06/06/09 20:56 archiviato in:
• blog77Cantante, musicista, artista sul palco e fuori, visual artist prima ancora e sino ai nostri giorni, Linda Mulvay in arte semplicemente Linder è un personaggio femminile che difficilmente può essere associato ad altri se non ad alcuni miti del suo tempo quali Arto Lindsay, Genesis P. Orridge e Jean Michel Basquiat. Le sue creazioni sottilmente drammatiche nei primi anni ‘80 superarono le frontiere inglesi e giunsero in tutta Europa, arrivando sino al nostro paese; forse qualcosa delle sue visioni lo possiamo ritrovare nei lavori di alcuni geni che trovarono spazio su riviste quali Frigidaire, come ad esempio Massimo Giacon o forse è solo per la condivisione del medesimo amore per la grafica e per la lettura di un mondo iperrealista, dove l’eccesso riesce sempre ad essere messo lì in bella vista, ma in verità non è mai il padrone della scena.
Il messaggio è invece proprio la messinscena stessa; così nei fotomontaggi dei suoi primi lavori con John Savage pubblicati sulla art-fanzine Secret Public è la somma delle cose che costituisce il significato; questo è il mondo dove i giornali per uomini sono zeppi di automobili e del nudo di corpi femminili e le donne passano il loro tempo a leggere riviste che parlano di moda e propagandano elettrodomestici; basta prendere la forma femminile dai due tipi di giornale ed utilizzarla per questi incroci di varie mostruosità culturali presenti nel nostro tempo. Il punto comune di tutto ciò è una donna rappresentata nella sua nudità e sempre disponibile con un ferro da stiro al posto della testa e bocche digrignate al posto dei capezzoli.
Leggi ancora...Tag: Alison statton, Siouxie Sioux, Pauline Murray, Exene Cervenka, Cosey Fanni Tutti, Gaye Advert, Linder Sterling, Jayne Casey, Bromley Contingent, Susan Janet Ballion, Stuart e Philip Moxham, Steve Severin, Bill Grundy, Debbie Harry, new wave
02/06/09 10:14 archiviato in:
• blog77In una recente intervista per un testata on-line, il giornalista tra il serio ed il faceto, enumerando tutti i capitoli di una intensissima vita pubblica, raccontava che solo una donna aveva avuto una carriera ed una immagine più poliedrica di Madonna e quella persona era per l’appunto Jayne Casey.
L’associazione può apparire assai azzardata, ma calza a pennello per rappresentare il profilo della Jayne immagine pubblica della Liverpool a cavallo degli anni ’80 ed ancora, in maniera differente, al giorno d’oggi.
Già, perché il suo personaggio é di quelli che non ammettono mezze misure; o lo si ama alla follia o lo si respinge completamente perché comunque ed inevitabilmente la sua conoscenza provoca una reazione decisa che può essere disagio e disorientamento oppure all’opposto può diventare ammirazione ed attrazione.
La sua storia è legata saldamente alla storia del locale più in voga durante gli anni del punk e di cui se ne è parlato approfonditamente sul blog: l’Eric’s Club.
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23/05/09 08:08 archiviato in:
• blog77Personalmente credo che uno dei tanti meriti che il fenomeno punk ha avuto all’interno della scena musicale inglese ed americana, sia stato quello di mettere sotto una differente luce la figura femminile quale musicista al centro del palco, ed in particolare come interprete e portatrice di messaggi concorrenti alla parità di opportunità tra i sessi.
E’ storia nota che già prima del fatidico anno 1977, la scena pop-rock internazionale, avesse già elevato le donne tra i suoi personaggi più popolari; gli esempi sono molteplici, solo per restringere la ricerca agli anni più significativi, dal 1968, anno zero della rivolta giovanile e anno della consacrazione di Janis Joplin, che è “la donna rock” per antonomasia, alle grandissime cantautrici americane come Joan Baez, Joni Mitchell, Carole King oppure l’inglese Marianne Faithfull, o le splendide voci femminili dei gruppi folk e su tutte la inarrivabile Sandy Denny, lead vocal dei Fairport Convention.
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