24/09/09 19:19 archiviato in:
• alfredo
E ora facciamo un salto di quasi 2 secoli, per illustrare il pezzo più “recente” della mia piccola collezione. I tempi sono cambiati profondamente da quelli di Traiano. Alla morte dell’imperatore Alessandro Severo nel 235, Roma sprofondò in un caos totale per quasi mezzo secolo. Ogni esercito acclamò imperatore il proprio comandante, iniziando una serie di guerre civili praticamente ininterrotta. Pochi imperatori riuscirono a governare o a reggersi per più di qualche mese, o al massimo un paio di anni. I regni di Gallieno (253-258) e di Aureliano (270-275) che riuscirono a mantenersi per cinque anni sono da considerarsi delle vere e proprie eccezioni. Leggi ancora...Tag: numismatica, monete romane, Follis, massimiliano
24/09/09 19:14 archiviato in:
• alfredo
Nel 97 moriva senza eredi o successori, l’imperatore Domiziano, l’ultimo figlio di Vespasiano, e per un attimo si ripresentò al Senato l’occasione di riappropiarsi delle prerogative che gli erano appartenute per secoli ai tempi della repubblica. Nessuno pensava più a un ritorno alle vecchie istituzioni, però quella sarebbe stata l’occasione giusta per riaffermare il diritto del Senato a scegliere il successore del sovrano defunto. Purtroppo anche quella occasione fu sciupata e non se ne sarebbero presentate altre. Dopo lunga discussione la scelta dei senatori cadde su uno di loro: il “princeps Senatus” ossia il presidente del Senato, Marco Cocceio Nerva. Ottima persona, per carità, che però aveva un solo difetto: quello di essere molto anziano e in precarie condizioni di salute, il chè non prometteva certo un consolidamento delle istituzioni. Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, numismatica, monete romane, traiano
24/09/09 19:07 archiviato in:
• alfredo
Purtroppo non possiedo monete di Nerone e ciò mi impedisce di fare alcune considerazioni su questo imperatore ancora oggi molto controverso, che pure sarebbe stato interessantissimo fare. Dopo la sua tragica morte, avvenuta nel 68, successe il finimondo, nel senso che ogni esercito elesse a imperatore il proprio comandante (abitudine che poi si ripeterà diverse altre volte) e si arrivò così ad un anno di continue guerre civili per la successione al trono. Le truppe spagnole acclamarono imperatore Galba che si precipitò a Roma, ma venne fatto secco dal governatore della Lusitania Otone (in combutta con i soliti pretoriani), il quale fu a sua volta fatto secco dal comandante delle armate del Reno, Vitellio. Ma intanto, in oriente, gli eserciti avevano proclamato imperatore Tito Flavio Vespasiano, proconsole di Siria, al momento impegnato a combattere l’insurrezione degli Ebrei in Palestina.
Leggi ancora...Tag: numismatica, Alfredo Liberi, vespasiano, monete romane
09/08/09 12:35 archiviato in:
• alfredo
Questo asse di Claudio, successore di Caligola, è in eccellente stato di conservazione e, considerato che la moneta in bronzo era quella più impiegata e quindi più manipolata dal popolo (molto più di quella d’argento), ciò dovrebbe significare che per qualche motivo sia ben presto sparito di circolazione, prima di essere consunto dall’usura.
Prima di descrivere la moneta è d’obbligo qualche parola su questo imperatore che regnò tra il 41 e il 54 d.C.. Claudio era figlio di Druso, fratello minore di Tiberio il quale era quindi suo zio. Nato nel 10 a.C., era affetto da un paio di piccole imperfezioni: aveva infatti una leggera zoppìa e inoltre balbettava leggermente. Purtroppo per lui in quei tempi nascere con difetti fisici anche lievi era una vera sciagura in quanto gli antichi erano convinti che le imperfezioni fisiche congenite fossero segni di sicura malevolenza da parte degli dei, e chi ne era affetto era condannato al perpetuo scherno e disprezzo da parte della gente. Nei casi più gravi, addiritura, i neonati deformi venivano portati in alto mare e direttamente affogati. In una lettera indirizzata da Ottaviano Augusto a sua moglie Livia, l’imperatore manifesta tutto il suo dolore e la sua contrarietà per i difetti del nipotino e si raccomanda che non sia esibito in pubblico per evitare che sia oggetto di derisione da parte del popolo.
Leggi ancora...Tag: numismatica, monete romane, Asse di Claudio
09/08/09 12:22 archiviato in:
• alfredo
Se questo denaro fosse in condizioni di conservazione appena appena decenti, varrebbe un piccolo capitale, essendo classificato da tutti i cataloghi specializzati “RR”, ossia “rarissimo”. Viceversa è veramente malridotto in quanto presumibilmente è rimasto schiacciato per secoli sotto un qualche peso che lo ha spiaccicato deformandolo gravemente. Le figure sono difficilmente interpretabili e anche le scritte sono poco leggibili. Il lato positivo è che ciò mi ha permesso a suo tempo di acquistarlo per solo 180mila delle vecchie lirette.
Voi direte: “Ma è possibile che ci fai vedere solo esemplari malridotti e scarsamente intelleggibili?”. E’ vero, ne ho di molto migliori, ma ho proposto questo perchè l’evento che ne provocò l’emissione ha un valore storico abbastanza rilevante e mi da modo di parlarne.
Leggi ancora...Tag: numismatica, monete romane, Ottaviano Augusto
09/08/09 12:12 archiviato in:
• alfredo

Nel 31 a.C. Ottaviano sbaragliava ad Azio la flotta di M. Antonio e Cleopatra ponendo così fine ad un lungo periodo di lotte e di guerre civili che avevano completamente dissanguato Roma e, di riflesso, tutte le sue province. Non esistevano più nemici interni e così, dopo essersi dedicato per due anni ad apportare alcune riforme, tra cui quella del Senato, nel 27 a.C. potè annunziare l’avvenuta “restaurazione” della Repubblica e la sua intenzione di ritirarsi a vita privata (fino a quell’anno era stato eletto console per ben sette anni consecutivi), restituendo al Senato tutto il suo antico potere.
Naturalmente era tutta una finta. Ottaviano non era forse un gran generale, ma era certamente un politico sopraffino e infatti il Senato (per 4/5 costituito da “suoi” uomini) si affrettò ad onorarlo, più o meno spontaneamente, affidandogli (vita natural durante) tutta una serie di poteri la cui sommatoria era l’abbondante equivalente di un titolo regale.
In campo numismatico tutto questo si traduce in una specie di rivoluzione copernicana. Leggi ancora...Tag: numismatica, monete romane, Ottaviano Augusto
06/06/09 19:37 archiviato in:
• alfredo
Prima di esaminare e commentare alcune monete di epoca imperiale, approfitto per soddisfare alcune curiosità che possono essersi create in chi legge questi affrettati appunti. In altre parole: Tutto quello che avreste voluto sapere in più e che non avete avuto il coraggio di chiedere. Scherzo, ovviamente........:
Come mai è molto facile procurarsi, anche in piccoli negozi di provincia, monete così antiche? Non dovrebbero essere molto rare?
Come mai non si è mai parlato dei sesterzi, che sono indiscutibilmente le monete romane più note e universalmente conosciute?
Che potere di acquisto avevano queste monete, in paragone a quelle moderne? In altre parole: a quanti euro corrispondeva un denario, un asse o un sesterzio? Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, monete romane, numismatica
02/06/09 17:55 archiviato in:
• alfredoSebbene ne possieda alcuni altri (in buone condizioni), terminero' il commento di questi denari di eta' repubblicana, con quest’ultimo esemplare datato al 48 a.C. e “firmato” da D. Postumius Albinus Bruti f., ossia: Decimo Postumio Albino figlio di Bruto.
L’anno è quello della battaglia di Farsalo in cui Giulio Cesare sconfisse definitivamente l’esercito di Gneo Pompeo, il quale, fuggito in Egitto, vi trovò la morte per opera del giovanissimo Faraone (il fratellino di Cleopatra), ansioso di assicurarsi così l’appoggio politico del vincitore.
Peraltro va notato che il funzionario che ha curato questa emissione (D. Postumio Albino), è un personaggio di notevole rilievo nella storia di Roma. Trattasi infatti in realtà di Decimo Giunio Bruto, cugino del più famoso “tirannicida” Marco Bruto. Decimo Bruto, nato nell’81 a.C., e quindi di 4 anni più giovane del cugino, fu anche lui, come Marco, Cesariano della prima ora e partecipò al fianco di Cesare a quasi tutta la campagna di Gallia. In seguito fu adottato da un Postumio Albino, e ne assunse quindi il nome. La pratica dell’adozione era frequentissima tra le famiglie romane, in quanto permetteva, a chi non aveva figli maschi, di trasmettere il proprio nome (oltre che i propri averi), evitando di far estinguere il nome della famiglia.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, numismatica
25/05/09 20:14 archiviato in:
• alfredoQuesto denaro, emesso da Caio Licinio Macro tra il 90 e l’85 a.C., in piena guerra civile tra la “factio popularis” di Caio Mario e Cornelio Cinna e la fazione conservatrice del Senato, capeggiata da L. Cornelio Silla, è tutt’ora oggetto di accanite discussioni fra gli esperti della materia. L’oggetto del contendere è l’oggetto impugnato dal personaggio raffigurato sul “recto” della moneta. Scusandomi ancora una volta dell’ignobile qualità delle foto, dietro la nuca della testa rappresentata sul recto è possibile distinguerne la mano stretta a pugno che stringe un fascio di “qualcosa”. Qualora in questo “qualcosa” vedessimo un fascio di frecce, vi si potrebbe identificare Veiove, una divinità minore del Pantheon romano, di cui si sa solamente che esisteva un modesto tempietto sull’Isola Tiberina. Se invece vi si vedesse un fascio di fulmini, l’effigie dovrebbe più verosimilmente essere riferita ad Apollo.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, numismatica
17/05/09 09:00 archiviato in:
• peveQuesto denario è datato dai cataloghi al 109-108 a.C. ed è quindi posteriore di circa 26/27 anni rispetto al precedente. E’ veramente in pessime condizioni (la moneta presenta persino una rottura), tuttavia vale la pena di parlarne per mettere in risalto alcuni particolari.
Il “recto” della moneta, seguendo l’iconografia tradizionale, rappresenta la consueta cosidetta “Testa di Roma” (o di Bellona?) con elmo corinzio. Il numerale X (valore espresso in assi) è presente, anche se appena distinguibile in questo malandato esemplare, sotto il mento, mentre dietro la nuca vi è la scritta ROMA.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, numismatica
10/05/09 20:22 archiviato in:
• alfredoCome mi è nata la passione per le monete romane? Molto semplice: un giorno, una quindicina di anni fa, sono entrato in un negozio di numismatica alla ricerca di una moneta del Granducato da regalare a mio fratello, che ne fa collezione, per il suo compleanno. Mentre ero lì dentro mi è caduto l’occhio su una piccola esposizione di monete romane antiche e ne sono rimasto subito affascinato.
Da allora, nei limiti delle mie risorse finanziarie e nei limiti dei modesti negozietti di numismatica esistenti a Livorno, ho messo insieme una piccola collezione della quale desidero presentare i pezzi più significativi, nella speranza che qualcuno dei lettori sia interessato all’argomento e voglia passare nella lettura un pò di tempo.
Siccome non mi sono mai interessato di fotografia e quindi non possiedo una decente macchina fotografica, voglio precisare che le foto via via presentate sono state scattate dalla camera del mio cellulare, e quindi mi scuso per la loro mediocre qualità.
Altra importante precisazione. Lo studio delle monete romane antiche è una branca molto particolare e specialistica della numismatica, che non ha molto in comune con la numismatica “normale”. Anzi, forse ha più a che fare con l’archeologia che con la numismatica vera e propria. Per datare più esattamente possibile una moneta romana è essenziale una approfondita conoscienza della storia dell’antica Roma ed è anche necessaria una certa competenza in altre branche del sapere, quali ad esempio vita, usi, costumi, miti, riti, tradizioni e istituzioni romane. E a volte non basta neppure quello. Forse è proprio questo che queste antiche monete appassionano ancora di più chi le colleziona.
Leggi ancora...Tag: Alfredo Liberi, numismatica, Lucio Tribanio