Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “La dittatura dell’ ignoranza” di Giancarlo Majorino pubblicato dalle edizioni Marco Tropea. L’autore, poeta e critico letterario milanese, personaggio eclettico tra i più apprezzati nel panorama culturale italiano, scrive questo pamphlet affrontando i problemi della conoscenza, giustizia, libertà e felicità e denunciando la situzione di ignoranza, eletta a regime di vuoto individuale e collettivo della società contemporanea. Leggi ancora...
Il contributo di Graziano della libreria Contrappunto della Spezia...Qui ...o cliccando l’immagine....
Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Filosofia del viaggio” di Michel Onfray, pubblicato da Ponte alle Grazie. Questo breve ma prezioso saggio porta come sottotitolo “Poetica della geografia”; nelle sue riflessioni il filosofo francese si interroga sul significato della necessità di percorrere distanze verso un altrove sconosciuto. Leggi ancora...
Una bella recensione del volume “il sangue è randagio” di James Ellroy; per la verità il video presenta anche qualche fracasso di fondo dovuto al passaggio d’un camion spazzastrada; è il bello della diretta... clik sull’immagine o QUI Leggi ancora...
Un libro che consiglierei è l’ ultimo che ho letto: “Il giovane Holden” di Jerome David Salinger, pubblicato in Italia dall’ editore Einaudi nel 1961.
Fino a poco tempo fa si sapeva che Salinger viveva da recluso in una casa in collina nel New Hampshire sin dall’ inizio degli anni cinquanta, restio ad apparire in pubblico; per chiunque provava di valicare il confine della sua privacy, la leggenda vuole che non si tirasse indietro nel respingere i suoi visitatori con tanto di fucile imbracciato.
Video-Recensione dell'ottimo Graziano, Libreria Contrappunto.....QUI
Un libro che consiglierei è l' ultimo che ho letto: "Amras" di Thomas Bernhard, ristampato recentemente dalle edizioni SE.
Libro prediletto dal grande autore austriaco fu in Italia l' ultimo pubblicato in vita nel 1989. Romanzo dalle dimensioni esili ma complesso nella struttura, scritto dopo "Gelo" nel 1964, contiene tutti i temi ricorrenti nelle successive opere di Bernhard; scritto in parte per frammentari monologhi, in parte sotto forma di epistolario, presenta una scrittura verticale, ossessiva e maniacale, martellante nella struttura sintattica, incalzante e vertiginosa nel tessuto semantico, rispecchiando il compimento di "una disciplina etica interiore", come indicava il filosofo Aldo Gargani ("La frase infinita" ed. Laterza), tesa verso un narrare citazionale in quanto la natura gioca crudelmente contro gli uomini che si trovano inesorabilmente a mentire – dettato appreso dalla lezione di Wittegenstein – e a soccombere, votati alla follia o al suicidio.
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