briganti al mare in tempesta, pur di approvvigionare i desideri di lusso. Genova e Venezia fecero la loro fortuna sul desiderio di possedere il raro, l'esotico, il mitico, l'introvabile nei paraggi, nelle banali contrade domestiche. Lontano sinonimo di prezioso, come le else finemente lavorate delle spade, favoleggiate con mirabile fantasia dal Salgari. Più una cosa veniva da lontano, meglio era, era più bella e mitica.
Il mese passato, un classico sabato pomeriggio in famiglia, sono andato a comprarmi le scarpe. Sono scarpe che respirano, immaginate voi la marca ben nota. Frutto, dette scarpe sospirose, del genio creativo di una buona azienda veneta, credo. A casa, le ho tolte dalla bella scatola ricca di nozioni tecniche e piedometriche, le ho esaminate meglio, ammirandone la buona fattura. Più o meno nell' interna mascherina (quella parte sotto le stringhe) ecco una scritta, non molto vistosa: made in china. Per carità, le ho pagate meno di 100 euro, sono anche comode e ben fatte. Un prodotto valido, abbastanza economico, ma non certo una calzatura per pochi. Quanto tempo è passato, dai viaggi di Marco Polo! Ora i containers scorrazzano avanti e indietro e si è rovesciato il nostro senso del lusso. E' diventato lussuoso e costoso quel che si trova vicino. Fateci caso: un olio costa caro perchè è delle nostre colline liguri, un oggetto più è fatto vicino, più è esclusivo, raro, prezioso. Perfino le orate, se arrivano dalla Punta del Pezzino alle Grazie costano di più che quelle dalla Grecia, per non parlare delle acciughe, se son di Monterosso, son più care delle colleghe di mari lontani. Vicino, come prezioso, esclusivo. Lontano, invece, come dozzinale, a basso costo, cinese in definitiva. Nei secoli passati se una cosa era cinese era preziosa, oggi è tutto l'opposto. Le scarpe respiranti non sono male, ma mi hanno fatto capire come ormai la distanza non è più un motivo d'orgoglio, un pregio da palati fini. Il vero lusso è la vicinanza, la costosa vicinanza.