Dannata fretta

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All’ombra dell’ultimo sole, s’era assopito un pescatore, e aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso (F. De Andrè)

Uno dei dati storici che sempre mi ha stupito è la breve durata del Terzo Reich, mi pare dal 1932 fino al 1945. Un tempo brevissimo, ma assai tragicamente intenso. Sappiamo che gli uomini dotati di forte ascendente sui propri seguaci, come Napoleone o Alessandro Magno, sono stati molto rapidi nel tentativo di forgiare la storia, di plasmare le umane vicende secondo la propria incontenibile volontà. Quando la parabola di Napoleone volgeva al termine, aveva poco più di 40 anni, Alessandro fu ucciso dalla febbre molto giovane, al culmine d’un impero sconfinato. Mi pare chiaro che la volontà di realizzare qualcosa, un’ambizione, un tentativo di riazzerare l’orologio della storia e farlo ripartire da zero, entra in conflitto con l’orizzonte comunque limitato d’una vita, d’una singola, piccola, vita. Allora ecco che per condensare in un breve tempo una rivoluzione, un ribaltamento, una rifondazione, occorre la violenza, la guerra, l’imposizione rapida del dato di fatto. Non c’è tempo per convincere, è necessario imporre senza troppe spiegazioni. Le spiegazioni saranno scritte a posteriori, giacchè la storia, si sa, la riscrivono i vincitori. Anche noi, nel nostro tempo, abbiamo ambizioni frettolose. Non c’è spazio per la saggezza pacata del padre antico, che costruisce una solida casa pensando ai discendenti, che pianta alberi frondosi, sotto le cui ombrose foglie giocheranno i figli dei suoi nipoti. L’orizzonte della vita è breve, nonostante le valvole e i pace makers, e allora ci vuole un successo rapido, da acchiappare costi quel che costi. E un nemico, è necessario, va scovato a tutti i costi. Purtroppo la fretta rende cattivi. Invece le buone idee, quelle sagge, antiche e attualissime ancora, hanno bisogno di gente che sa guardare lontano, che sa trasmettere, che sa piantare un seme duraturo. Ma gente così, è fuori moda, c’è bisogno di anime nobili, e ne girano poche di questi tempi.
Una società diventa grande quando gli uomini anziani si preoccupano di piantare alberi anche se sanno che non siederanno mai alla loro ombra
(antico proverbio arabo).

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Lo sguardo

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Il concetto di Naturale

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La molla

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(photo: Valerio Lo Bello)

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.
(F. De Andrè - Il Sogno di Maria)
diegoprod


Una sera d'inverno, la nonnina che abita la porta accanto aveva smarrito le chiavi, stava sconsolata sul pianerottolo. Con sè due bei nipotini, due frugoletti sempre in movimento, in continuo contagio reciproco nel riso, nel pianto, nel gioco imprevedibile, nel caos. Li accolsi in casa, nell'attesa tornasse la mamma, con le chiavi. Non usa più, come un tempo, lasciar le chiavi ai vicini.
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