:::HAGIA SOPHIA:::

Alfio Antognetti


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Alfio Antognetti

Alfio Antognetti nasce gemini, nel mezzo del 1965.
Infanzia in campagna tra fieno, mucche e maiali.
Maturità scientifica e diverse traversie tra ingegneria e filosofia.
Sin da giovane è sfortunatamente attratto dai colori, così per andarci un po' più a fondo prende infine il diploma all'Accademia di Belle Arti di Carrara.
Inizia anche una chiaramente sofferta attività espositiva.
Nonostante questo nel 1987 viene selezionato a partecipare all'Expo Internazionale di Arte di Bari, nel 1988 riceve il primo premio al concorso Giovani Linguaggi dell'immagine e il Comune della Spezia acquista l'opera vincitrice che è esposta nella Biblioteca Civica della città. Sempre alla Spezia espone in spazi pubblici e privati. Interessante, sempre in quel periodo, l'esposizione svolta a Livorno presso la galleria Passo Carraio dove si evidenzia lo scostamento dalla pittura e il coinvolgimento dello spazio con opere multidimensionali. Da quel momento sono numerosi gli interventi espositivi e le installazioni in spazi non convenzionali. Con un gruppo di amici/artisti genera il gruppo video-musicale "Korf" seguendo un percorso di ricerca ambientale-rumoristica d'avanguardia.
Si lega inoltre al gruppo "Eliogabalo" per il quale ha collaborato a realizzare, sin dalla fondazione, le immagini delle varie edizioni di "Comunicare fa male".
Sembrava che "potesse farcela", "forse può farcela". Invece no.
Nel 1992 inizia l'attività di grafico + creativo, professione che esercita ancora oggi. È socio di RES Comunicazione e TheAd. In queste aziende, che si occupano di comunicazione e advertising, svolge la funzione di art director. Continua comunque a dedicarsi alla pittura e al disegno e periodicamente ad esporre in piccoli spazi.
Nel 2006 un problema di salute concorre a risvegliare un bisogno di espressione che sembrava assopito. Si riavvicina, da subito, allo studio dell'arte moderna e contemporanea; visita a Parigi le importanti esposizioni dedicate a Klein e Rauschenberg; poi ancora Klein a Nizza. Sulla scia di queste suggestioni prepara una mostra di opere pittoriche dal titolo "Phoenix" all'interno della quale spicca, per freschezza espressiva, la serie di sette piccoli lavori dedicati a Yves Klein dal titolo "Promenade des Anges". Interessanti sono anche le opere "double-face" realizzate direttamente con pigmenti su plexiglass.
A questo punto arrivano Mattew Barney, visto per la prima volta a Venezia nell'interessante mostra che lo affianca a Beuys e, purtroppo solo su carta, Damien Hirst.
Inizia nel 2007 il percorso concettuale e creativo che lo porta a concepire la struttura generale di "Hagia Sophia" opera in movimento nei termini della sua suscettibilità ad essere implementata. Riesce a metà del 2008 ad esporre la prima parte di questa opera (per quel che si poteva è rappresentata in questa pagina) sancendo un definitivo distacco dagli aspetti rappresentativi o comunque narrativi delle opere degli anni precedenti.
Da questo momento Alfio Antognetti è diventato un epifanico rappresentante della contemporaneità in cerca di spazi espositivi. Seriamente. Forse.

Nel giugno del 2009 espone un ulteriore evoluzione di Hagia Sophia all'interno della rassegna "EMERGENZE" nel sito archeologico industriale "ex stabilimento Ceramiche Vaccari" a Santo Stefano di Magra (SP).