Nostalgia dell’autentico, a tutto campo

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La rivista che vanta innumerevoli tentativi d'imitazione!
(dalla testata de "La Settimana Enigmistica")

Lo scandalo che provocò la reazione di Lutero, la questione decisiva perchè questo sconosciuto monaco provocasse l'incendio della Riforma, fu la faccenda delle indulgenze, o meglio della loro vendita e rivendita. Nel 1514 il papa Leone X, di fronte alla necessità di far cassa per ricostruire la Basilica di San Pietro, concesse l'indulgenza plenaria a ogni fedele che avesse fatto un'offerta. All'epoca non c'era il gratta e vinci, inoltre i più avevano una certa paura delle fiamme infernali. Insomma fu un successo. Però quell'oscuro monaco, quando vide i fedeli che, invece che pentirsi, mostravano il documento dell'indulgenza appena comprata, si arrabbiò tanto, tanto da scrivere le sue famose 99 tesi che, secondo la tradizione, affisse sulla porta della chiesa di Wittemberg. Correva l'anno 1517. Questi fatti sono ovviamente noti, ma mi piace soffermarmi un attimo sulla questione di fondo: l'autenticità, la ricerca dell'essenza "vera" di un'idea, di una prospettiva, di una morale, di una speranza.
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Essere più noi

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Guardate gli uccelli del cielo: non seminano né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre . . . Osservate come crescono i gigli del campo . . . Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? (Mt 6, 26. 28. 30)


In ogni manuale di neurofisiologia è descritta la suddivisione fra sistema nervoso volontario e sistema nervoso autonomo; come è ben facile intuire il secondo si occupa degli organi interni, dei movimenti che non derivano da un nostro agire volontario; a sua volta, sempre secondo le classiche suddivisioni, il sistema nervoso autonomo si divide in sistema nervoso simpatico e parasimpatico; quello simpatico regola le attività d’emergenza, le risposte ad una paura, ad una minaccia, l’altro regola le attività costanti, come per esempio l’assimilazione dei cibi. Dunque noi umani, come gli altri animali, abbiamo un’attrezzatura innata, una specie di pronto intervento.

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Recensione “la vertigine dell’ordine”

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Ancora Diego, la sua Citroen e Carla Pasquinelli, QUI Leggi ancora...
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Recensione "Amras" di Thomas Bernhard

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Video-Recensione dell'ottimo Graziano, Libreria Contrappunto.....QUI
Un libro che consiglierei è l' ultimo che ho letto: "Amras" di Thomas Bernhard, ristampato recentemente dalle edizioni SE. Libro prediletto dal grande autore austriaco fu in Italia l' ultimo pubblicato in vita nel 1989. Romanzo dalle dimensioni esili ma complesso nella struttura, scritto dopo "Gelo" nel 1964, contiene tutti i temi ricorrenti nelle successive opere di Bernhard; scritto in parte per frammentari monologhi, in parte sotto forma di epistolario, presenta una scrittura verticale, ossessiva e maniacale, martellante nella struttura sintattica, incalzante e vertiginosa nel tessuto semantico, rispecchiando il compimento di "una disciplina etica interiore", come indicava il filosofo Aldo Gargani ("La frase infinita" ed. Laterza), tesa verso un narrare citazionale in quanto la natura gioca crudelmente contro gli uomini che si trovano inesorabilmente a mentire – dettato appreso dalla lezione di Wittegenstein – e a soccombere, votati alla follia o al suicidio. Leggi ancora...
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Qualche spina che prima non c’era

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Ho fra le mani l’edizione Einaudi Tascabili, del 1998, del Diario di Anne Frank. In realtà la prima volta che lo lessi fu intorno alla fine degli anni sessanta, avevo all’incirca l’età della giovanissima scrittrice. Secondo me, un libro, cambia di sapore in relazione all’epoca in cui il lettore si sente immerso. Allora mi parve sostanzialmente un libro ottimista, nonostante tutto, in linea con il carattere personale della giovane Anne. “Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa, e voglio vedere tutti felici e assieme”, così c’è scritto anche nel retro copertina. In quegli anni, nel leggere il libro la sensazione che provavo era sostanzialmente di sollievo. L’atmosfera tragica del destino che incombeva sulla ragazza e gli altri nascosti, ingrediente fondamentale nella lettura, era però ampiamente bilanciata dal piacere di esserne fuori, da quel tempo tragico. Ero persuaso dell’idea che l’umanità avesse messo definitivamente nella pattumiera della storia un evento così inconcepibile come l’olocausto. Leggi ancora...
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Proust era un neuroscienziato, recensione

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La recensione di Diego, QUI Leggi ancora...
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Il Natale, le neuroscienze, le parole non ce la fanno

Come nascono le idee
In questi giorni dalla breve luce solare e dalle lunghe sere bardate di luci a festa, sto leggendo con interesse un bel saggio divulgativo, di Edoardo Boncinelli, dal titolo “Come nascono le idee”. Fra i numerosi ed interessanti argomenti ho trovato alcune pagine che trattano della “coscienza di sè”, cioè il problema di fondo, il nodo più pregnante di tutti gli studi attorno al cervello, prodigiosa macchina per molti versi ancora sconosciuta. L’autore affronta la questione anzitutto con una classificazione per gradi, distingue infatti una “semplice consapevolezza”, poi una “autocoscienza esplicitabile” a parole, e infine una “coscienza fenomenica”. Per farla breve: la semplice consapevolezza la possiedono anche gli animali, che sanno ad esempio d’essere in pericolo e fuggono, che hanno consapevolezza della situazione in cui si trovano ed agiscono di conseguenza; invece l’autocoscienza esplicitabile è quella di chi racconta di sè stesso, con una descrizione, e questo avviene solo negli esseri umani, dotati del linguaggio. Ma quella che mi interessa adesso è la “coscienza fenomenica”. Si tratta di quella esperienza di se stessi piuttosto profonda, che ci prende in certi momenti particolari, quel “senso del vivere” intimo, risvegliato spesso da oggetti importanti solo per noi: una foto, una musica, un odore. La cosa paradossale è che questa coscienza, la più profondamente “umana”, è anche quella che difficilmente possiamo esprimere. Leggi ancora...
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Vicino, lontano, ghiacciai e congelatore di casa

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Diego...fa freddo...QUI Leggi ancora...
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La violenza e il sacro, recensione

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Diego, la fede, la vita quotidiana: in due parti: QUI e QUI Leggi ancora...
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Animali complicati

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“Molte sono le cose terribili, ma nulla è più terribile dell’uomo” (Sofocle)

Questa citazione di Sofocle è molto usata, direi abusata. Ma a me interessa, in questo caso, pensare all’essere umano come concetto che nasce dalla separazione dalle altre creature viventi, appunto non umane.
L’etologo Mainardi, in una recente intervista, spiega che la “coscienza di sè” appartiene con certezza alle grandi scimmie, ai delfini, agli elefanti. Inoltre anche cani, gatti ed altri mammiferi probabilmente ne sono dotati, anche se il dato non è assodato con la stessa sicurezza.

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“Noi”, breve dissertazione sull’uso di una parola e le sue implicazioni

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Diego, come di consueto, QUI Leggi ancora...
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Il rogo

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Arnaldo da Brescia, Giovanna d’Arco, Giordano Bruno, tanto per citare tre personaggi che col fuoco hanno avuto a che fare. Il fuoco, dell’antica ripartizione di Empedocle, rimane da sempre il più affascinante degli elementi, per la sua natura così fortemente simbolica (anche se parole come aria, terra, acqua hanno anch’esse tante e profonde implicazioni). Il canonico agostiniano Arnaldo, ebbe come maestro Pietro Abelardo e studiò con passione le opere dei Padri della Chiesa. Accusò il clero di interessarsi di vicende politiche, predicava il ritorno alla povertà evangelica, all’elemosina, alla solidarietà. Quel che gli costò caro fu il rifiuto assoluto del potere temporale del Papa e della Chiesa (nel secolo successivo, Francesco d’Assisi, predicò lo stesso ritorno alla povertà evangelica e alla solidarietà, ma non si pose in urto “frontale” con il potere della Chiesa).

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Diego: Il futuro che non c'è, almeno sembra

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Diego sul saggio di Marc Augé “Che fine ha fatto il futuro....QUI Leggi ancora...
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In campagna non fa freddo

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un'altra recensione del nostro Diego. come al solito, QUI. Leggi ancora...
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Il guscio

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Qualcuno ha osservato, e sono d’accordo, che uno dei motivi del successo dei mobili del famoso marchio svedese, è proprio che sono “mobili”, nel senso di facilmente “smontabili, spostabili, trasportabili”; può sembrare solo un ovvio pregio di praticità tecnica, ma non è questo il punto. In vasta parte della popolazione giovane attuale, una fascia di giovani fra i 30 e i 45 anni (che in altre epoche non avremmo definito giovani) si riscontra una certa labilità dei legami matrimoniali. Leggi ancora...
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Due euro di patate, ci bastano

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Sabato scorso dalla verduraia sotto casa ho comprato due chili di patate. Due euro. Il mattino precedente, al bar, presi una scatolina di gomme da masticare. Buone, certo, ma pagate due euro. Ho percepito la sproporzione fra il sacchetto pesante delle umili patate, e la minuscola confezione di confettini bianchi. I due euro se ne sono andati per lo più nella stampa e confezione della scatola, nella pubblicità, nella creazione del prodotto e del suo desiderio. Eppure di sapienza della natura ce n’è molta anche nelle patate. Leggi ancora...
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Genitori e figli, due chiacchiere sul tempo che passa, la ruota che gira.

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Diego al volante della sua Citroen, tra vangelo e....
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Il pesce dei freddi mari del Nord

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Diego per noi: QUI Leggi ancora...
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La fatica di leggere, il piacere di leggere

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"Credo che leggere, nella sua essenza originaria, sia quel fruttuoso miracolo di una comunicazione nel mezzo della solitudine"
Marcel Proust

Credo sia successo a tutti, qualche volta. Vai al cinema, è un film tratto da un romanzo che hai letto. Dopo, un senso di appagamento incompleto, come se il film, seppur ben fatto, abbia qualcosa in meno. Eppure un film è molto più complesso, più costoso da realizzare, rispetto ad un libro. In un film ci sono le musiche, i costumi, i volti dei grandi attori, i dialoghi proposti da voci esperte. In un libro cosa c'è, in fondo? Carta, inchiostro, e una trentina di segni in tutto, combinati in parole, frasi e pagine. Però il libro ti è piaciuto di più, ti ha dato di più. Perchè?
La magia stà nella lettura. Nella lettura ci sei anche tu, a creare la storia, c'è la tua immaginazione che rifinisce ciò che la pagina suggerisce. E’ un po' come accade se osservi certi quadri degli impressionisti: percepisci molto di più che la semplice pennellata, l'accenno è più efficace della descrizione troppo meticolosa.
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Amore e Odio

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La Recensione di Amore e Odio del nostro ottimo Diego, divisa in due parti:
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Lo strano caso di Federico II di Svevia: il commento di Diego

diego federico

Ce lo commenta, live, Diego...QUI Leggi ancora...
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Lo sguardo

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L’ottimo Diego, tra mito greco ed attualità....QUI Leggi ancora...
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La farfalla, sul tavolo

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Amo leggere e scrivere all'aperto, il sabato mattina. Sul mio tavolo s'è posata una farfalla. Nera di fondo, striatata d'arancio vivo e grandi macchie bianche. Bella. Certo lei non lo sa, sono io l'animale strano, quello che ci pensa su. Eppure l'uomo è animale anche lui, un animale a strati, sovrapposti dai tempi dell'evoluzione. La parte antica del cervello, l'ipotalamo e il tronco celebrale, è sufficiente per le pulsioni elementari, fame, sete, sessualità. Risponde all'impulso diretto, immediato. Insomma non siamo di versi da un piccolo rettile e qualunque altra bestiola non troppo sentimentale. Leggi ancora...
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Riflessioni sulla parola, alternativa alla scrittura, al volante di una vecchia citroen

diegus
Diego, l'utilizzo del web, la scrittura, la filosofia, al volante di una citroen...qui Leggi ancora...
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Il colore della luna

diego luna
Diego ci parla del libro di Paola Bressan Il colore della luna qui Leggi ancora...
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La spuma del mare

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Il mare, l'estate, l'amore, i corpi giovani che saltano fra le onde. C'è tutta una retorica da spot televisivo che s'incardina in questi elementi. Eppure, nonostante tutto, l'onda, la spuma sugli scogli, sulla battigia, riescono talvolta, nonostante l'abuso pubblicitario, a donarci qualche sensazione primigenia, primordiale. Del resto fra l'onda del mare e la carnalità, la bellezza sensuale, concreta, c'è un'antichissima e blasonata alleanza. Insomma Venere, sorse dalla spuma del mare. Ma facciamo un passo indietro per capire quel che narra il mito. Gea, la terra, s'accoppiava con Urano, che tutta la copriva. Leggi ancora...
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Cuki e Ombrellone

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Visitando la bella fortezza della famiglia Sanvitale, a Fontanellato, ci si imbatte nei numerosi quadri raffiguranti gli uomini di quel potente casato. Una caratteristica, ben evidente ed illustrata dalla guida ai visitatori, è come siano ben in carne, anzi a me pare proprio sovrappeso, gli illustri personaggi. Nel tempo antico, tempo in cui le moltitudini plebee erano affamate, colpite da malattie spesso connesse alla malnutrizione, esser ricchi e potenti era manifestato dall'esser in carne, le pance abbondanti simbolo di potere e benessere.
Abitualmente, quando mi reco in spiaggia, frequento la spiaggia libera, la spiaggia popolare, e gli stabilimenti riservati ai borghesi, medi o piccoli, li attraverso solo dal bagnasciuga. Sotto gli ombrelloni dai colori difformi, s'assiepano vocianti le famiglie del popolo. Verso l'una, all'ora di pranzo, le mamme attingono alle borse frigo, scartano gli involucri d'alluminio scintillanti al sole, versano le ricche pastasciutte ai mariti e ai figli. Leggi ancora...
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Il concetto di Naturale

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La nuova frontiera di peve.it per alcuni interventi dell'ottimo Diego. abbiamo la tecnologia? utiliziamola...qui





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Come la lumaca di mare

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Ho incontrato un vecchio compagno di scuola. Me lo ricordavo benissimo, le sue battute, la sua verve ironica da rivierasco. Ricordavo il cognome, quello dell'appello. Ma il nome, era buio totale. Alla fine della piacevole chiacchierata, sono imbarazzato nel salutarlo. Lui mi saluta per nome, ed io debbo cavarmela con un goffo "a presto, vecchio mio!". Insomma il nome s'è perso. Già ma dove diavolo si è perso, in quale anfratto della testa s'è nascosto? Leggi ancora...
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Bello, ma non per tutti

red_flagQuando avevo circa 7, 8 anni, tutta l'estate la mamma mi portava a Levanto per fare i bagni. A lei piaceva il mare, come a tutte le giovani donne, a me piaceva sguazzare nella spumeggiante acqua salata. Quando il treno si fermava, e la processione dei bagnanti scendeva alla spiaggia, già sbirciavo la bandiera. Un'autorità potentissima, indiscutibile, fatale, issava il drappo: se era rosso il mare era ufficialmente pericoloso. Oltre alla disciplina digestiva (prima di quell'ora, no!) noi bambini rischiavamo anche di dover stare sul sabbione ad abbrostolire senza fare il bagno.  Odiavo il rosso, per questo fondato motivo. Ma il rosso, è sempre stato un pò sfigato. Oggi lo amo, proprio perchè non è un colore ruffiano. Ma andiamo con ordine.
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Oikofobia da progresso

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E' del tutto evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione.
(Woody Allen)

Il filobus sibila sull’asfalto bagnato. Alla fermata sotto i portici c’è un supermercato. Tempo fa c’era un bel cinema teatro. Ampio, le belle poltroncine rosse, gli arredi eleganti. Anche banale il pensiero: colpa della televisione. Ma è un processo più ampio, che abbraccia secoli, che riguarda l'uso stesso dell'abitazione. Tutto pian piano si fa a casa, dentro casa. Le modeste magioni di tante generazioni passate erano un focolare, giusto un focolare per calore e il cibo, quel cibo così difficile da procacciare. Giusto un riparo per la notte, e poco più. Leggi ancora...
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Seduce, guarisce, qualche volta fa anche male.

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Alle Sirene giungerai da prima,
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Chïunque i lidi incautamente afferra
Delle Sirene, e n'ode il canto, a lui
Né la sposa fedel, né i cari figli
Verranno incontro su le soglie in festa.
(Odissea - Libro XII)

Ho letto “Musicofilia” di Oliver Sacks. Libro ben noto fra gli amanti della musica. L’autore è un neurologo, scienziato delle patologie del cervello e, nel contempo, grande appassionato di musica. Analizza molti casi d’interazione fra musica e meccanismi celebrali, patologie connesse alla musica e cure che in essa trovano efficacia. Un accidente che tutti sperimentiamo sono quei motivetti, quelle musiche che ci frullano in capo e non c’è verso di scacciarle.
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Crepuscolo

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Che siano prossime al morire,
nulla lo rivela nel frinio delle cicale
(Matsuo Basho)

Ho letto “Modi di Morire" di Iona Healt. E' un’esperienza dalla quale nessuno può sottrarsi, per cui è in fondo strano questo ignorarla, questo far finta che non esista. L’autrice è un medico di base, con trent'anni d'esperienza al riguardo. Ma non è un libro triste, niente affatto, è invece un bel testo di grande saggezza e speranza.
Sono un tipo che attacca bottone facilmente; ho constatato anch'io, come l'autrice, una circostanza: l'importanza del raccontare.
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Fruscìo

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la riproducibilità delle opere d'arte gli permette di andare incontro al fruitore (...)  il coro che è stato eseguito in un auditorio oppure all'aria aperta può venir ascoltato in una camera. Ciò che vien meno è quanto può essere riassunto con la nozione di 'aura' e si può dire: ciò che vien meno nell'epoca della riproducibilità tecnica è l'aura dell'opera d'arte (L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica - Walter Benjamin)


Il mio crine, ormai grigio, una volta ogni due mesi cerca un tentativo di compostezza presso Francesco, in corso Cavour. E voi direte: cosa c'entra il barbiere con Benjamin? C'entra perchè il Francesco è un grande appassionato e conoscitore di musica, di dischi, cd e vinili, e dentro alla sua bottega per nulla si parla di calcio e donne. La musica è argomento prediletto. L'ultima volta, con lo shampoo nei capelli, chiesi un parere su un tema da decenni in discussione e sul quale pare improbabile arrivi una parola definitiva. L'ascolto dal vinile, è migliore dell'ascolto dal cd?

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La molla

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(photo: Valerio Lo Bello)

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
(F. De Andrè - Il Sogno di Maria)
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Una sera d'inverno, la nonnina che abita la porta accanto aveva smarrito le chiavi, stava sconsolata sul pianerottolo. Con sè due bei nipotini, due frugoletti sempre in movimento, in continuo contagio reciproco nel riso, nel pianto, nel gioco imprevedibile, nel caos. Li accolsi in casa, nell'attesa tornasse la mamma, con le chiavi. Non usa più, come un tempo, lasciar le chiavi ai vicini.
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Stazione centrale

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Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi, ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi
(De Andrè - La città vecchia)

Questo piccolo racconto, che scrissi tempo fa, non è una descrizione fedele o puntuale, ma cerca di cogliere un'atmosfera, un mondo che da tanto tempo non c'è più. (photo: Mateusz Stachowski)
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Davanti alla stazione si ergeva una fila di palazzi tristi e grigi. Alcuni portavano ancora i segni della guerra, i buchi delle mitragliatrici. La via sta più in basso rispetto alla ferrovia (in Liguria le città sono in salita) ma dall’ultimo piano si vedeva il piazzale, i vetturini con i cavalli.
I cavalli erano pazienti, mansueti, con il sacco appeso al muso, per mangiare.

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Leggere a rovescio

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Qui si parla soltanto un'esistenza rigogliosa,
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anzi trionfante, nella quale tutto l'esistente è reso divino, non importa se sia buono o cattivo
(F. Nietzsche, La nascita della tragedia)
E' ben noto che il grande filosofo, nell'affrontare il concetto classico di bellezza, quello stracelebrato degli antichi greci, compì un rovesciamento di prospettiva: lo spirito apollineo, armonico, la serena grandezza non era l'interpretazione giusta, perchè la vera spinta era lo spirito dionisiaco, l'irrazionalità, il caos delle pulsioni vitali e primordiali. Leggi ancora...
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L'imbuto, ovvero dal vasto all'angusto.

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Esistono luoghi che hanno il dono di lasciar
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scrutare il futuro. Per lo più sono posti abbandonati,  vicoli ciechi o giardini davanti alla casa, dove non si trattiene mai nessuno. In luoghi simili è come se tutto ciò che propriamente deve ancora accaderci fosse già  passato. (da Walter Benjamin - Infanzia Berlinese)

Tutti abbiamo dei luoghi che riposano fra i ricordi intimi. Un cortile dove giocavi a biglie, uno spiazzo dietro casa. Ricordo un atrio quadrato, cinto su due lati da cancellate in ferro, il pavimento in ceramica rossa. Era l'atrio dell'asilo, dove un pulmino azzurro ci scaricava ogni mattina. Lo ricordo ampio, quasi un cortile di Versailles; quando, adulto, lo rividi era piccolissimo, poco più di un terrazzo. Da bimbi ogni cosa è mitica e soprattutto sterminata: sterminato il tempo, lo spazio, i pomeriggi a giocare sotto una magnolia.

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Vecchi bucanieri analogici e giovani pirati

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Io credo di poter capire la nostalgia dell’analogico (...) la scarsità dell’oggetto fisico, che devi ordinare, che devi aspettare, l’eccitazione di quando finalmente te lo ritrovi a portata di mano, quell’esplosione di informazioni nuove, tutte assieme... Oggi quel tipo di esperienza non è più possibile. Con il digitale, con il file sharing il tempo di attesa si è azzerato. Per la mia generazione il flusso di dati è continuo (Magnus Eriksson, veterano di Piratbyrån)
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Silenzio

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Quando oggi parliamo dell’udito, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio

(da "Il pane di Ieri” di Enzo Bianchi )

Se ci si dimentica delle virtù taumaturgiche del silenzio, ci si dimentica anche il potere della musica

(da "Il buio, il fuoco, il desiderio”Gino Castaldo)
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Cover band

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L'uomo ha una facoltà che per gli intenti collettivi è utilissima, e dannosissima per l'individuazione: quella di imitare.
(C.G. Jung)
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Vado quasi sempre una settimana in montagna, l'estate. La sera, nelle località di montagna, la gente ha tempo, e accetta quel che passa la pro loco. Due anni fa nella piazza centrale, fra le vetrine delle giacche a vento a saldo (fine agosto), una cover band. Nel manifesto, una bella chitarra blu, la scritta dire straits e poi, piccolo in basso, il nome della volenterosa cover band. Una serata piacevole, perchè non erano braccia sottratte alla miniera riallocate alla musica, era gente che sapeva suonare in modo dignitoso.

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Pevemag 3.1



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